mercoledì, Agosto 21

Cuba: porte aperte a Cina e Russia

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Venerdì scorso, nella calda cornice di Miami, Donald Trump ha annunciato nuove restrizioni verso Cuba, modificando i provvedimenti dell’ex Presidente Barack Obama che dopo anni, avevano dato il via ad un, seppur timido, inizio delle relazioni tra USA e l’isola caraibica. Trump ha inquadrato la sua decisione come una conseguenza al regime cubano che lui stesso definisce «crudele e brutale». Gli inasprimenti riguarderanno commercio e viaggi; restringeranno, cioè, la possibilità per gli americani di recarsi sull’isola, proibiranno accordi finanziari con l’esercito cubano e metteranno fuori dai giochi ogni futura eventuale stipulazione tra i due Paesi. Così dichiara Trump, risoluto come suo solito e orgoglioso di mostrare una linea di continuità con le sue promesse in campagna elettorale.

Cuba reagisce duramente e condanna la «retorica ostile» del Presidente. «Il Governo denuncia le nuove misure che inaspriscono l’embargo, ma ribadisce la sua propensione nel continuare un dialogo rispettoso ed una cooperazione», questa la dichiarazione in onda sulle reti televisive cubane. «Ogni strategia per modificare il sistema politico, economico e sociale a Cuba, nonostante la pressione o altri metodi, sarà destinato a fallire», così ha commentato il Governo di Raul Castro, il quale ha anche annunciato che si farà da parte nel Febbraio del prossimo anno.

A subire delle restrizioni, quindi, non saranno le relazioni diplomatiche riprese soltanto due anni fa, né la cooperazione bilaterale in aree come il traffico di droga e l’immigrazione, ma altre regole che riaffermano per l’ennesima volta l’embargo americano. Benjamin Rhodes, un ex funzionario dell’Amministrazione Obama che si era impegnato per il disgelo con l’isola, ha messo in luce proprio questo punto. Ma i cambiamenti di Trump, andranno a ledere soprattutto il settore privato cubano, come afferma lo stesso Rhodes, e questo potrebbe portare ad un problema per gli Stati Uniti, un problema di natura strategica che sembra non preoccupare il Presidente: la progressione dellinfluenza di altre due potenze, Russia e Cina. Entrambe hanno già ampliato i loro rapporti con Cuba e questa mossa di Trump potrebbe portare ad un’espansione della loro cooperazione economica e militare.

Le nuove restrizioni, dice Rhodes, spingeranno Cuba verso la Cina e la Russia le quali saranno ben liete di riempire quel vuoto. «Ogni limitazione sui viaggi danneggerà i piccoli imprenditori cubani, i ristoranti, i negozi, i taxi, che dipendono interamente dal guadagno dei vacanzieri». L’economia cubana soffrirà inevitabilmente di questo attacco all’unica sua fonte di crescita: il turismo ed il settore privato. Questa decisone di Trump affliggerà anche le compagnie di volo americane che si stima perderanno circa 700 milioni di dollari di guadagni totali. Nei due anni dalla revoca dell’embargo, il turismo cubano è salito come mai prima; ben 560.000 gli arrivi a Cuba dal 2015. Gli alloggi hanno guadagnato quasi 40 milioni di dollari. Una grossa novità.

Ma visti gli ultimi andamenti, Russia e Cina non perderanno tempo. La Cina sta vendendo computer all’isola. E non solo. In cima ai destinatari dei prodotti fabbricati a Cuba, c’è proprio questa potenza, per una stima pari a 308 milioni di dollari allanno, come analizzato dal Massachusetts Institute of Technology. Ed anche l’importazione conferma gli stretti e consolidati rapporti tra i due Paesi: Cuba, infatti, importa dalla Cina più che da ogni altra area del mondo per ben 1,88 bilioni di dollari all’anno. Lasciare che queste due maxi potenze diventino presenze dominanti a Cuba, avrà delle conseguenze che, come segnalano gli esperti americani, potrebbero essere «disastrose per la sicurezza degli Stati Uniti».

E’ utile tener presente che proprio Cuba nel 1960 fu il primo tra i Paesi del Sud America a stringere relazioni diplomatiche con la Cina, con cui, però, non sono subito state rose e fiori. Ma i loro rapporti adesso lo sono decisamente. La Cina, ad oggi, è la protagonista assoluta dell’economia cubana: più di 2 miliardi di dollari il giro daffari cinesi nel 2015 contro i 115 milioni di dollari del fronte russo. La presenza cinese è ovunque. I bancomat accettano le carte di credito dalla China UnionPay e la tecnologia rudimentale disponibile sull’isola è targata Huawei. Ma la presenza cinese è forte anche (e soprattutto) nel turismo. Oltre il 90% degli autobus turistici cubani provengono dalla gentile concessione cinese. Anche la Air China, compagnia di volo del Paese, si è perfettamente inserita nel giro d’affari turistico con aeromobili che partono ben tre volte alla settimana. Tantissimi cinesi in vacanza in giro per l’isola, insomma. Ed un investimento targato Cina che è pari a 460 milioni di dollari, secondo le stime del 2015.

Per quanto riguarda i rapporti con la Russia, Cuba sta per ricevere la sua prima spedizione di petrolio di questo secolo e Mosca si è impegnata in un investimento di 2 bilioni di dollari nella ferrovia cubana. Dopo la crisi del Venezuela, uno dei principali fornitori di petrolio, nonché suo partner commerciale, a farsi avanti sarà probabilmente anche questo Paese. Russia, inoltre, che ha recentemente perdonato bilioni di debiti al Governo cubano. «I legami tra Mosca e La Avana si stanno rafforzando ad una velocità allarmante», ha detto James Williams a capo di Engage Cuba, l’associazione di compagnie private e organizzazioni con il fine comune di far cessare l’embargo su Cuba. «Putin sta lavorando per estendere la sua influenza su Cuba, per riottenere il potere nella regione, in particolare per contrastare quella che percepiscono come un’intrusione americana nell’Europa dell’Est». «La Guerra Fredda è finita da tempo e Cuba non è più una minaccia per gli Stati Uniti», continua William. Questa mossa di Trump sarà come «un regalo per Putin e per il Cremlino».

Russia e Cina sono attrici a pieno titolo nel mercato con Cuba. Entrambe hanno le risorse finanziarie per fornire prestiti e permettere ai cubani di ottenere ciò di cui hanno bisogno. Ma secondo un quotidiano cinese, alcuni pensano che sia sbagliato dire che la decisione di Trump è un’opportunità per Cina e Russia e per l’estensione della loro influenza nell’isola. «La Cina da lungo tempo supporta le relazioni migliorate tra USA e Cuba ed è stata una forte voce nell’appoggiare la revoca del disumano embargo americano».

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