giovedì, Aprile 25

Dal caso Bramini alla Libia, la demagogia di stellini e leghisti Si crea il caso, si battono tamburi e si soffia nelle trombe, e poi, ottenuto un successo di immagine, tutto si lascia lì; e intanto i profughi se islamici sono terroristi

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Non credo che sia molto importante sapere se ciò che il Consiglio Superiore della Magistratura afferma a proposito della vicenda del Signor Sergio Bramini (l’imprenditore fallito ora consulente del Governo) sia giusto, salvo a rilevare doverosamente che il CSM non è, o non dovrebbe essere, l’ultimo da tenere in conto, e quindi una risposta, una presa d’atto, un rilievo sulla vicenda da parte degli interessati sarebbe a dir poco d’obbligo. Mi preme solo di rilevare una volta di più il grande e ormai stucchevole cinismo di questo nuovoceto politico, aduso a suo tempo a fare campagna elettorale urlando ritmicamente ‘o-ne-stà.

Ricordo brevemente la storia. Il signore in questione fu portato alla ribalta come l’emblema della violenza e cattiveria dello Stato contro i ‘poveri’ cittadini inermi. Il signore in questione era un imprenditore ‘costretto’ al fallimento, e addirittura alla vendita forzata della casa, dalla orrida Magistratura insensibile al fatto che il medesimo falliva per il mancato pagamento da parte dello Stato di quanto a lui, o meglio alla sua azienda, dovuto per lavori da lui eseguiti.

Come talvolta accade, specie a chi non sa bene ciò che fa, invece di limitarsi a ‘citare’ un caso tra i tanti (e ce ne sono sicuramente tanti), il signor Bramini fu elevato a simbolo, la sua storia fu ‘raccontata’ fin nei minimi particolari, lacrimucce vere o supposte incluse, e il maltrattato divenne anche consulente dei 5 Stelle, non so se ai maltrattamenti dello Stato o cosa.

Data la situazione, e visto che ciò, forse, poteva implicare un cattivo o illecito comportamento dei Magistrati, il CSM se ne è occupato, per l’eventuale azione disciplinare, risarcimenti del danno eccetera. Ma anche, e questa è una rilevante novità ‘a difesa della onorabilità del Magistrato’, offeso e insultato, testualmente: «aggredito, denigrato, offeso, diffamato».
Sì, ‘a difesa’ del Magistrato, perché nell’analizzare la situazione, le conclusioni del CSM sono alquanto diverse da quanto si era detto. Non entro nel merito, non riferisco le conclusioni, mi limito a dire che esse porterebbero a ipotesi molto diverse: non fallito per colpa dello Stato, in una parola, ma per … colpa sua.

Bene. Non una parola dai 5S, e molto poche dalla stampa e dalla TV. Siamo alle solite: in prima pagina al momento di ‘lanciare’ la notizia, poi quando la notizia appare non proprio esatta tutto tace.

Ma ciò che colpisce, come ho accennato prima, è ancora una volta il cinismo di chi hacreatoil caso, lo ha sfruttato fino in fondo e poi è scomparso dall’orizzonte. E non solo, perché, se le cose stanno come dice ‘La Stampa’, il signor Bramini potrebbe, lui, incorrere in qualche “fastidio”.

A ciò va aggiunto il disgusto per il modo in cui si fa politica in questo Paese, da parte di questenuoveforze tutte e solo populiste, o meglio, demagogiche: si crea il caso, si battono tamburi e si soffia nelle trombe, e poi, ottenuto un successo di immagine, tutto si lascia lì.
Non voglio dire che questi metodi siano una esclusiva di questi ‘nuovi’, figuriamoci, dopo decenni di Democrazia Cristiana e di ‘Milano da bere’! Ma ciò che colpisce è che costoro, stellini e leghisti, fanno di questi metodi tutta la loro politica, mentre di progetti, di predisposizione di strumenti, insomma, di serietà e consapevolezza non vi è traccia.

Ma il cinismo e la superficialità di certi politicanti è davvero incredibile, sempre nell’intento di essere sulle pagine dei giornali.
È infatti esattamente nella stessa chiave che va letta la serie di ‘virili’ affermazioni di Matteo Salvini, che si ripropone di bloccare l’arrivo di chiunque dalla Libia, perché, dice lui, non possono essere considerati profughi (dio solo sa perché e perché sia lui e non un Magistrato, magari da insultare a dovere, a dirlo), e inoltre -e qui siamo al surrealismo puro e semplice-, perché in nome della difesa del popolo italiano non vuole permettere che tra inon-profughiarrivi qualche terrorista islamico, sì, islamico, perché i terroristi sono solo islamici, o meglio, gli islamici sono terroristi lo ha detto più volte, mi pare.

In altre parole, il Ministro dell’Interno italiano afferma tranquillamente che non è capace di impedire che tra gli eventuali profughi vi siano terroristi … ma che Ministro dell’Interno è?
Salvini sa benissimo quanto sia assurda questa affermazione, ma sa anche altrettanto bene, che mettere le cose in questi termini così superficiali cattura consensi e quello che conta è questo e solo questo.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.