lunedì, Dicembre 16

DAESH minaccia la Somalia

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Il gruppo terroristico Daesh (conosciuto in Occidente come IS o ISIL), sorto dal nulla quattro anni fa, durante il conflitto siriano dal 2014, sta tentando di espandersi in Africa con l’obiettivo di indebolire Al-Qaeda, al quale la maggioranza dei movimenti terroristici africani sono affiliati. Daesh, approfittando della crisi libica, creata dalla Francia con la caduta del regime di Muʿammar Gheddafi, si posiziona ora tra le forze militari più importanti nel Paese nordafricano, ex potenza continentale ora ridotto in cenere. Daesh controlla già vari giacimenti petroliferi libici, iniziando a Tobruk l’esportazione del greggio grazie a imprenditori senza scrupolo di origine indiana. Daesh sta tentando di infiltrarsi in Tunisia per, approfittando della fragile situazione sociale ed economica, creare cellule terroristiche e lanciare l’attacco contro il Governo di Tunisi. In Nigeria Daesh è riuscita a creare una alleanza con Boko Haram che ha abbandonato Al-Qaeda. I regimi del Generale Abdel Fattah al-Sisi in Egitto e del Presidente Omar el Bashir in Sudan sono diventati importanti alleati occidentali nella lotta contro il Daesh.

In Somalia dal 2014 ISIL sta tentando di assorbire il gruppo terroristico Al-Shabaab. Un tentativo che sembrava fallito sul nascere causa la decimazione della fazione pro Daesh  all’interno di Al-Shabaab, decisa e attuata dalla maggioranza dei leader terroristi somali, che rimangono fedeli ad Al-Qaeda. Nonostante la decimazione della fazione pro Daesh, vari terroristi di Al-Shabaab, guidati da Sheikh Muumin, hanno recentemente creato la prima cellula ISIL in Somalia, presso le montagne Al Bari, nella regione semi autonoma del Puntland. Un campo di addestramento era sorto a Janale, nella regione del Middle Shabelle, distrutto dall’Esercito somalo con il supporto delle forze africane AMISOM e copertura aerea americana mercoledì 4 maggio. A rivelare la presenza di Daesh in Somalia è l’ex Direttore della Agenzia di Intelligence del Puntland, incaricato da Washington di monitorare le attività terroristiche in Somalia, Abdi Hassan Hussein. Secondo le rivelazioni, la prima cellula Daesh somala è stata fondata nell’ottobre 2015 da 20 miliziani di Al-Shabaab. In tre mesi la cellula contava già 150 miliziani  e continua ad espandersi, ricevendo importanti quantitativi di armi dal vicino YemenLe armi partono dalla città yemenita di Mukallah per giungere le coste somale. Due importanti consegne sono avvenute nel febbraio e marzo 2015.

«Evidenze satellitari e informatori fidati rivelano che la neo nata cellula DAESH in Somalia dispone di considerevoli fondi e sta comprando veicoli, derrate alimentari, armi e munizioni che serviranno per lanciare una offensiva militare su vasta scala quando la cellula raggiungerà il numero di miliziani necessario. DAESH è più pericoloso di Al-Shabaab in quanto ha comprovate capacità militari, è più aggressivo e dispone di ingenti finanziamenti»,  avverte Abdi Hassan Hussein chiedendo un rapido e decisivo intervento militare internazionale per neutralizzare la cellula somala del Daesh sul nascere. «Ora è possibile distruggere DAESH in Somalia prima che cresca di numero e potenza militare. Ma se questi terroristi non saranno attaccati e distrutti ora si rafforzeranno e per neutralizzarli occorrerà le stesse energie in termini di uomini, armi e finanziamenti che sono state impiegata dal 2007 per sconfiggere Al-Shabaab».

Le rivelazioni di Hassan Hussein – riportate da ‘Voice of America‘- sono state confermate dai servizi segreti kenioti. Secondo le loro indagini l’attacco lanciato contro le truppe africane AMISOM presso la capitale Mogadiscio dello scorso mese, rivendicato da Daesh, sarebbe stato un test a cui seguiranno altri attacchi nei prossimi mesi. La cellula Daesh in Somalia ha tutte le possibilità di crescere rapidamente. Nonostante la maggioranza dei miliziani di Al-Shabaab sia rimasta fedele ad Al-Qaeda, Daesh può contare su nuove reclute e mercenari. A breve termine le truppe AMISOM, sotto il comando ugandese, potrebbero essere costrette a confrontarsi contro due eserciti terroristici, vanificando così gli sforzi attuati da nove anni a questa parte, che hanno portato la AMISOM molto vicina alla vittoria e alla distruzione totale di Al-Shabaab.

La presenza di Daesh, e futuri quanto probabili mercenari che saranno reclutati per la campagna somala, rappresenta un pericolo mortale al fragile Governo somalo e un incubo per la popolazione. La brutalità esercitata e i massacri compiuti da Daesh  nei territori iracheni e siriani da loro occupati è un serio monito per i civili somali. Non è da escludere anche una guerra tra Al-Shabaab Al Qaeda e Daesh in territorio somalo. La logica militare vorrebbe una alleanza tra i due gruppi terroristici per opporre un fronte unito contro la AMISOM. Alleanza resa impossibile dalle divergenza con Al Qaeda e dal desiderio di Daesh di diventare il primo gruppo terroristico a livello mondiale distruggendo la storica formazione creata da Bin Laden con l’aiuto militare e finanziario americano durante la guerra afgana, contro le truppe di occupazione sovietiche.

La cellula Daesh in Somalia è alimentata dal vicino Yemen. Non è certamente un caso. Nella dimenticata guerra civile nello Yemen i miliziani Daesh sono utilizzati come alleati dall’Arabia Saudita, per combattere, insieme a mercenari sudanesi e di altre nazionalità, i partigiani yemeniti e le Guardie Rivoluzionarie iraniane. Secondo alcuni osservatori, è difficile  che tale alleanza tra Arabia Saudita e Daesh  sia stata attuata senza anche solo tacita approvazione di Washington.

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