martedì, Maggio 21

Da Leonardo a Van Gogh, come immergersi nell’arte Mostre o spettacoli? Dalla ex Chiesa di S.Stefano al Ponte di Firenze, divenuta 'cattedrale dell’immagine',  le produzioni multivision  si sono diffuse in vari paesi del mondo tra cui la Cina

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Quando la tecnologia entra nel mondo dell’arte possono accadere cose strane: per alcuni negative, per altri apprezzabili. Di  cosa parliamo?  Di Mostre le cui opere d’arte vengono proiettate a  360° in luoghi diversi e lontani dai Musei o dalle Chiese ove abitualmente sono esposte. Più che di Mostre d’arte si tratta di  ‘multivisioni immersive’ nelle quali il pubblico subisce l‘emozione di  una immersione, di un  suo avvolgimento dentro un’opera d’arte già ammirata  nei libri  o in video, oppure  sconosciuta. A scanso di equivoci Stefano Fomasi, regista dell’ultima produzione Van Gogh&i maledetti, inaugurata in questi giorni nell’ex Chiesa di S.Stefano al Ponte, a Firenze, sottolinea che “si tratta di Produzioni immersive e non di Mostre in senso tradizionale, di intrattenimenti culturali che utilizzano il  linguaggio contemporaneotecnologico certo ma non superficiale e che offrono al visitatore quella visione d’insieme delle opere di un  artista che altrimenti non avrebbero. Per l’occasione è stata rimappata tutta la Chiesa, le immagini vengono riproiettate dentro i tabernacoli, i video d’epoca, oggetto di mesi di ricerca, restituiscono alle opere dei vari artisti   lo spirito del tempo”. 

“E’ vero”  – mi conferma Rosanna,  guida turistica ed esperta d’arte – ” al Louvre puoi ammirare la Gioconda di Leonardo,  e l’emozione è impagabile, ma devi andarci e solo quella puoi vedere, non l’insieme della sua eccezionale produzione. Operazioni come queste non  sono sostitutive di Mostre antologica dedicate ad uno o più artisti del passato, che richiedono  anni d preparazione, e costituiscono  veri e propri eventi, queste più leggere non hanno simili pretese ,e tuttavia  possono aiutare a conoscere meglio l’artista ed il suo tempo, i luoghi  in cui ha vissuto ed operato, le musiche del periodo, le atmosfere che ha respirato….nel mio giro turistico vi ho portato anche alcuni gruppi…Firenze offre un patrimonio immenso di opere d’arte, e ad esse ritengo gradevole aggiungere  questa novità, questa immersionedentro“ le tavole di Vang Gogh che, nella sala degli Specchi, ci avvolgono in un forte abbraccio emotivo. E’ bello vedere inoltre questo antico luogo di culto restituito ad una diversa e moderna  sacralità, all’interno della quale son  tornati visibili l’altare del Giambologna la balconata  del  Buontalenti e le tombe terragne”.

La Chiesa di S.Stefano al Ponte, cioè a pochi metri dal Ponte Vecchio, sorta in epoca longobarda e rimodellata nel Seicento, per un lungo periodo è stata utilizzata come sede di Concerti, fino a divenire, almeno  nelle intenzioni dell’Amministrazione Comunale,  la Cattedrale dell’immagine. Da qui mosse qualche anno fa i primi passi Crossmedia Group, una piccola società di creativi  che si avventurò in questo genere di spettacoli multivision itineranti.  “Da pochi che eravamo” – dice Federico Dalgas, il Presidente –  “nel giro di alcuni anni  siamo cresciuti tanto da aprire sedi a Milano e a Roma e ad esportare le nostre produzioni nel mondo, oggi contiamo di 50 collaboratori  italiani e stranieri, e tendiamo ad assumere giovani esperti di computergrafic, di marketing, di comunicazione, nonché architetti, scenografi ecc. E’ questo un segmento culturale in espansione  che ci sta dando particolari soddisfazioni. Di queste ne parla con orgoglio Roberto Fiorini, responsabile dello sviluppo: L’operazione Da Vinci experience “  dedicata al Genio di Leonardo, si trova attualmente a Shangai in Cina ed è questa la seconda tappa in quel paese ( la prima volta è stata ad Hong Kong) che gli ha decretato una straordinaria accoglienza, di particolare successo anche quelle su Klimt Experience  e  InsideMagrit,  attualmente a Milano, prossime tappe New York e  altre importanti città”.

