sabato, Agosto 15

Da Salvini a Bocelli: il Paese dei ‘violatori’ felici, a testa alta Bocelli si dispiace di avere dispiaciuto o forse offeso qualcuno, ma non ritratta le castronerie dette, e propone un movimento per combattere chi ha interesse a chiudere, violando tutti le regole, imposte da chi vuole combattere la ‘cosiddetta pandemia’; Salvini va a processo, ‘politico’ dice lui, ma ci va a testa alta

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È proprio vero, come si dice, che a cercare di precisare, integrare, e specialmente smentire, le possibilità di peggiorare le cose sono vicine al cento per cento. E non lo dico per citare di nuovo il sig. Fedez, ma certo quell’invito a tacere qualche volta era ed è sacrosanto.
Il caso Bocelli lo abbiamo ben presente tutti, ma lo riassumo: partecipando ad un convegno al Parlamento in cui si discettava tra Matteo Salvini, Vittorio Sgarbi e Alberto Zangrillo, tre picchiatori della inesistenza del virus o quasi, il signor Andrea Bocelli, noto cantante lirico, interveniva per segnalare il proprio disappunto per le misure prese dal Governo italiano nel periodo acuto dell’epidemia, ma specialmente per dichiarare di sentirsi, anzi, di essersi sentito umiliato e offeso dalle restrizioni ai movimenti (lui, raffinato, lo chiama lockdown perché ‘sa’ l’inglese, come pochette che crea task force ogni pie’ sospinto) e anzi, di averle pure violate.

Ma, forse, è utile andare più a fondo, tanto più che esiste un video sonoro dell’intero suo intervento.
Nel quale video dichiara che, non avendo conosciuto nessuno che, avendo contratto il virus, fosse finitoneanche’ (testuale) in terapia intensiva, tutto sommato ne aveva dedotto che «tutta questa gravità non c’era». Sorvolo sui dati che, evidentemente, il signor Bocelli ignora, come il signor Zangrillo, che li conosce ma dice che i morti di questi tempi (più o meno una media giornaliera di 7/8 o giù di lì) sono ‘pochi’ e irrilevanti.
Anche qui, prima di essere ‘attaccato’ come un nemico di Zangrillo e quindi di Salvini e addirittura di Sgarbi, preciso. Può darsi benissimo che quella parola a Zangrillo sia ‘sfuggita’, che volesse dire ‘solo’ (solo?) che, tutto sommato statisticamente parlando, i morti non erano stati poi così tanti da fare temere una ecatombe -certo è questione di punti di vista: 40.000 morti, forse molti di più se, come pare, molti sono morti non diagnosticati, possono sembrare ‘pochi’ al sig. Zangrilo …, ma a me che ho una vita sola (Governo ladro, ai gatti sette a me una sola!) paiono preoccupanti, non mi piacerebbe essere uno degli irrilevanti se Zangrillo permette- e che quindi non volesse ‘offendere’ quei morti. Sarei tentato di chiedergli, magari il super-Zangrillo può, di andarglielo a chiedere agli irrilevanti come si sentono.
Ma tant’è, torniamo a Bocelli, che, infatuato nel suo discorso e affascinato dalla potenza intellettuale degli astanti, se ne è uscito con quella frase, sta in fatto che l’ha detta, l’ha detta con calma, con molta precisione, con un discorso compunto e ‘ragionato’. Bene, affari suoi. Anche Sgarbi, Salvini, la signora Gismondi (mi pare sia questo il nome) e chi sa quanti altri, la pensano così e quindi, qui sì che si deve dire: la nostra Costituzione dà libertà di parola, castronerie incluse e tanti saluti.

Ma poi Bocelli, invece di seguire l’illuminato consiglio di Fedez, se ne esce oggi con una precisazione, dove? naturalmente su Facbook: eccola. In cui, dopo avere premesso che lui non ha mai fatto male a nessuno (e chi glielo ha contestato) e che il suo unico interesse è il bene dell’umanità la lotta alla sofferenza e in particolare quello dei bambini (sic! San Francesco al confronto è un principiante), si scusa se le sue parole hanno dispiaciuto qualcuno, magari malato di quella stessa malattia che anche lui e la sua famiglia hanno avuto, ma senza conseguenze. Non lo dice, ma se ne deduce, che con quella umiltà che gli è propria, lui pensa che se è andata bene a lui perché mai non dovrebbe andare bene a tutti: bisogna dunque dargli atto che in questa dichiarazione, mentre si pone al livello degli altri esseri umani (e in uno di potere e famoso non è poco) si limita a dispiacersi di avere dispiaciuto o forse offeso qualcuno, ma non ritratta minimamente le castronerie dette, ivi compresa la arrogante chiosa al suo discorso in cui propone un movimento trasversale per combattere chi ha interesse a chiudere, violando tutti le regole, imposte da chi vuole combattere lacosiddetta pandemia’, parole testuali: dice ‘cosiddetta’.

Che vergogna, e costui è uno che si dovrebbe ammirare e ascoltare con piacere e affetto. Incidentalmente, visto che ha detto lui stesso di avere contratto il virus e di avere violato le regole, qualcuno vuole andare a vedere chi ha incontrato questo bel tomo quando violava le regole?
Ma naturalmente in Italia non c’è solo Bocelli, che avendo potere e fama fa un po’ quello che vuole, noi non ce ne facciamo mancare una.

