domenica, Dicembre 15

Curdi: inganni e tradimenti europei e americani non li seppelliranno La pratica dell’inganno al ‘popolo curdo’, a quello che nel trattato di Sévres era definito testualmente Kurdistan, inizia con la spartizione del Medio Oriente tra Francia, Inghilterra e Turchia. I primi a tradire furono gli europei, che ora si nascondono, poi arrivarono gli americani

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Con quella faccia di cartone pressato, con pochette in un angolo, il nostro (ahimè anche mio, purtroppo) ‘premier’, in realtà Presidente del Consiglio dei Ministri ma tanto a lui piace sentirsi ‘premier’, specie da quando Donald Trump lo ha ‘nominato’, alla faccia di Sergio Mattarella (e di Nicola Zingaretti), in cambio di chi sa che (lo ricordate? l’ho scritto in momenti non sospetti, avevo ragione?) ha commentato ciò che accade ai curdi in Siria avvertendo il mondo intero, annichilito, che lui è preoccupato. Il silenzio dell’amico di Ross è plumbeo, anche forse perché lui non ‘sa’ l’inglese convoca l’Ambasciatore turco, , madalla Vice Ministra Marina Sereni.

Preoccupato, di che, perché, per fare cosa … ma sa di che si tratta, lo sappiamo noi tutti in Italia e, purtroppo, in Europa?

La Siria, da tempo, da molto tempo, almeno dai tempi della prima guerra mondiale, è il terreno di scontro di una lotta feroce, violenta, brutale … tra tribù di beduini infingardi, come dice Trump, dopo che gli americani ci hanno sguazzato e guadagnato per decenni? sulle cui frasi disgustose sorvolo perché superano i limiti della decenza giornalistica. Eh no, troppo comodo: fosse così il ‘premier’ avrebbe ragione di essere ‘solo’ preoccupato.
La Siria, in realtà, è uno dei frutti avvelenati determinati dalla spartizione letteralmente spartizione del Medio Oriente tra Francia e Inghilterra (più la seconda che la prima) e … Turchia, frutto a sua volta avvelenato mademocraticodell’impero ottomano. Spiego perché ‘democratico’.
La Turchia nasce dopo la prima guerra mondiale, e dopo il tentativo di spartizione anche di quella da parte degli anglo-francesi (che poi sin da allora sono sempre spalleggiati e poi preceduti dagli USA) dell’impero ottomano, a causa principalmente della ribellione dell’Esercito turco alla spartizione e al tentativo di ricreare uno Stato sui resti dell’impero. Tentativo in gran parte riuscito da Mustafa Kemal Atatürk, con l’Esercito, in base a due pretese: una, legittima e vincente, la costruzione di uno Statodemocratico’ (non proprio ideale, perciò tra virgolette) non-confessionale (questo è fondamentale), e quindi non islamico a tutto spiano come altri, e un’altra, illegittima anche se provvisoriamente vincente, la pratica dell’inganno alpopolo curdo’, a quello che nel trattato di Sévres (mai, appunto, entrato in vigore) era definito testualmente Kurdistan, con tanto di confini ecc.

Alle potenze occidentali, già largamente complici del massacro degli armeni, conveniva una Turchia non ostile e non fondamentalista, sia pure a prezzo del Kurdistan, popolo ignorato e trattato come una banda di poco più che cammellieri (cosa del tutto errata, si tratta di una delle civiltà più antiche e belle della regione), allo scopo di permettere la nascita della Turchia vista come baluardo alla nascente Unione Sovietica. Per cui, dopo le promesse e gli impegni, nasce la Turchia, ma non nasce lo Stato curdo (oggi si chiamerebbe Rojava), e il territorio destinato al Kurdistan venne spartito brutalmente (cioè senza curarsi della volontà delle popolazioni, ma in perfetto ‘spirito’ colonialista) fra Turchia, Francia e Gran Bretagna.
Perché questi ultimi due, dopo avere usato l’ingenuo ‘Lawrence d’Arabia’, abbandonandolo dopo il suo gran lavoro a favore delle potenze ostili all’Impero ottomano (il viso stravolto di Peter O’Toole, interprete magnifico di quella storia, una delle immagini filmiche e storiografiche più efficaci di critica storica è esemplare) dopo avere ‘vinto’ la guerra, in gran parte grazie ai finanziamenti agli inglesi delle banche dei Rotschild.

