domenica, Gennaio 20

Da Cesare Beccaria a Cesare Battisti: l’odio (e l’ignoranza) al posto del diritto ai tempi di Salvini «deve marcire in galera», «la pacchia è finita», «non deve uscire vivo di galera», «maledetto», «andremo a chiedere conto, a nome dei morti e dei feriti, a tutti quei politici, intellettuali….»: e questo sarebbe il Ministro dell’Interno di un Paese democratico?

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Cesare Battisti rientra in Italia. Grazie Salvini, grazie. E poi, «deve marcire in galera», «la pacchia è finita». E poi, finalmente «mio padre potrà riposare in pace». E infine «vorrei andarlo a prendere in Suadamerica». Evvia, un po’ di calma. Questo dovrebbe essere un Paese civile, che osserva la legge e rispetta la Costituzione. Oddio, anche i diritti dell’uomo, un po’ maltrattati di recente, ma insomma …
E magari anche la verità. Senza volere offendere o diminuire la statura storica, anzi, epocale, come è di moda dire oggi, del signor Matteo Salvini nellacatturae nella estradizione di Cesare Battisti, Salvini c’entra come il cavolo a merenda. Non ha fatto proprio nulla, ha solo vantato una sua amicizia con Jair Bolsonaro (tra fascisti o parafascisti si intendono bene) che, a onore del vero, a sua volta non ha fatto proprio nulla, anzi, se lo è fatto scappare in Bolivia, dove è stato catturato dall’Interpol. Al massimo c’entra un po’ la Polizia italiana, ma non più di tanto. Salvini proprio nulla!

Ma figuriamoci, averlo finalmente preso è una bella cosa e doverosa e quindi strofiniamoci tutti le mani insieme a Salvini, che riceve al Viminale i parenti delle vittime. Già, i parenti delle vittime. Che c’entrano anche loro? Senza offesa per nessuno, anzi con grande rispetto, ma certamente aspettandomi ogni insulto possibile, dico che i parenti non c’entrano nulla. In uno Stato di diritto, in uno Stato civile, ai parentispettail risarcimento del danno, ma la pena è compito e interesse solo dello Stato; certo la comprensione e l’assistenza per il dolore, quella sì. Ma la vendetta privata è stata cancellata dai Paesi civili da alcuni secoli, certamente, per quanto ci riguarda, da Cesare Beccaria in poi. Insomma, questa può essere l’occasione per una riflessione serena sul modo in cui funziona e deve funzionare uno Stato moderno e civile.

Certo, congratularsi e gioire con i parenti delle vittime aiuta a prendere voti e in questi due giorni tra Salvini e Di Maio non si sono fatti mancare nulla. Ma i parenti non c’entrano assolutamente niente, non hanno un solo diritto che sia uno di rivendicare la pena o altro. È chiaro, può, legittimamente, fargli piacere che sia stato catturato uno dei responsabili di quegli omicidi, ma a nessuna persona civile non solo deve fare piacere, ma nemmeno è dovuta la carcerazione, cioè la privazione della libertà, di qualcuno. Questa è una decisione dello Stato e solo dello Stato.

Capisco perfettamente quanto ciò possa essere poco popolare, ma io sono un uomo di diritto, per me il diritto è il Vangelo. E nel diritto moderno, la pena spetta allo Stato ed è suo unico ed esclusivo interesse comminarla o anche toglierla. Non dimentichiamolo mai: la pena può essere tolta dal Capo dello Stato con la grazia e la decisione spetta solo a lui, in nome dello Stato, non delle vittime.
Quanto almarcire in galera’, francamente la cosa, una volta di più, mi disgusta. È vero che in un certo senso la parola è bene scelta, visto lo stato miserando delle nostre carceri e non a caso simo stati condannati per tortura, anche questo cerchiamo di non dimenticarlo. Ma in un Paese civile le carceri devono essere più che decenti, perché servono a trattenere privo della libertà un essere umano, che viene trattenuto, non torturato, né umiliato. Perché la legge e la Costituzione prevedono solo la privazione della libertà, nulla di altro.

