sabato, Dicembre 7

Da Cuba all'Italia in versi

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Yuleisy Cruz Lezcano nasce a Cuba, ma ben presto arriva in Italia (1992) per obbedire al cuore. Nel bolognese trova la sua dimensione affettiva e soprattutto artistica iniziando a scrivere poesie nella lingua adottiva. Consegue la Laurea in scienze biologiche e la Laurea magistrale in scienze infermieristiche e ostetricia (tutte e due ottenute nell’Università di Bologna) per poi trovare impiego nel ramo della sanità. Ma l’impegno di una vita tra lavoro e famiglia non fermano la sua vena artistica, anzi, gli affetti famigliari sono linfa vitale per le sue composizioni. Yuleisy ha partecipato a numerosi concorsi aggiudicandosi numerosi riconoscimenti compreso il recente importante Premio Prato CittAperta per la sezione letteratura (12 marzo, 2016) con la poesia ‘Anime erranti’. Anche le pubblicazioni non sono poche: ‘Pensieri trasognati per un sogno’, ‘Fra distruzione e rinascita: la vita’, ‘Diario di una ipocrita’, ‘Vita su un ponte di legno’, ‘Cuori Attorno a una favola’, ‘Tracce di semi sonori con i colori della vita’, ‘Sensi da sfogliare’, ‘Due amanti no’, ‘Piccoli fermioni d’amore’ e ‘Credibili incertezze’. Cerchiamo di conoscere questo mondo fatto di versi con il suo aiuto.

 

Partiamo proprio da ‘Anime erranti’ poesia che parla di migrazioni non sempre dall’epilogo positivo. Ci parli di questa splendida e commuovente poesia.

L’emigrazione per tanti immigrati come me, è una via d’uscita da un luogo che non ci appartiene e che non sentiamo nostro verso un luogo che ci somiglia o ci è promesso. Per molti emigrati però e ben di più: è la ricerca di un rifugio agognato, una fuga dolorosa che può portare con sé la perdita della dignità e della vita stessa. Sono questi episodi di morte, di sofferenza che hanno ispirato la mia poesia ‘Anime erranti‘. I grandi esodi ci ricordano che siamo tutti anime in cammino, ci obbligano a dubitare di ogni stabilità apparente e a concepire il fatto che ciascuno di noi potrebbe trovarsi nelle condizioni di dovere scegliere di abbandonare le proprie radici per costruirne altre, in altre terre. Ricorrendo ai grandi esodi lungo la storia, ricordando il fatto che ‘Omnes peregrini sumus’ (sec. Agostino), è meglio quindi, che tutti impariamo a dire come il Teseo dell’Edipo a Colono disse ad un povero vecchio in cerca d’asilo:

‘Io sono cresciuto da straniero,
come adesso sei tu.
E non lo dimentico.
Perciò non potrei mai mandare via
chi è come te,
chi è uno straniero: mai.
Devo darti il mio aiuto.
Io so di essere un uomo.
Io so che il mio domani non è mio,
come il tuo non è tuo’

 

La poesia quale strumento di espressione di emozioni, sentimenti e desideri. La mente si isola e vola lungo i versi che si compongono con armonia. Ci descriva come prendono forma le sue opere.

La mia vocazione per la poesia è avvenuta in età matura ed è stata un’incredibile scoperta dettata dall’esperienza. Credo che la poesia sia uno strumento privilegiato e necessario per raccogliere e fissare voci ed emozioni. Per me la poesia è stata la possibilità di rappresentare il mio inconscio, un modo di trascendere la ragione e condurre le emozioni lungo un filo dettato dal suono e l’armonia della parola. Io spesso scrivo obbedendo alle sollecitazioni dell’amore e alla ricerca della bellezza. Per me la poesia è capacità di ascolto sensibile e silenzioso.

 

Una cubana che vive in Italia, ovvero due mondi diversi e lontani che si uniscono. Cosa dà Cuba alla sua poesia e cosa invece dà l’Italia?

Cuba alla mia poesia dà lo stupore, la libertà e la meraviglia davanti a voci e memorie che riaffiorano dai fondali della mente. Cuba nella mia poesia è l’innocenza, la tendenza ad avere un pensiero del mondo come dimensione di apertura verso l’altro. L’Italia dà alla mia poesia consapevolezza e realismo. E tutte due le realtà insieme, fanno di me quella che sono e quella che si manifesta tramite la parola.

 

Cuba e Italia sono anche due Paesi che vivono in modo diverso la cultura. L’Avana è ricca di espressioni artistiche in ogni campo, luogo d’ispirazione anche per chi la visita e ne rimane incantato. Ci può parlare dell’espressione culturale sull’isola caraibica?

Le espressioni culturali dell’Isola da cui vengo sono piene di tradizioni, di gioia di vivere ‘il qui e ora’ perché Cuba è una realtà nella quale la gente pensa soprattutto a vivere il momento e trarre dal presente la massima gioia. Direi che Cuba replica nella cultura l’anatomia del suo cuore pulsante, mondano e di sole. Considero Cuba una pagina della mia infanzia piena di colori e per tale motivo mi ha dato un modo peculiare di conservare ovunque la mia libertà, perché Cuba mi ha insegnato a essere con dignità ‘Donna’. L’espressione culturale dell’isola è forte, piena di musicalità e di linfa pura: La nostra materia prima a differenza di altre isole caraibiche è di consistenza raffinata, perché il cubano medio è un uomo con un grado di istruzione davvero invidiabile. Cuba è un’isola che unisce il ritmo, i colori e la gioia di vivere per creare le sue espressioni artistiche, la sua cultura, quindi, noi cubani, non siamo materiale grezzo, ma abbiamo un’identità molto forte e unica.

 

Invece cosa ci dice del nostro Paese?

L’Italia è un paese che mi ha accolto a braccia aperte e mi ha dato gli strumenti per la mia evoluzione poetica ed emotiva; è un paese denso di storia e di cultura che derivano da un remoto passato. L’arte in Italia è una tradizione curata, piena di talento e di narrazioni liriche. L’arte in Italia si offre come amorosa conoscenza degli uomini e si racconta con la lingua dei nidi da dove tutti prendono qualcosa per fare crescere la vita. L’Italia è un paese con grandi virtù stilistiche, che si descrivono in un sistema temporale affine all’eterno.

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