Basta guardare le famose ‘carte McMahon’ e gli accordi Sykes-Picot per vedere come si ragionava (e, a sentire Trump o il nostro ‘premier’, o anche molti altri, purtroppo si ragiona così anche oggi) in materie del genere: un tratto di penna approssimativo e qualche accordo (segreto) conquel beduino di Hussein’. Risultato: la spartizione del territorio del Medio Oriente già ottomano tra Francia e Gran Bretagna, che assegna il Kurdistan in parte alla parte sud-orientale della attuale Turchia (parte molto consistente), ad una piccola parte nord-occidentale dell’Iran, alla parte settentrionale-occidentale dell’attuale Iraq (molto consistente) e alla intera fascia settentrionale della attuale Siria, al confine con la Turchia fino all’Eufrate e oltre fino al confine con l’Iraq: la zona, appunto, che oggi la Turchia si vuole prendere, per cancellare l’idea del Kurdistan, almeno ai suoi confini immediati. La parte a oriente dell’Eufrate, dopo la bruciante sconfitta a Kobane, pare non la voglia più!

Il resto del Medio Oriente fu spartito tra Francia cui fu ‘assegnata’ la Siria e il Libano attuali e la Gran Bretagna che si prese l’attuale Israele, Palestina, Giordania e Iraq.
Va anche detto che la Gran Bretagna, in realtà ‘ebbe’ la Palestina e l’Iraq, ma a seguito delle promesse inglesi (la famosa lettera Balfour) al barone di Rotschild in cambio di tanti soldi per continuare la guerra e non solo, la Palestina fu divisa in due, tra l’attuale Giordania e l’attuale Israele+Palestina. Precisamente, a partire dalla dichiarazione Balfour, fu consentita l’immigrazione di ebrei da tutto il mondo in Palestina, ma per non fare arrabbiare troppo gli arabi e mantenere gli impegni di McMahon, fu separata dalla Palestina l’attuale Giordania ‘assegnata’ (così si faceva e si fa anche oggi tra i gentiluomini della politica internazionale con e senza pochette) alla Famiglia Hussein, in ringraziamento per la collaborazione (suscitata in gran parte da Lawrence) nella guerra. Solo dopo il 1947, a seguito della immigrazione ormai massiccia di ebrei in Palestina, fu ‘costituita’ Israele e la Palestina, che non è mai nata, ma sull’assunto (che oggi Israele vuole cancellare) della nascita in Palestina di due
Stati. Non è quindi un caso che oggi Israele sia in ottimi rapporti con la Turchia, che cerca di cancellare, a sua volta, i curdi. Ognuno cancella qualcuno … se fosse il gioco dell’oca sarebbe pure divertente, ma qui si parla di massacri!

I curdi, traditi da tutti, e l’altro ieri anche da Trump in modo così sprezzante (‘guerre tribali’ le ha chiamate), non sono mai riusciti a creare il loro Stato, per fare il quale dovrebbero prendere parti di Turchia, Siria, Iraq e Iran … molto complicato. Ma sono riusciti ad affermarsi come popolo, moderno, serio, non fondamentalista e grandissimo combattente, tanto che, specialmente i curdi siriani, sono stati in prima linea nella battaglia contro l’ISIS, aiutati solo con armi e denari dagli americani, che poi se ne sono fuggiti … sì, fuggiti. Perché?

