sabato, Dicembre 14

Dai vicepremier alla piattaforma Rousseau: l’importante è conoscere per deliberare I problemi di Conte e del nuovo governo: oltre ai problemi del Paese, Di Maio e non solo Di Maio, sopratutto gli stellini più immusoniti che non aspettano altro che le buone occasioni per mettere il governo in difficoltà, e gli ex che blaterano di democrazia

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In attesa della conclusione dei vari vertici e mentre si seguono stancamente, sempre più stancamente i riti della politica ‘moderna, cioè i tweet di quello, cui risponde quell’altro, rispetto al quale c’è la chiosa di quell’altro ancora: Uffa, ma basta, basta, basta, siete dei buffoni, parolai, supponenti, parliamo d’altro.

Via Twitter Dario Franceschini rinuncia al vicepremier, ma anche Andrea Orlando, il che non vuol dire che rinuncino alla ciccia, ma solo all’apparenza, perché tra di loro si stanno scannando su chi avrà che, mettendo Nicola Zingaretti non solo nella difficoltà di tenere insieme una linea insostenibile e indifendibile, ma anche a perderci tempo. Perché, in realtà, Zingaretti difende una ridotta già espugnata, depredata e abbandonata, lo ho detto varie volte a rischio perfino di dire cose analoghe a Carlo Calenda, non ha margini reali di trattativa, dato che ha già accettato, obtorto collo, ma ha accettato, di mettere l’avvocatopochette al governo, e quindi tratta solo per onore di firma e per generosità di Giuseppe Conte, che potrebbe semplicemente ignorarlo. E non lo fa per due soli motivi.

Uno, e gli faccio un credito che non credo affatto che gli competa -ma io sono un buono si sa- che non vuole fare un governo che gli scoppi tra le mani dopo tre mesi, cioè non vuole trovarsi nella necessità di fare le figuracce spaventose che ha fatto nei mesi di governicchio Salvimaio.
E qui il problema non sono i PD, ma Di Maio e non solo Di Maio: gli stellini più immusoniti (perché il livello è quello dei bambini viziati e capricciosi!) non aspettano altro che le buone occasioni per mettere il governo in difficoltà e non gliene mancheranno. Cominceranno a piagnucolare sull’ambiente (non sanno di che si tratta, ma fare piagnistei è facile), poi sulle autostrade, poi sulla Gronda, e così via. L’unica cosa che li tratterrà sarà, oltre al terrore di finire al 10 %, la paura (questa sì, proprio paura) di un’altra sparata di Beppe Grillo, che imprevedibile e lunatico come è può fare tutto e il suo contrario. Ed è evidente che ne hanno paura, ma proprio paura. Intanto però, preparano gli scogli: non è un caso che con il governo caduto (al lavoro per l’ordinaria amministrazione) sia la signora Elisabetta Trenta che il signor Danilo Toninelli (concentratissimo) non esitino un minuto nel controfirmare il decreto Salvini di divieto alle navi: un atto probabilmente che esula dall’ordinaria amministrazione, anzi, certamente, data la situazione politica. Ma vedrete, su questo tema, Di Maio e i suoi stanno già preparandosi a fare le barricate, del resto non diversamente da Grillo sono almeno altrettanto razzisti di Salvini.

Due, il problema è Zingaretti, o meglio, Renzi. Zingaretti ha le mani legate e potrà fare poco, ma essendo una persona all’apparenza leale (beninteso qui lo dico e qui lo nego) cercherà di aiutare la barca, ma appena dietro le spalle, anzi, nemmeno del tutto dietro, ha, da un lato, Franceschini e Orlando in procinto di entrare in rotta di collisione per poltrone, e, dall’altro, Renzi, che continuerà imperterrito nella sua demolizione del PD e nel suo tentativo di metterci le mani su, per poi distruggerlo e farne cosa sua. E siccome quanto a pelo sullo stomaco non ha rivali, comincerà subito, anzi, ha già cominciato. Vedrete, perché ora la battaglia si sposta dentro il PD e nelle prossime settimane assisteremo a questo. Anzi, sono pronto a scommetterci, vedremo un Conte pompiere a più non posso con gli stellini, e disposto a dare tutto a Zingaretti per salvare il governo.

È ben vero che Conte crede di essere diventato il sale della terra e ritiene di poter fare anche i miracoli, lo ha dimostrato nella intervista al ‘Fatto in ginocchio’, in cui parlava da Palazzo Chigi, ma senza cravatta e pochette, ma con l’aria di dire ‘so io che fare, faccio io, ghe pensi mi’. Ma non è così.

