domenica, Novembre 17

Dal Canada all’Italia la riduzione della plastica è prioritaria Robot raccogli plastica e sacchetti biodegradabili per cambiare il futuro

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A Greta Thunberg va il merito di aver sensibilizzato buona parte dell’Europa e, forse addirittura, del mondo sul problema dei cambiamenti climatici. Ma un altro problema a dir poco pressante incombe sulle nostre teste: quello della quantità di plastica che sta lentamente distruggendo flora e fauna marina. Il danno ci riguarda in prima persona non solo perché un mare pulito è un’inestimabile risorsa su più fronti, ma anche perché parte di ciò che offre finisce direttamente sulle nostre tavole.

Stando a quanto riportato di recente da una ricerca del WWF, il Mediteranneo si sarebbe trasformato in una enorme discarica, ove vengono sversati ogni anno circa 570 mila tonnellate di plastica. Ovviamente il discorso non interessa solo l’Italia ed è per questo che si susseguono un po’ ovunque i provvedimenti tesi a limitare la presenza della plastica in mari e oceani. 

L’ultimo viene dal Canada o meglio dal suo primo ministro, Justin Trudeau, il quale ha annunciato di recente che a partire dal 2021 sarà bandito l’utilizzo di plastica monouso. Ad ispirare il premier sulla normativa da applicare ci sarà proprio il prospetto  messo a punto dall’Unione Europea qualche mese fa. 

Anche in Italia negli ultimi tempi sono stati adottati accorgimenti che riguardano soprattutto il riciclo degli oggetti. In prima istanza, è stato imposto l’obbligo di utilizzare sacchetti biodegradabili. Ciò ha favorito anche la diffusione di borse e shopper personalizzate che vengono spesso regalate dai negozianti e con le quali è possibile fare spesa o shopping più volte senza dover ogni volta buttare via il sacchetto. Si spera che con il tempo i risultati possano migliorare ancora e vengano ulteriormente evitate le già bandite buste ‘usa e getta’.

Un’altra ingegnosa invenzione, che dovrebbe agire laddove il danno è già stato fatto, riguarda invece quella del granchio Robot Silver 2. Realizzato dalle menti dei ricercatori dell’Istituto Superiore di Robotica Sant’Anna di Pisa, lo scopo di questo granchio tecnologico sarebbe quello di ripulire il fondo marino/oceanico dalla plastica. La sfida è ardua e la strada da fare ancora molto lunga, ma il fatto che si stiano mettendo in campo idee e stratagemmi sembra già un gran passo avanti rispetto a quanto accadeva qualche anno fa. 

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