venerdì, Febbraio 21

Dal Mes alla prescrizione: provocazioni VS competenza Litigiosità e provocazioni di coloro che vogliono ‘mettere bandierine’, stellini e italoviventi che devono dimostrare di esistere, con il PD che comincia a non poterne più e con Gualtieri che sfodera la competenza che nel silenzio vince

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Confesso che io faccio una grande fatica, e non credo di essere il solo, a comprendere quale sia il senso di questa assurda litigiosità in un Governo che è nato per disperazione e deve continuare a stare in piedi per disperazione. Si, Nicola Zingaretti la mette diversamente, dice «questa maggioranza di governo si è costituita per costruire speranze e non per coltivare polemiche», ma, credetemi, il senso è uguale. 

Il problema è il tasso insopportabile, velenoso, di litigiosità. E, bene che il PD cominci dirlo. Bene e interessante, molto interessante, che i due capigruppo del PD abbiano detto chiaro quanto pure io da tempo invoco -e anche qui non credo di essere l’unico a dirlo, da queste colonne proprio l’altro giorno lo ha ribadito Valter Vecellio: ‘Cosa aspetta Zingaretti a svelare il bluff di Di Maio?’
Graziano Del Rio, capogruppo PD alla Camera dei deputati, dalle colonne di ‘La Repubblica apre le danze,  Andrea Marcucci, capogruppo al Senato, rincara la dose.
Dice Delrio: «
Vedo minacce del tiposenza di me questo non passa’ oppure ‘noi siamo l’ago della bilancia’. Dobbiamo rispettare tutte le sollecitazioni che vengono dalle forze di maggioranza, a maggior ragione quando arrivano dal partito più forte in Parlamento: il Movimento 5 stelle. Ma l’approccio di Di Maio non mi piace. Ricattare gli alleati non può essere un metodo», insomma, «Basta ricatti 5S. Avanti con il programma oppure si va al voto. E il Pd non ha paura» «I governi durano se hanno un’anima e se hanno obiettivi chiari, se risolvono i problemi dei cittadini». E aggiunge: «Non ho mai sentito spiegare da Di Maio dove va cambiato e perchè».
Marcucci, prendendo a pretesto la querelle sulla prescrizione: «Di Maio forse non ha capito la gravità della situazione. Non faremo passi indietro. Consiglio al capo del M5s di smetterla con le provocazioni».
Mes e prescrizione sembrano aver dato la stura al PD, la pazienza e la ‘cautela’ sembra esaurirsi, la corda sembra, finalmente, dico io, lì lì per spezzarsi. Sembra, appunto, bisognerà vedere se e quale seguito avranno queste dichiarazioni.

Litigiosità -e quella di Delrio e Marcucci non possiamo classificarla come litigiosità, almeno me lo auguro-, dicevo, incomprensibile. Che i partiti che fanno parte di questo Governo, o meglio gli stellini e gli ‘italoviventidi Matteo Renzi abbiano la volontà pervicace dimettere le bandierinequa e là, secondo l’efficace immagine di Zingaretti, per fare vedere che esistono, è comprensibile fino ad un certo punto, anche perché mentre fanno questo fanno anche figuracce su figuracce per la loro disarticolazione mostruosa.

Gli italoviventi, per dire, hannoscopertola loro ben nota e pervicacemente perseguita ostilità alle tasse, che detto così appare una cosa stupida; e infatti è solo stupida. In generale, perché le tasse dovendo servire a fare cose utili a tutti i cittadini, servono assolutamente, altrimenti i servizi diminuiscono, come infatti sta accadendo. E quindi, se è vero come è vero che in Italia sono troppe e troppo alte, la cosa da fare, prima di schierarsi contro questa o quella tassa, è fare in modo che tutti le paghino tutte. Il Governo e il Parlamento servono a questo. Ma l’impressione generale, in chi paga le tasse e specialmente in chi non le paga fregandosi le mani, è che non vi sia nessuna intenzione vera di farle pagare. Altrove si pagano e nessuno si suicida per le tasse. Anche questo sarebbe un tema di discussione interessante, per cercare di capire fino a che punto giochi (magari interessatamente) più che il fatto dell’eccesso di tasse, la convinzione che siano troppe. Perché qui non si faccia nulla per farle pagare è un mistero talmente chiaro che tutti lo conoscono benissimo e sanno benissimo come fare sia per non pagarle che per non farle pagare.

Sarà un caso, ma italoviventi e stellini si sono scatenati contro una misura banalmente ovvia, come la riduzione dell’uso del contante, con il quale si paga il lavoro in nero, il fornitore in nero, e anche la droga, il pizzo, ecc.
Se domattina ognuno di noi potesse prelevare in banca al massimo cento euro al mese, entro qualche mese il contante in giro finirebbe e comincerebbero ad emergere situazioni interessanti. Lo sappiamo tutti perfettamente: il salumiere all’angolo, pur di essere pagato, accetterebbe qualunque cosa. Ma la misura inizialmente proposta dal Governo di restituire subito, al memento in cui si paga, al pagatore una, magari piccolissima, parte del pagato è caduta in non cale, sostituita, con calma però, da un sorta di restituzione di una certa cifra limitata per spese determinate. Insomma il solito pasticcio complicato edisamorante’. E non parliamo del sorteggio degli scontrini, ne ha parlato magistralmente Crozza!
Ma su ciò si litiga e si mettono assurde bandierine. Stellini e italoviventi sono maestri in questo, molto ben sostenuti dalla destra. È un caso? Sarà un caso che gli evasori, piccoli e grandi, ma specialmente piccoli, sono molti, tanti, tantissimi, visto che evadono ogni anno circa centodiecimiliardi di euro. Certo ci sono anche molti che evadono in altro modo: bene combattiamo anche quelli, ma intanto, come si dice … pochi maledetti e subito, e si vedrebbe che, poi, tanto pochi non sono.

