lunedì, Settembre 21

Da Grillo a Berlusconi, parola d’ordine Facite Ammuina!

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In movimento. Il Movimento 5Stelle si sente già la vittoria in tasca. Non c’e’ prova di insipienza politica che Luigi Di Battista o Alessandro Di Battista diano, quale corbelleria Virginale Raggi faccia, quale ‘numero’ veda Beppe Grillo impegnato, i pentastellati secondo qualsiasi sondaggio demoscopico venga realizzato, sono comunque in testa alle preferenze degli elettori. Vero è che ultimamente i sondaggisti non hanno buona fame: non hanno colto il favore a Donald Trump, vaticinavano la sconfitta dei pro-Brexit, immaginavano l’Olanda preda degli ulta-nazionalisti anti-Europa… Però chissà, una volte potrebbero pure azzeccare la previsione.
Come sia, i seguaci di Grillo si comportano come avessero già in tasca la schiacciante vittoria senza alternativa per gli avversari che li porta diritti diritti a palazzo Chigi. E si preparano di conseguenza. Prendete quella che definiscono «una giornata importante di lavoro su temi importanti per capire la nostra società». In prima fila Carlo Freccero, che il Movimento ha indicato per l’incarico di Consigliere di amministrazione Rai. Ma anche il condirettore di ‘LiberoFranco Bechis, che guarda più verso Comunione e Liberazione; e il direttore del ‘Fatto quotidianoMarco Travaglio. Tutti invitati da Davide Casaleggio, una mail nella quale si legge: «Mi piacerebbe molto se volessi partecipare a questa giornata in cui parleremo del futuro con persone».
E ancora: il country manager di Google Fabio Vaccarono, l’astronauta Paolo Nespoli, il sociologo Domenico De Masi, il saggista Aldo Giannuli, la scrittrice e psicologa Maria Rita Parsi… Sono i primi, preliminari, contatti. Alcuni di loro potrebbero diventare le candidature da esibire alle prossime elezioni politiche.  Casaleggio lo confida ai suoi più fidati collaboratori: «Candideremo meno casalinghe e disoccupati, più avvocati e liberi professionisti. Dobbiamo fare un salto di qualità». Alla fine, comunque, decide il garante, Grillo ha il «diritto di dire l’ultima parola» sui candidati, «sta scritto sul nostro regolamento».
Anche il M5S esibisce la sua brava toga. E’ Sebastiano Ardita, magistrato impegnato in inchieste contro la mafia. Assicura che parlerà solo di giustizia. In che modo lo si può immaginare se solo si dà un’occhiata a un suo intervento postato il 20 marzo sul blog di Grillo, nel quale si critica duramente il disegno di legge in materia di penale del Governo di Paolo Gentiloni:  «Così il Governo salva i corrotti: più imputati e processi bloccati».

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