sabato, Settembre 19

Cyberbullismo: verso una legge che non può più attendere Intervista ad Eleonora Nocito, membro dell'Associazione Contro il Bullismo Scolastico

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Crede che bullismo e cyberbullismo vadano trattati ed affrontati allo stesso modo?

Entrambi hanno una finalità persecutoria e sono violativi della dignità umana. Secondo il mio punto di vista occorre porre una maggiore attenzione al fenomeno del cyberbullismo, cosa che si sta facendo con il disegno di legge della senatrice Ferrara, perché tale fenomeno provoca molti più danni nella vittima in quanto le molestie possono avvenire in qualunque tempo e luogo, i contenuti lesivi possono rimanere visibili sul web per molto tempo e il molestatore potrebbe non essere immediatamente individuabile nascondendosi dietro l’anonimato. Inoltre la distanza fisica creata dallo schermo riduce l’empatia del cyberbullo, e quindi la sua capacità di comprendere lo stato d’animo della vittima.

Sappiamo che i ragazzi di oggi si fanno molto più male sul web che nella vita reale: utilizzando i nuovi strumenti informatici, i cyberbulli pongono la vittima in condizione di grave disagio psicologico e stress che, nei soggetti più fragili, possono portare anche al suicidio. Ricordiamoci infatti che statisticamente i casi di suicidio per bullismo sono irrilevanti rispetto a quelli che avvengono per cyberbullismo.

Rispetto al bullismo, molto importante per scongiurare il cyberbullismo (oltre a percorsi sull’affettività e sviluppo dell’empatia da svolgersi a scuola attraverso progetti mirati), è adoperarsi per creare un “cittadino digitale” attraverso l’impegno di molti attori ed un approccio multistakeholder: la cura delle vittime e il recupero dei responsabili di condotte afferenti al cyberbullismo saranno possibili soltanto attraverso una corretta educazione al giusto utilizzo delle nuove tecnologie.

Il disegno di legge in approvato al Senato, e che ora dovrà tornare alla Camera in quarta lettura, colma il gap legislativo su bullismo e cyberbullismo?

Sappiamo tutti che le leggi sono importanti ma molto più importante è la loro applicazione. Se ci serve una norma per contrastare uno dei pericoli della rete, se abbiamo bisogno di una legge per prevenire il fenomeno del cyberbullismo, che ha mietuto in questi anni moltissime vittime, abbiamo bisogno anche di sperimentarla. Inoltre le norme non possono essere solo nazionali ma devono essere inserite in un quadro sovranazionale.

Sappiamo che la rete è un mondo in continuo mutamento, cambia molto più velocemente di come cambiamo noi. Forse la legge sul cyberbullismo non sarà perfetta all’inizio ma è necessario che possa fare da catalizzatore a tutti i soggetti che a vario titolo vengano coinvolti, polizia, famiglie, scuole, associazionismo, mondo delle istituzioni variamente inteso, singole e diverse amministrazioni.

Tra i punti salienti del provvedimento, la  possibilità per il minore over 14 di chiedere direttamente, anche senza la conoscenza da parte dei genitori,  l’oscuramento di qualsiasi dato personale riguardante il minore diffuso in rete. Crede sia corretto consentire al minore di attivarsi senza prima parlarne con i genitori?

L’ art. 2 rubricato tutela della dignità del minore prevede la possibilità per il minore ultra-quattordicenne di fare una segnalazione al titolare del trattamento per chiedere l’oscuramento, la rimozione o il blocco di contenuti lesivi. Ritengo importante tale previsione anche per tale stimolare la resilienza di chi subisce tali attacchi (di violenza verbale o di lesione della propria dignità), dando questa possibilità al minore che non se la sente di parlare con la madre, il padre o l’insegnante magari per paura di essere giudicato o punito.

Secondo me si poteva avere il coraggio di scendere anche sull’età prevista per la presentazione dell’istanza, proprio perché molti atti di cyberbullismo vengono compiuti su dei preadolescenti.

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