sabato, Dicembre 14

Crisi in Libia, Italia prepara summit in Sicilia o a Roma Siria, ripresi i bombardamenti su Idlib. Ma Erdogan chiede lo stop

0

Si dovrebbe svolgere tra il 10 e il 22 novembre, in una località ancora da definire, la conferenza sulla Libia che sta mettendo a punto in queste ore il governo italiano. Si parla con ogni probabilità di un summit in Sicilia e Sciacca è una delle ipotesi, ma si parla anche di una località vicino a Palermo o a Roma.

Intanto a Tripoli viene segnalata una ‘relativa calma’ da un media libico il giorno dopo l’accordo per un cessate il fuoco mediato dall’Onu con le milizie, che da oltre una settimana si sono scontrate nella capitale libica causando circa 60 di morti. Intanto, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu oggi terrà alle 21 una riunione sulla Libia. Attesissimo l’intervento dell’inviato Onu in Libia, Ghassan Salamè.

Nel frattempo l’Unhcr e il ministero dell’Interno libico hanno organizzato il ricollocamento in un centro di detenzione più sicuro di 800 migranti che erano in pericolo a causa degli scontri fra milizie a Tripoli in quello di Trik al Matar.

In Siria, dopo i bombardamenti di ieri su Idlib e in attesa dell’avvio dell’annunciata offensiva militare, forze governative hanno ripreso stamani a sparare colpi di artiglieria contro postazioni di miliziani anti-regime nell’ultima roccaforte anti-regime dell’area. Gli insorti hanno stamani proseguito nella loro azione di distruzione dei ponti sul fiume Oronte, che tra Hama e Idlib costituisce la linea del fronte tra lealisti e ribelli.

Intanto il presidente turco Recep Erdogan ha affermato: «Spero che il summit di Teheran di venerdì tra Turchia, Russia e Iran porterà a fermare l’aggressione del regime siriano a Idlib». Secondo Erdogan, a Idlib c’è il rischio di un ‘grave massacro’ e di una nuova ondata di profughi.

Il Novichok utilizzato per intossicare l’ex spia russa Serghei Skripal e sua figlia Yulia a Salisbury il 4 marzo scorso sarebbe stato portato in Gran Bretagna nascosto in una falsa boccetta spray di profumo. A dirlo il responsabile dell’antiterrorismo e numero due di Scotland Yard, Neil Basu, nella conferenza stampa in cui ha annunciato il mandato di arresto contro due sospetti russi, indicati sui loro passaporti con i nomi di Aleksandr Petrov e Ruslan Boshirov. I due avrebbero contaminato la porta d’ingresso della casa dell’ex spia e poi hanno abbandonato la boccetta, ritrovata e aperta mesi dopo da una coppia di cittadini britannici, ricoverati d’urgenza: Charlie Rowley e Dawn Sturgess.

Secondo il governo di Londra i due sarebbero agenti del Gru, l’intelligence militare di Mosca, ma il Cremlino smentisce: «Consideriamo le accuse una provocazione», ha affermato il rappresentante permanente della Russia presso l’Opac, Aleksandr Shulghin, «abbiamo detto fin dall’inizio che la Russia non ha nulla a che fare con quanto avvenuto a Salisbury».

Negli Usa, Donald Trump replica al giornalista Bob Woodward e al suo libro sulla Casa Bianca del tycoon: «Il libro di Woodward è già stato smentito e screditato dal generale (segretario alla difesa) James Mattis e dal generale (capo di stato maggiore) John Kelly. Le loro citazioni erano false, una truffa al pubblico. Allo stesso modo altre storie e citazioni. Woodward è un operativo Dem? Notare i tempi?», ha detto su Twitter. Poi continua: «Il già screditato libro di Woodward, così tante bugie e fonti fasulle, dice che ho chiamato Jeff Sessions ‘mentalmente ritardato’ e ‘un idiota meridionale’. Non l’ho mai detto, mai usato quei termini su nessuno, incluso Jeff, ed essere un meridionale è una GRANDE cosa. Ha fatto questo per dividere».

E’ sempre più caotica al situazione in Francia. Dopo le dimissioni a sorpresa del ministro per la transizione ecologica, Nicolas Hulot e della ministra dello sport, Laura Fressel, anche il portavoce dell’Eliseo, Bruno Roger-Petit, abbandona la nave. A prendere in mano la comunicazione di Macron sarà il ghost writer del presidente, Sylvain Fort.

Visualizzando 1 di 2
Visualizzando 1 di 2

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore