martedì, Marzo 19

Da Barra Caracciolo alla TAV, palle e buffonerie al potere Tra un Sottosegretario in cerca di identità e altri pasticci targati TAV e non solo, in attesa delle mitiche elezioni europee

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Luciano Barra Caracciolo, non sa con precisione quale sia la sua funzione e la sua posizione nel Governo o per il Governo, visto che il Segretario di Palazzo Chigi gli ha comunicato che non è Sottosegretario o non ha deleghe. Lo dice in aula, dove è chiamato a parlare a nome del Governo su non so cosa, non è importante. Il Presidente dell’Aula al momento, senza un accenno di sorriso, comunica al predetto che, però, è stato indicato dal Governo a rispondere su non so cosa.
Sorvolo sul fatto alquanto singolare, ma mi domando e domando al Presidente d’Aula: cosa è il Governo? mi spiego: come ha fatto il Governo a comunicare al Presidente d’Aula che quel tale lo rappresenta? Siamo nel campo dell’imperscrutabile, della fantasia, ma forse dovrei dire altro. Mi affido alla fantasia del Lettore o alla sua sagacia.

Questo è il Governo, il nostro Governo, quello che ci governa…dice.

Che governandoci, dice, fa pasticci mostruosi e, diciamocelo chiaramente, ridicoli in materia di TAV, al solo scopo di dare a Matteo Salvini la possibilità di esprimere, con il suo solito modo da salotto, la sua certezza che nulla è cambiato e la TAV non solo si fa, è decisa, e a Di Maio la possibilità dicantare’ vittoria per avere impedito di fare il TAV o la TAV o il TAVINO, come lo stesso Giovanni Maria Flick -a suo tempo ‘vate’ degli stellini- afferma tenendo una lezione di diritto all’avvocato del popolo troppo preso dal biliardo.
Il tutto mentre Confindustria Piemonte prova fare una campagna contro le bagianate a 5 stelle.
E non parlo del fatto che Giggino pare sia in rotta con Dibba, o forse, secondo altre versioni, è Dibba imbronciato con Giggino che, unitamente ad altri suoi colleghi, non lo ha difeso abbastanza nelle sue brillanti manifestazioni muscolari delle scorse settimane.

E quindi, in attesa delle mitiche elezioni europee queste due belleforzepolitiche dicono ciascuna alpopolo’, del quale sono i difensori, di avere fatto cose diverse da quelle che hanno effettivamente fatto. Mentre entrambe ‘vantano’ il successo di quota 100 e il successo del reddito di cittadinanza; nascondendo entrambi che il primo costerà uno sproposito ai nostri figli, mentre, grazie al blocco delle assunzioni pubbliche, gli enti pubblici si troveranno in grave difficoltà operativa e che il reddito funzionerà solo come assistenza a fondo perduto, non solo e non tanto per l’assenza dei ‘Nocchieri del Missipipì’, ma anche e principalmente del lavoro, che non si crea per decreto.

Mentre dunque l’Italia si balocca in queste buffonerie, la Francia si prepara a farcela pagare d’accordo con la Germania, l’UE idem, mezzo mondo ci ride dietro e non si fiderà più di noi manco a pagare.

E, intanto, Donald Trump scatena una guerra senza quartiere a Huawei e ai cinesi, mettendo Angela Merkel nella necessità di difendersi (col nostro intelligente silenzio), mentre noi ci adoperiamo a facilitare la via della seta, svendendo il porto di Genova.

Lancio una scommessa: gli stellini avranno un altro calo e compariranno i coltelli; i leghisti avranno anche loro, penso, un calo, perché si sono dimostrati troppo ‘deboli’ in questo periodo sulle cose importanti. E il PD? Impegnato a cambiare sede e a farci capire quanto contano, nell’ordine, Renzi e Calenda.

Che sconforto!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.