sabato, Giugno 6

Da Cuba all'Italia in versi

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Nel mondo della poesia esiste una certa competizione tra autori? Come lo vive lei?

La competizione non la vivo, ma la allontano. Per me competere è una forma decadente di insicurezza e toglie la dimensione archimedea e magica che dona ai poeti la poesia. Competere è arrendersi all’opacità delle apparenze, quindi è come decapitare tutte le forme artistiche.

 

Il romanzo può un’evoluzione del suo percorso artistico o la poesia rimarrà l’elemento centrale anche nel suo futuro?

In realtà, ti devo fare una confidenza, il mio primo romanzo uscirà proprio a giorni e sarà edito da Leonida edizioni. Il suo titolo è ‘Frammenti di sole e nebbia sull’Appennino’ e parla della vita contadina e delle abitudini che con gli anni si sono perse nell’Appennino Tosco-emiliano. Il romanzo è ambientato nel Parco di Montesole, nel periodo della Seconda Guerra Mondiale e, specificatamente, durante l’eccidio di Marzabotto, quindi racchiude al suo interno diversi episodi di violenza che si sovrappongo alla vita tranquilla degli abitanti della zona. Eventi che sconvolgono la vita di un ragazzo di nome Giuseppe e della sua gente… spero che piaccia ai lettori e che apprezzino il mio intento narrativo. La narrativa è già l’immediato futuro dunque, tuttavia per me la poesia rimarrà sempre, perché è parte della mia vita. E’ una voce interna che si impone con forza, portandomi alla musa che canta, che illumina, dentro e fuori, tutte le cose.

 

Infine una domanda su Cuba visti i recenti sviluppi per una normalizzazione dei rapporti con gli Stati Uniti. Cosa vuol dire ‘Embargo’ per l’internazionalizzazione artistica e culturale di Cuba?

Embargo vuol dire chiusura, censura, isolamento e credo che non sia giusto che una grande potenza militare faccia quello che gli Stati Uniti hanno fatto per tanti anni con Cuba e con altri Paesi del mondo. Se devo scendere nello specifico, l’embargo, in realtà, per quanto riguarda Cuba, ha accelerato il processo di evoluzione e d’identità artistica, isolando l’arte dalla globalizzazione e dagli interessi puramente economici e di lucro che spesso sono protagonisti delle correnti artistiche nel mondo occidentale.  L’arte a Cuba emerge come una voce appartata, fuori dalle consorterie utilitaristiche e dai clamori; emerge come una voce pacata e al contempo vibrante ed energetica. L’inventiva populista nell’isola ha qualcosa del veggente, del mistico ed ha tanti aspetti folkloristici che derivano dalla propria storia indigena, dalla dominazione spagnola, dalla tratta degli schiavi africani e per ultimo dal dominio degli Stati Uniti d’America. Cuba è un’isola dove tutto si amalgama ad hoc per manifestare tramite l’arte la sua urgenza di aprirsi verso il resto del mondo.

 

Anime erranti di Yuleisy Cruz Lezcano

I ricordi sono briciole di libertà,
apertura d’ali per la terra lasciata,
solo i miei occhi soffrono questo male
dell’anima che perde le stelle azzurrate.

Altra vita, ascolto in lontananza:
i canti dei fratelli dalle masse d’acqua,
con  denti di spuma, con labbra di onde,
con le lacrime di sale.

I miei fratelli sono i signori del mare,
conoscono i misteri delle aurore,
posseggono i segreti dell’acqua scossa,
agitata dai rami,
sorretti dalle spalle dell’anima.

Sento già le mie radici,
penetrano i regni dei miei fratelli,
guidate dall’amore per le ali,
il mio fusto è desiderio di luce
per il mare condannato.

A ogni scorcio di volo,
con gigantesche braccia tese,
colgo il sangue di terra ferita,
sangue di mare tranquillo,
si agita con il vento il Mediterraneo.

A mezza aria il volo del gabbiano
è verso estraneo, fame che taglia la fiaba
nei domini di castelli,
molecole di preistoria, granelli
di sangue che portiamo dentro, pietrificato.

Ossa di tanti, come me,
spuntano da ogni lato,
fanno lunghe spiagge di bassa marea,
al margine di vita andata.

Il mare spasima e sopporta le sofferenze
delle carcasse di imbarcazioni,
coperte di stelle liquefatte.

Dai fondali addormentati i relitti
sacrificati come casa
dai pesci, dalle alghe, da mille altre vite,
narrano storie fantastiche di morti
che possono ancora respirare,
sulla sepoltura di cimiteri senza barriera,
il respiro è la speranza di tornare,
a una vita vera,
con gli occhi persi nella spera,
al tutto, privi.

 

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