sabato, Agosto 15

Da Autostrade a MES: propagandismo e gigginonismo Sul MES si cincischia e si viaggia tra Portogallo e Spagna; su Autostrade si rischiano risarcimenti milionari. La crassa ignoranza degli stellini inguaia sempre più l’Italia

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Incompetenza, incapacità, superficialità, supponenza, pressapochismo, propagandismo, gigginonismo, questi sono i primi aggettivi che mi vengono in mente in margine alla annosa (oltre due anni!!!) vicenda del Ponte Morandi, o meglio, della concessione alla Società Autostrade, tra l’altro dei Benetton, e alla, tra poco annosa e perdente, questione di quello che Mentana chiama la ‘neccst generecion iu’.

Ieri, infatti, in contemporanea due fatti, entrambi fondamentali: la sentenza della Corte Costituzionale in merito alla causa intentata dalla società Autostrade al Governo per l’esclusione per legge dalla ricostruzione del Ponte, in cui si decide che la legge non era incostituzionale (e dunque era legittimo escludere la società dalla ricostruzione), proprio poche ore dopo che il Ministro Paola De Micheli ordinava di consegnare il nuovo ponte alla stessa società Autostrade, per il semplice e ovvio motivo che oggi, come oggi, quella è la azienda concessionaria delle autostrade, e di quel tratto in particolare, e quindi a loro va consegnata, a meno che, o finché, non si decida di revocare la concessione, decisione rinviata da oltre due anni.

L’altro fatto è il viaggetto -dopo la notte brava per non approvare il decreto semplificazioni (in realtà una complicazione mostruosa, se solo leggo la disposizione contorta che dovrebbe eliminare, a sentire Giuseppe Conte -sempre più pochette e basta- il rischio dell’abuso di ufficio, mi verrebbe da ridere se non fossi in lacrime)- in Portogallo e in Spagna per implorare i rispettivi governi di prendersi anche loro i soldi del MES (per noi indispensabili e urgentissimi, irresponsabilità devastanti a parte) per non avere quella cosa misteriosa che chiamano ‘lo stigma’ (ma che cavolate dite?), cui fa eco una riunione molto dura dei nuovi vertici comunitari (Merkel, von der Leyen, Michel e Sassoli) in cui si afferma la disponibilità a fare il piano di rinascita o ricostruzione, ma mettendoci circa 200 miliardi di meno, per rispondere alle continue proteste dei cosiddetti Paesi taccagni. Il messaggio è chiaro: ci stiamo giocando le nostre carriere per quel piano, visto che state a fare melina, vedetevela da voi!

La sentenza della Corte sulla ricostruzione del ponte Morandi non è ancora pubblicata. Si ha, come sempre, solo un comunicato stampa molto stringato, che si limita a dire, testualmente: «La decisione del Legislatore di non affidare ad Autostrade la ricostruzione del Ponte è stata determinata dalla eccezionale gravità della situazione che lo ha indotto, in via precauzionale, a non affidare i lavori alla società incaricata della manutenzione del Ponte stesso». Notate bene: ‘in via precauzionale’, ‘eccezionale gravità’, scrivono i giudici. Solo una notazione in merito, perché le sentenze si commentano dopo averle lette tutte fino in fondo: se dovesse risultare che la responsabilità di Autostrade non c’è o è minima o minore di quanto si dice, cadrebbe quella giustificazione e dunque si aprirebbe un pozzo senza fondo di risarcimenti.
E fin qui va bene (cioè si fa per dire, non va bene per niente, se avessimo un Governo serio) si vedrà, ma
il tema resta quello di fondo: si toglie o no la concessione alla Società Autostrade? È da oltre due anni che il Governo degli stellini, con gli stellini, non decide. Fino all’altro ieri pochette ha detto che è ‘orientato’ (che diamine significa essere orientati … come i galli segnavento?) a togliere la concessione, ma se ne deve discutere e se ne discuterà. Ieri, da Madrid, chiaramente sotto choc, dice che si deciderà entro la settimana … non dice quale.
Ammesso, e non concesso, perché non conosco la vicenda e le carte non le ho viste, ma
ammesso che il crollo del ponte giustifichi il ritiro della concessione (lo dico con freddezza: purtroppo ci sono state decine di incidenti in passato e ce ne saranno in futuro, che non hanno portato a conseguenze così gravi) il Governo di Conte da due anni rinvia la decisione, perché stellini e pochette si barcamenano.
Sorvolo
ma il Governo non dovrebbe sul fatto che togliere la concessione, risarcimenti a parte, vuol dire migliaia di licenziamenti, ma specialmente il caos sulle autostrade, perché dalla sera alla mattina non si saprebbe a chi affidarle … potete immaginare le conseguenze.
Ripeto tutti gli aggettivi di cui sopra: ne aggiungerei molti altri, ma non ne vale la pena. Questo è un Governo inconsistente e arrogante di incompetenti. Punto.

L’altro aspetto è il MES, su cui di nuovo si cincischia in maniera irresponsabile. Quei soldi servono, le condizioni non ci sono e non sono pericolose, lo ha detto anche Valdis Dombrovskis.
Ma specialmente la cosa sta facendo arrabbiare chi cerca di fare sul serio in Europa, con tutti i limiti dei quali ho parlato qui molte volte, il che non sarebbe un problema, si arrabbi pure … ma il fatto è che Angela Merkel si trova in difficoltà, e, visto che cerca di aiutarci (lo ripeto, ancora una volta, nel suo interesse o meglio nell’interesse della Germania, come ho scritto mille volte) si trova le spalle scoperte e non glielo ha ordinato il medico di salvare il deretano non solo a pochette, ma a noi.
La situazione è al limite, nonché dell’assurdo, del ridicolo ma specialmente del suicidio. E quindi ben si capisce che Romano Prodi lasci cadere la bomba atomica, di dire che se Silvio Berlusconi votasse a favore del MES non sarebbe poi un gran danno.
Certo è un modo per dare una smossa al Governo, ma anche di invitare il PD (silente da tempo) a fare di nuovo politica.
Allo stato dei fatti, perdonatemi, credo non vi sia altro da dire, oltre il disgusto, la rabbia, la delusione, ma specialmente la paura per i danni spaventosi che stanno provocando quegli incompetenti … ecc., di cui sopra.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.