Questo inedito show multimediale immersivo   Van Gogh & i maledetti per la regia di Stefano Fake, è una sorta di  racconto digitale di  1 ora, sviluppato per mezzo della multiproiezione d’immagini ad altissima definizione e della diffusione in Dolby HD di un’avvincente colonna sonora originale, che  intende

coinvolgere emotivamente il pubblico nella controversa vicenda umana e artistica di Vincent Van Gogh, uno degli artisti più celebri e amati di tutti i tempi, a cui fanno da contrappunto le vite e i lavori di alcuni grandi pittori a lui coevi, accomunati dall’esistenza travagliata e dall’anticonformismo, evidenti nelle seppur diverse forme espressive della loro produzione artistica.

Insieme a Van Gogh, gli artisti compresi nella mostra sono: Paul Cézanne Paul Gauguin, Henri de Toulouse-Lautrec Chaïm Soutine e il livornese Amedeo Modigliani, oltre a questi compaiono anche opere di altri artisti contemporanei che hanno contribuito alla rappresentazione della Parigi dell’epoca.

Grazie all’utilizzo di tecnologie di ultima generazione, messe al servizio di un ritmo narrativo e un linguaggio contemporanei, Van Gogh & i maledetti, che ha richiesto come le altre produzioni,mesi di preparazione,   propone un approccio proattivo alla divulgazione, che finalmente diviene spettacolare, immersiva ed esperienziale, andando così incontro alle mutate esigenze, abitudini e attitudini del pubblico del terzo millennio.

Arricchiscono l’esperienza multimediale una sezione didattico/introduttiva con infografiche e monitor, le postazioni con gli Oculus per sperimentare la realtà virtuale 3D di un viaggio sensoriale all’interno di alcuni famosi quadri e l’avvolgente caleidoscopio d’immagini. “Quando iniziammo quest’avventura, con il sostegno del Comune di Firenze” –  racconta Tommaso Mattei, responsabile della comunicazione del gruppo –  “non pensavamo che avrebbe avuto un tale successo, davvero inaspettato, che ci ha consentito di portare le nostre produzioni in varie parti del mondo, almeno in dieci paesi  e città importanti, tra queste anche Bruxelles, fino ad essere definiti, come per Leonardo in Cina, ambasciatori  culturali del nostro paese”. Anche lui ripete, come  Marco Ferri, addetto alla comunicazione,  che non si tratta di Mostre d’Arte, alle quali non intendono sostituirsi, ma di spettacoli visivi  che avvicinano il grande pubblico all’arte ed alla cultura. Addirittura, c’è tra gli studiosi chi sostiene che operazioni  del genere anticipano il futuro, anche se non potranno mai sostituire i musei e le esposizioni che consentono  di accrescere la conoscenza di un artista e del suo tempo, poiché la visione delle opere originali  dà un’emozione unica, tuttavia operazioni come queste, possono indurre  il visitatore a frequentare i musei e i  luoghi che conservano i capolavori del passato, alcuni dei quali – come Leonardo, Michelangelo e altri grandi – non possono essere soggetti ai rischi e ai costi di trasferimento da un luogo all’altro.  Proprio in questi giorni il direttore degli Uffizi Eike Schmidt  ha ribadito il no al prestito delle opere di Leonardo, richieste da Parigi e da Milano  per le celebrazioni del 500 anniversario della morte del Genio vinciano avvenuta il 2 maggio del 1519 ad Amboise in Francia. Resteranno dove si trovano. Quanto a Van Ghog & i maledetti,  l’esposizione  resterà aperta fino al 31 marzo 2019.

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