Certo, avremo un occhio un po’ più benevolo dalla UE, ma i problemi non scompariranno, anzi, si aggraveranno, e Conte e il PD (che come al solito pagherà per tutti) si troveranno alle prese con la disoccupazione in aumento, lo spread, ecc., ecc.

E come se non avessimo abbastanza problemi e pensieri, ora ci si mette anche la senatrice Paola Nugnes a sentenziare e a straparlare di Costituzione, democrazia, ecc., alla luce della Piattaforma Rousseau.

Sorvolo sulle considerazioni della signora sulla sovranità infallibile secondo Rousseau, non secondo la piattaforma, e sulla strano confusione concettuale tra il ‘sovrano’ e il popolo o il corpo sociale, quando dice, con qualche cripticità che mentre la ‘volontà popolare’ «è anche capace di sostenere e portare al potere regimi autoritari, leggi razziali, guerre distruttive», secondo la Nugnes per Rousseau: «la Sovranità è al contrario ‘infallibile’,  non può sbagliare in quanto il sovrano, per il solo fatto di esistere, è sempre ciò che deve essere», il tutto alla luce del solito articolo 1 della Costituzione che afferma che «la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione», che servirebbe, secondo la Nugnes, a porre limiti alla volontà popolare per evitare le cose dette su.

Un momento, per favore: giusto un minuto per farmi passare il giramento di testa e cerco di interloquire, umilmente, per carità, mica sono un senatore io e, quanto a questo, nemmeno un architetto!

E dunque. Lapiattaforma Rousseauè soltanto un modo antidemocratico, fallace, sciocco, insufficiente, falsato, e chi più ne ha più ne metta, per fare definire le scelte politiche di un partito politico che, dice (ma lo dice soltanto) che esegue la volontà dei membri della piattaforma. Si è già detto da molti, e anche da me stesso, che questa cosa è una sciocchezza, che non serve a nulla e non dimostra nulla, ma che è un modo per assumere decisioni interne in un partito. Un modo aberrante, perché i problemi sono complessi e non si risolvono con un sì e un no; un modo aberrante perché non possono essere 100.000 persone a decidere per un intero partito, o meglio, se è così che decide il partito, peggio per lui vuol dire che decide male, ma sono affari suoi e di chi lo vuole votare, sapendo come decidono; un modo aberrante perché il controllo del meccanismo è antidemocratico per definizione, cioè non è trasparente, ecc.

Non perdiamo tempo sulla piattaforma. Se la vogliono, facciano pure, ripeto: peggio per loro.

Ma la piattaforma non ha nulla a che vedere con la Costituzione, che è una cosa seria e che dice, cara signora Nugnes, un’altra cosa, completamente diversa e infinitamente più seria: dice che il popolo è sovrano non che il sovrano è infallibile, e ‘condiziona’ la volontà del popolo non solo ai meccanismi per il suo accertamento, ma a tutto il resto che è scritto in Costituzione: per cui il popolo decide, ma alla luce dei diritti dell’uomo, decide ma nel rispetto delle identità religiose, decide nel rispetto del divieto di razzismo, decide attraverso le elezioni, ecc.

In altre parole, cara signora e così lo può dire anche a Salvini, il popolo sovrano non può decidere (né si può fare credere alla gente che lo abbia deciso) di lasciare in mezzo al mare dei naufraghi, non può decidere di discriminare tra italiani e stranieri e così via. Ne ha la prova, signora, nel fatto che un po’ alla volta le ignominiose decisioni di Salvini (e Di Maio e Trenta e Toninelli, ecc.) vengono spazzate via da giudici, lo dovrebbe vedere anche lei!

Se poi Di Maio o Grillo, vogliono decidere sulla base della piattaforma Rousseau, facciamo pure, vorrà dire che si faranno ridere in faccia da milioni di persone, a meno che … questo è il punto signora, è di questo se volesse parlare di democrazia e di Costituzione che dovrebbe parlare, a meno che, dico, i signori Di Maio e Grillo e Casaleggio e Rousseau, non mettano in moto (come spesso purtroppo avete fatto e purtroppo non fate solo voi) meccanismi per distorcere la volontà popolare, attraverso la distorsione dellaconoscenza’ del popolo. Diceva un tale del quale non perdo tempo a indicarle il nome: «fatti non foste a viver come bruti / ma per seguir virtute e conoscenza», conoscenza, signora, conoscenza, cioè consapevolezza, cultura, competenza; certo è vero, quell’autore faceva precedere a queste due frasi l’altra: «Considerate la vostra semenza», ecco, c’è chi la considera e chi no!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.