sabato, Agosto 15

Dai ‘casini’ ad ‘Internet’ passando per la Legge Merlin: com’è cambiato il mondo degli incontri a pagamento Ad oltre 60 anni dall’entrata in vigore, la Legge Merlin continua a far parlare di sé. Il tema della legalizzazione della prostituzione, d’altro canto, è più che mai vivo ed attuale nel dibattito pubblico italiano nell’era del web

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Un anno, più di altri, ha letteralmente cambiato i costumi sessuali degli italiani: il 1958. All’epoca, infatti, la senatrice Angelina Merlin, in forza al Partito Socialista Italiano, riuscì ad approvare una legge che aboliva la prostituzione in Italia. Già a quei tempi, il dibattito tra favorevoli e contrari fu aspro ed accesso. La caparbietà del ministro socialista, però, ebbe la meglio. E le ‘case chiuse lo furono di nome e di fatto: saracinesche abbassate e momenti di grande sconforto per i tanti clienti che erano soliti frequentarle.

Il mestiere più antico del mondo, ormai regolamentato da svariati secoli, uscì dai binari della legalità, trovando l’approvazione incondizionata non solo del mondo cattolico, ancora oggi decisamente importante in alcune decisioni che i governi italiani devono intraprendere per la vita dei cittadini, ma anche di partiti a forte matrice progressista come PSI e PCI, nonché dell’effervescente movimento antifemminista.

L’evoluzione dei luoghi degli incontri: dai ‘casini’ ai ‘bordelli’

In un sol colpo, fu posto fuori legge un mestiere con una storia ultrasecolare. Basti pensare, ad esempio, che nel 500 fu effettuato un censimento delle prostitute nella Roma papalina, toccando la rilevante quota di quasi 5000 lavoratrici del settore su una popolazione di poco maggiore alle 50000 unità. All’epoca, la professione veniva esercitata, in prevalenza, nel retrobottega dei candelieri, oppure anche nei “Casino”.

In quest’ultimo caso, le prostitute offrivano i propri servigi in case di modeste dimensioni di proprietà di persone altolocate, piccole case che i nobili destinavano alla caccia. Il ‘casino’ non ha nulla a che fare col ‘Casinò’, che nacque in Francia, sempre a quell’epoca, ed era destinato – come tutt’oggi – al gioco d’azzardo: se gli uomini d’Oltralpe amavano le carte, gli italiani, invece, adoravano le coperte. Un accento, in questo caso, fece tutta la differenza del mondo.

I primi bordelli, invece, videro la luce nella seconda metà dell’800, nati, originariamente, come luogo di svago per le truppe militari, che, oltre a realizzare i propri desideri amorosi, potevano mangiare, bere e ballare. Ad importare il modello dei bordelli’, però, furono proprio i francesi all’epoca di Napoleone III; restarono in vigore, tuttavia, anche quando a prendere le redini fu Camillo Benso, Conte di Cavour. Quest’ultimo censì le prostitute in appositi registri della polizia.

Internet può essere un ottimo deterrente al fenomeno della prostituzione stradale

Quanto avvenne nel 1958, di conseguenza, fu un vero e proprio cambiamento epocale. Ed anche l’iter di approvazione della Legge Merlin, in tal senso, ne fu la più fulgida testimonianza: ci volle un decennio, di fatto, per metterla a punto ed essere approvata dal parlamento italiano. Ed i motivi di questi tempi assai lunghi, non sono da ricercare nella burocrazia italiana, famosa per la sua farraginosità e complessità: il muro contro muro tra favorevoli e contrari fu assai aspro dal punto di vista dialettico.

Ad oltre 60 anni dall’entrata in vigore, la Legge Merlin continua a far parlare di sé. Il tema della legalizzazione della prostituzione, d’altro canto, è più che mai vivo ed attuale nel dibattito pubblico italiano. E a renderlo ancor più di stringente attualità ci ha pensato Internet, che ha favorito l’aumento dell’offerta da parte delle professioniste di questo mondo, come si può chiaramente evincere da questo sito di escort Cuneo.

Il giro d’affari del mondo degli incontri a pagamento supera, ad oggi, i 4 miliardi di euro, a testimonianza di come il mestiere più antico del mondo sia ancora considerato moderno e di grande attualità. Ed è proprio grazie ad Internet e ad alcuni siti seri ed affidabili, decisamente rispettosi delle tante lavoratrici di questo settore, che il fenomeno della prostituzione stradale si è con il tempo affievolito, anche se dev’essere maggiormente contrastato a tutela di quelle donne costrette, con la forza e le minacce, ad operare sui marciapiedi italiani.

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