Sorvolo sulla somma irresponsabilità di fare la battaglia al MES. Ne ho già parlato: è roba da cortile, intollerabile e pericolosissima, se non altro perché potrebbe scatenare contro di noi la speculazione internazionale, e tutti sappiamo quanto possa essere dannosa! Ieri, la dichiarazione pacata quanto durissima del Presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, circa il rinvio della firma dell’accordo e la riapertura della discussione su alcuni punti critici per l’Italia «Non vediamo la necessità che questo accada, stiamo affrontando questioni tecniche ora, l’accordo politico è stato raggiunto», la dice lunga su quanto gli strepitii italiani siano molto mal tollerati a Bruxelles, figuriamoci sui mercati.
A notte fonda, a conclusione della riunione, è poi arrivata una piccola, ma grande, vittoria dei competenti’ che non ‘battono i pugni sul tavolo’, ovvero del Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri: unaccordo di principio’, lo ha definito, ottenendo le tre cose che l’Italia chiedeva all’Eurogruppo per la riforma del Mes -respingendo, attraverso l’uso del veto, l’accordo di principio sul Mes che Centeno voleva dare per acquisito senza modifiche- e sulla road map verso lo schema europeo di garanzia dei depositi bancari.
Una ‘bandierina’ ora la potrebbe piazzare pure il PD -è un ‘poco’ significativo quello ottenuto da Gualtieri-, gente come stellini, leghisti, italoviventi suonerebbero la grancassa per mesi. Ma la ‘competenza’ si porta dentro anche la serietà, per tanto….

Sorvolo sulle solite chiacchiere fumose di Giulio Tremonti da Lucia Annunziata (‘si sarebbe dovuto fare’, ‘io dieci anni fa avevo proposto e via rantolando’), di fronte ad un Giovanni Tria, Ministro voluto dalla Lega, che ha negoziato il tutto e che diceva che i pericoli non c’erano e che tutti sapevano tutto, erano presenti, fisicamente, ai Consigli, ecc. Certo, poi, che tutti capissero tutto è altra storia; ma è anche vero, che come non capivano allora, non si vede perché dovrebbero capire ora!

Ora, non bastando le cose su cui litigare, la prescrizione è diventata un altro motivo di urla scomposte.
Una volta di più, permettetemi, parliamoci chiaro. Che la prescrizione si una cosa sostanzialmente negativa è una certezza assoluta. Ma, come sempre, i problemi vanno ‘contestualizzati’.

La durata dei processi, in questo Paese, è spropositata. I processi civili richiedono addirittura decenni, quelli penali poco meno. Solo che la prescrizione scatta prevalentemente su questi ultimi.
I processi civili durano decenni per vari motivi: la grande litigiosità degli italiani, facilitata dal fatto che si può fare causa su tutto, anche se il mio vicino di pianerottolo sputa per terra. Quindi, serve intervenire lì, anche perché la numerosità dei processi civili intasa i tribunali, e quindi rallenta anche quelli penali. Ma di una legge che porti a quel risultato non si parla mai e, del resto, trova l’ostilità degli avvocati, che sulle ‘cauestte’ ci campano: del resto è ben noto che solo a Napoli ci sono più avvocati che in tutta la Francia!
L’altro elemento, sempre nel processo civile, è dato dalla complicazione procedurale e dalla facilità con cui si concedono rinvii, specie in presenza di ritardi enormi nella entrata in vigore delprocesso telematico’, poco amato dagli avvocati. Bisogna agire subito su ciò, prima che sulla prescrizione, eventualmente anche aumentando i costi processuali e facilitando delle forme semplificate di soluzione arbitrale delle controversie. Insomma: ci si deve sedere ad un tavolo, studiare sul serio, proporre cose serie e poi agire; cosa finora mai fatta anche per le molte resistenze degli interessati: le parti e gli avvocati.

Simile è la situazione del processo penale, dove di nuovo i reati perseguibili sono troppi, molte questioni potrebbero essere risolte con contravvenzioni e atti amministrativi, magari non ricorribili ma garantiti da autorità indipendenti o roba del genere. Ora con l’aggiunta dei reati tributari dei ‘grandi evasori’ le cose rischiano di complicarsi. Però, anche qui, le procedure sono farraginose e lunghe (eccessivamente, l’entrata in vigore del processo attuale ha prolungato non ridotto i tempi processuali) i rinvii sono continui e consentiti quasi sempre, le eccezioni che bloccano i processi troppe e ‘giocabili’ in continuazione, portando così il processo a interrompersi continuamente. Anche qui si dovrebbe agire sul serio, subito e con competenza e volontà di risolvere i problemi a vantaggio dei cittadini. E invece, per lo più, si discetta sulla separazione delle carriere e cose del genere, che mirano a favorire i più ricchi a vantaggio dei più deboli.
Certamente anche i giudici ci mettono del loro, ma qui forse il CSM potrebbe operare di più e meglio.

Fin tanto che le cose restano così, l’interesse al prolungamento infinito del processo permane a prescindere dalla prescrizione. La quale, anzi, potrebbe esseregiocataproprio per accelerare i processi. Ad esempio, stabilendo conseguenze negative per le parti e per i giudici che lascino cadere i processi in prescrizione. Stabilire, invece, che la prescrizione non c’è più, rischia di trascinare i processi all’infinito ancora più di oggi e di intasare ulteriormente i tribunali.

Come spesso accade, i problemi sono complessi e articolati e vanno risolti con competenza, capacità, volontà (sincera … beh, con i nostri politicanti!) e calma, con prospettiva. Non mettendoci una finta bandierina, che serve solo a lasciare le cose come stanno.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.