Ad esempio, avevo appena finito di leggere le chiacchiere infinite sui poteri speciali a pochette e sul modo in cui, abilmente, erano stati limitati da Giorgia Meloni e Matteo Salvini, per evitare (lo dice anche Bocelli e quindi!) strappi alla democrazia, che salto sulla sedia (si può, si può) nell’apprendere che Dibba, il grande Dibba, il conoscitore profondo del Guatemala e dell’Iran dove è andato ad impartire lezioni elementari di vita, il grande scrittore, l’abile falegname, ora ha deciso di fare il barista, pardon, il barman. Ci sarebbe da sperare che qualcuno cominci a pensare di essere inadeguato al compito che pretende di svolgere e che quindi Dibba faccia scuola, ma è pura illusione.

Perché, ad esempio, come ormai con cadenza giornaliera, esce un’altra intemerata della signora Lucia Azzolina, che una ne fa e dieci ne pensa (ma non dorme mai?): l’anno venturo, quando le scuole saranno indubbiamente riaperte il 14 Settembre, per essere immediatamente richiuse per le elezioni (quindi saranno aperte dal 14 al 17 o forse il 18, per riaprire non prima del 22/23 … alé) varie classi saranno divise, metà in classe e metà a casa … ma in diretta. Una cosa che manco Santoro riuscirebbe a fare! Gli studenti, quelli con disponibilità di computer, stampanti, linee adeguate (a spese loro, ovviamente, si chiama «dotazione device» degli studenti, testuale) e di una camera, un sottoscala, un angolino in cui stare relativamente in pace, insomma non in cucina mentre la nonna cucina e la zia guarda la TV, no?, seguiranno in diretta le lezioni (ci saranno registi, addetti alle luci, truccatori, ecc., immagino) e, udite udite, potranno essere interrogati dal docente in diretta, pardon «in sincrono», si tratta dellascuola Dad’. Se penso a come hanno funzionato le cose in un corsetto di manco un mese e due giorni di esami, che ho fatto ad Aprile, mi verrebbe da ridere, se non fossi in lacrime.
Vi pare una cosa seria, non dico da fare, ma anche solo da dire?

Ma non finisce qui, perché, per fortuna, dopo le sceneggiate dei mesi scorsi, gli italoviventi, che avevano votato contro il processo a Salvini, ieri per la vicenda Open Arms hanno votato a favore, perché ‘hanno letto le carte’, compitando una lettera alla volta in tre mesi, bravi, meglio tardi che mai. Trattandosi di Renzi & co., deve esserci sotto qualcosa: hanno per mesi tenuto tutti in sospeso e ora decidono, devono avere ottenuto qualcosa, o almeno creduto di ottenere, perché se sono le Commissioni parlamentari (non credo, non ne varrebbe la pena) si sono trovati presi in contropiede, perché l’italovissuto non è stato votato. E Salvini, naturalmente, parla di processo politico, causato dagli italoviventi. E ha la faccia di bronzo di aggiungere non solo e non tanto di andare al processo a testa alta, che è una sciocchezza fine a sé stessa (e che si crede di essere uno dei martiri di Belfiore?) a parte che se inciampa in un marciapiedi …!, ma che corre a casa a dire ai suoi figli chepapà è una persona per bene‘, lacrimuccia! Piangono anche gli stellini o almeno alcuni che devono votare per forza. Piange beffardo Renzi, che chiaramente si toglie un pietrone dalle scarpe, visto che l’italovissuto è stato fregato da uno della Lega … eleganza! Quanto al processo, se pure ci si arriverà, ho scritto molte volte: sul fatto che quei comportamenti infami contrastano con le regole più elementari della decenza giuridica di un Paese civile … e non ditemi che anche altri Stati fanno lo stesso: se Riina ammazza la gente, io non sono giustificato a farlo a mia volta. Certo che, nel caso, sarebbe bello (nel senso di interessante e ricco di spunti) se i giudici italiani ricordassero che quei comportamenti rientrano nelle competenze della Corte Penale internazionale, per suggerire il deferimento a quella Corte. Spunti, dico, perché se i giudici italiani facessero una cosa simile, potrebberodare l’ideaa qualche altro giudice europeo e allora molti politicanti europei, attenti ai conti (propri) ma non alle regole dei diritti dell’uomo, potrebbero sentire qualche prurito là dove è meglio non averne.
Mah, vedremo, la politica italiana è sempre così: succedono le cose e si scopre dopo sei mesi perché le hanno fatte, cioè che nel frattempo ti hanno fregato senza fartene accorgere.

Come è capitato (pare) agli stellini, poveri ragazzi, perché non si sono accorti (non essendo, certo, il top della cultura del Paese) che con una frase in cui si autorizza il Governo ad adoperaretuttii mezzi di finanziamento europeo, unamanina’ (si vive di ‘manine’ con gli stellini!) autorizza anche il MES. Apriti cielo, una parte dei grillini ha tirato fuori i famosi apriscatole (‘ci avete spaccati!’, ‘avete scritto Tutti’), altri minacciano il suicidio, altri ancora … ancora non hanno capito.
Mi viene in mente (mestiere mio da internazionalista) che quando nel 1967 (avete letto bene, 1967) il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite adottò una risoluzione in cui si ‘ordinava’ ad Israele di abbandonare tutti i territori occupati con la guerra, appunto, del 1967, qualche ‘manina’ traduceva l’espressione in inglese in modo diverso che in francese: da allora si discute (massacrando, nel frattempo, qualche palestinese qua e là e qualche israeliano anche) se Israele debba abbandonare ‘tutti’ i territori occupati o genericamente ‘territori’ … la speciosità è ovvia, ma ora Israele si accinge a prendersi ‘tutti’ i territori palestinesi. Attendiamo gli stellini alla lotta.
Così si fa politica in Italia.
Ma perché, questa è politica, questa è etica, questa è lungimiranza, questa è progettualità? No, per dirla con Gianni Cuperlo, questa è la ‘classe dirigente’, che talvolta canta pure.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.