Che vergogna Zingaretti, chechiedeal Ministro pari trattamento per i giornalisti malmenati dai fascisti a Roma. Che vergogna quando dice: «Chiedo a Salvini di avere questo atteggiamento di giustizia» che poi, francamente, non capisco quale sia, «sempre, anche per i giornalisti attaccati, quelli dell’Espresso, se no si percepiscono da parte sua due pesi e due misure. Un Ministro che deve garantire la sicurezza degli italiani sembra avere due pesi e due misure», atteggiamento di giustizia? Ma che dice Zingaretti, che c’entra la giustizia con il Ministero? La prossima volta, per favore si consulti prima con Montalbano, può esserle utile.

Molto impopolare tutto ciò che sto dicendo, lo so. Tanto più che alcuni non meglio identificati ‘comunisti’ (ne leggo sulla stampa, non so altro, né mi interessa di sapere altro) dicono qualcosa di analogo. Beh, se lo fanno hanno ragione almeno in questo. Ma se parlano di assoluzione, di tempo trascorso, hanno torto marcio. Qui c’è una condanna definitiva dello Stato, chiaro? dello Stato, e si deve eseguire, punto. E a Battisti spettano tutte, ma proprio tutte, le garanzie che spettano a qualunque cittadino in uno Stato civile e democratico, sia nella esecuzione della pena, che nel diritto a ricorrere e quant’altro. Né più né meno!

E, sia chiaro, io non chiedo né propongo la grazia o una carcerazione preferenziale. Io chiedo e mi auguro che, Salvini permettendo, Cesare Battisti sia trattato con il rispetto che si deve ad un uomo, un essere umano, sì colpevole di gravi crimini, ma destinatario di tutte le garanzie che uno Stato civile come dovrebbe essere il nostro, deve ad ogni persona -sottolineo ‘ogni’ persona- e quindi, Salvini, compresi i migranti! Quei pochi che abbiano letto questi miei articoli, ricorderanno che, attirandomi certamente molto critiche, dissi qualcosa di analogo a proposito del trattamento inumano riservato negli ultimi mesi della sua vita a Provenzano. Assassino incallito, delinquente disgustoso, uomo infame, ma uomo e cittadino italiano. Come Battisti.

Mi inorridisce, leggere che Salvini, il Ministro dell’Interno di un Paese democratico (ne dubito sempre di più), sia pure alla scuola di formazione politica della Lega, dica: «non deve uscire vivo di galera perché quando toglieva la vita agli innocenti non si è posto il problema se l’ergastolo fosse umano e disumano», cos’è? un invito a farlo fuori? Oppure «Il mio impegno è che questo maledetto delinquente sconti la sua pena. Ovviamente dovrà marcire in galera fino all’ultimo dei suoi giorni. Non deve uscire vivo dalla galera», ‘Maledetto? non delinquente e basta: bella lezione alla scuola, belle cose da ‘insegnare’. Ma poi, per non correre il rischio di smentirsi, il colpo finale, prova di totale assenza di civiltà: «Dopodiché andremo a chiedere conto, a nome dei morti e dei feriti, a tutti quei politici, intellettuali, registi e cantanti che hanno firmato gli appelli per un assassino comunista. Perché loro hanno la coscienza sporca come quell’assassino». Che vuol dire signor Ministro? Come ci andrete? con i bastoni, i manganelli, le pietre, le pistole o solo la vostra ignoranza delle regole del vivere civile? È un invito ad andarci, bene, prendo atto.
Siamo alle solite (sempre peggio anzi), con l’odio e il disprezzo per gli ‘intellettuali’, registi e cantanti. Al solito, l’odio per la competenza e la cultura, l’odio per chi non la pensa come te … il manganello o l’olio di ricino?
Ebbene, io non so chi siano le persone alle quali allude, ma per quanto mi riguarda mi iscrivo nella lista, anzi, per sua informazione, molti anni fa partecipai ad un convegno scientifico in cui si parlò proprio del caso Battisti. Cosa si disse, cosa dissi? Si informi, ne ha i mezzi, io, quando vuole, sono qui.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.