Una volta di più gli USA si trovano coinvolti in qualcosa che hanno contribuito a creare e non sanno gestire, come a suo tempo in Vietnam.
Hanno distrutto l’Iraq, che ora esiste finché c’è l’Esercito americano, ed è diviso in particolare tra il nord curdo e il resto, in gran parte fondamentalista, dove quindi, come in Afghanistan -altro ‘successo’ USA- fare un governo accettato è una roba da mal di testa. Hanno cercato di interferire in Siria per impedire al sanguinario regime di Assad (da sempre ‘alleato’ con i russi, a loro volta molto esitanti) di sconfiggere i ribelli in gran parte suscitati e finanziati dagli USA, e in particolare i curdi, che vorrebbero, insieme a quelli iracheni (oggi molto meno entusiasti dell’idea) costituire almeno in Siria un proprio Stato e perciò si sono ‘alleati’ con gli americani, che non amano affatto, ma che erano e sono ostili ad Assad, che non è certo contento di vedere parte del proprio territorio separarsi!

Ora, gli USA hanno abbandonato i curdi, cedendo alle pressioni dei turchi, che oggi ‘tradiscono’ anche la Russia, che ha un accordo con loro per evitare complicazioni eccessive (finché ci sono gli americani in Siria) sulla base dell’idea di rimettere in sella Assad (che i turchi odiano), ma consentire alla Turchia di prendersi una parte della Siria.
Perché dico tradire? Perché la Russia non è ancora pronta, dato che Assad deve riprendersi ancora una parte del suo territorio, la zona di Idlib, dove Assad ha accettato di non agire, pur essendo in mano a ribelli siriani e dell’ISIS, in gran parte finanziati da USA e Turchia, e portati lì grazie alle brillanti idee del ‘nostro’ Staffan de Mistura (roba da chiodi, dicono a Milano). Da un po’, la Russia ha allentato i freni e Assad sta cercando di agire di nuovo a Idlib, con i conseguenti rischi di massacri.

L’improvviso voltafaccia americano ha determinato la creazione di un nuovo fronte: la Turchia cerca di approfittare della debolezza USA e dello scarso entusiasmo della Russia per prendersi un po’ di territorio siriano emettere fine’ (si illude Erdogan) alle lotte dei curdi, il cui capo più famoso (Abdullah Öcalan) fu gentilmente consegnato alla Turchia, per mandarlo a morte o all’ergastolo, dal nostro illuminato ex-‘premier’ Massimo D’Alema … ma questa è un’altra storia vergognosa per noi.

Ma, credo, Erdogan non ha fatto tutti i conti perbene. L’Europa tacerà, perché Erdogan ha nelle mani tre milioni e mezzo di profughi che può scaraventare in Europa quando vuole, e per di più è divisa tra pavidi ‘europeisti’ (appunto: preoccupati, puah!) e filo americani a tutti i costi, ma specialmente anti-russi. Ma Assad sembra che si muova e potrebbe fare una operazione da manuale, andare in soccorso degli odiati curdi contro la Turchia e, approfittando dell’aiuto di una seppur recalcitrante Russia che non si può ritirare del tutto (che figura ci farebbe?), riprendere il controllo del Kurdistan siriano (magari con promesse federali) e fermare l’odiatissima Turchia.

Nel frattempo, al solito, i bombardamenti sulla popolazione civile si sprecano, i massacri anche, e il nostro ‘premier’ e il suo misterioso Ministro degli Esteri, sgranocchiando il loro cornetto quotidiano nella Galleria Sordi, sono … preoccupati e quindi consumano un cornetto al cioccolato invece del solito vuoto per mantenere la linea.
E tutti dimenticano, salvo alcuni affannati a dire sciocchezze, ma ne parlerò un’altra volta, che noi siamo accusati di tortura per il modo infamante in cui trattiamo i nostri detenuti, il ‘premier’, sul punto tace, ma il sedicente Ministro degli Esteri è … preoccupato.
Che vitaccia ‘sti governanti italiani!
Del PD non si hanno notizie e quindi anche Matteo Renzi tace, perché lui parla solo per dire il contrario di ciò che dice il PD e quindi si morde i polpacci e … tace.
Ah, dimenticavo, se avete presentato il 730 e vi spetta un rimborso, metteteci una pietra sopra, pare che per ora non se ne parli: il nostro Governo di ‘preoccupati’, piuttosto che scovare gli evasori e costringere chi non lo fa a pagare le tasse (per esempio facendo sparire il contante e obbligando all’uso delle carte) si tiene i soldi di chi, fesso, ha pagato tutto, anzi di più!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.