domenica, Agosto 25

Crisi di Governo, come una massa di irresponsabili, ignoranti e arroganti va a casa E la fine di quanto di peggio, di più superficiale, di più inutile, di più incolto, di più cinico, di più verboso, di più antiquato, di più inconsistente vi sia stato mai nella vita ‘politica’ italiana, agevolata e tenuta in vita dalla violenza para-fascista di una forza oscurantista e ignobile e baciapile. Sì, ma non illudiamoci

0

Crisi. Da ieri è crisi di Governo. Un mostruoso pasticcio creato dalla stupidità e dall’arroganza dei nostri politicanti.
Arroganza, anche se si potrebbe dire ingenuità, perché era, e infatti è stata, una evidente stupidità infantile quella di portare la questione TAV in Parlamento, dopo avere fatto melina per 13 mesi, indifferenti del tutto agli interessi del Paese, dell’Europa, delle imprese impegnate nell’opera, e, permettetemelo, degli italiani tutti che, nel bene o nel male, hanno interesse a vedere i problemi risolti e non rinviati all’infinito.

Matteo Salvini a parte, se almeno il Movimento 5 Stelle avesse avuto l’onestà intellettuale (sì va bene, l’onestà, l’aggettivo lasciamolo perdere) di decidere subito che il TAV non si voleva fare, senza perdere mesi e soldi in pareri, studi e sciocchezze varie, almeno avrebbero provocato uno scontro forse durissimo con Salvini, ma quando erano ancora in posizione di forza e forse Salvini avrebbe dovuto abbozzareprima delle europee.
E invece no, hanno continuato a perdere tempo e a rinviare tutto dilettandosi a cercare di fare fallire Atlantia mentre le chiedevano di comprarsi quella gran fregatura che è purtroppo l’Alitalia e pasticciavano con l’ILVA con i risultati che vediamo, per non parlare del reddito di cittadinanza e dei ‘Nocchieri’, dei quali ancora si attende che comincino a trovare lavoro a tutti … accanto alla capanna dello zio Tom, e non parliamo della ridicola proposta di Bonafede sulla Giustizia, che è solo di poco meno pessima di quella della signora Chirico e dei suoi soci.
E quindi ora la palla gli scoppia in mano. Ingenuità? Per carità, nulla di tutto ciò: doppiezza, incapacità, ipocrisia, ubriacatura di potere.

Non che Salvini sia stato meglio. Ma lui sa parlare alla gente, o, diciamo meglio, li sa avvoltolare, aizzare, scatenare, illudere, mentre gli stellini, nonostante Casaleggio e Casalino, non sanno fare nulla di tutto ciò, sanno solo urlare ‘o-ne-stà’ e viaggiare in Guatemala a insegnare ai guatemaltechi a restare poveri ma felici.

Incidentalmente la cosa più cretina da fare era la sceneggiata al Senato, solo per fare vedere che difendevano la loro idea fino in fondo. Bravi. Quanto ai ‘vati’ degli stellini, meglio dimenticarli, sono solo penosi, tutta l’arroganza e la saccenza che abbiamo subito per mesi e mesi, si riduce al silenzio impotente della Casaleggio e Associati, e del comico Grillo, che balbetta banalità.

Alla fine Salvini, pressato allo spasimo dai suoi più sfegatati, tipo Giancarlo Giorgetti, Claudio Borghi e i lombardo-veneti, rompe gli indugi e dichiara la crisi, cioè rinuncia al vecchio gioco del cerino: se lo prende in mano, forse perché non può più evitarlo … ci ha messo quasi 24 ore per decidere, deve essere successo qualcosa di pesante all’interno del suo partito.
Dopo avere ripetuto allo spasimo che non voleva più Ministri, insomma dopo avere lasciato intendere che si poteva andare avanti un altro po’ … ma, ripeto, il suo partito credo non glielo abbia permesso.

Su Di Maio e soci, inutile parlare. Non sono stati presenti, sono stati tagliati fuori, non hanno più voce in capitolo. Ma, l’unico aspetto positivo, oramai anche Di Maio, direi, è finito, e questo apre, forse, qualche prospettiva … Matteo Renzi permettendo; perché ora il grosso problema per il nostro Paese è Renzi: se Zingaretti non riesce a metterlo in riga (ed è molto difficile) tutto diventa più difficile, e Salvini avrà la strada spianata dinanzi. Vedremo poi che ruolo si ritaglierà Berlusconi, che non credo sia disposto a fare la comparsa.

Ora, però, la palla la ha Mattarella … per fortuna! Sono solidale con lui, che si trova le vacanze rovinate, chi sa che non lo renda più ‘spuntuto’, certo, il messaggio sul decreto bis era difficile pensare che potesse essere più duro.

Mattarella, in realtà, è l’unico che vuole veramente evitare danni al Paese oltre i molti già subiti dalla inconsistenza e la litigiosità di questa massa di irresponsabili. E in questo momento, con la legge di bilancio da approvare (col rischio della gestione provvisoria, che vuol dire bloccare il Paese), con i rapporti con la UE da strutturare entro la fine di agosto, non c’è da stare allegri, tanto più che anche l’economia europea è in crisi a causa, tra l’altro, dello scontro USA Cina. Questo credo che sia uno dei punti più importanti: Salvini non ha alcun interesse a prendere in mano un Governo (sempre che ci riesca), dovendo fare una finanziaria non certo ricchissima (checché ne voglia dire … un deficit eccessivo ci manda a gambe all’aria, e perfino Salvini lo ha capito) per poi governare in una crisi strisciante. Per capirci: con o senza euro (perché tra Salvini e Borghi sono capacissimi di volercene fare uscire) lo spread sarà quello che sarà, e quindi il debito pubblico aumenterà, le banche vorranno interessi più alti, quelle che non falliranno, ecc.

Per di più, Mattarella non ha alcuna intenzione di indire nuove elezioni immediatamente: il suo compito è di cercare un Governo, cioè una maggioranza, dato che le forze politiche possono trovarla, così come prima hanno trovata l’attuale. Ripeto: Mattarella ha l’obbligo costituzionale di provare a trovare un Governo, a tutti i costi, lo impone la Costituzione, e l’ultima volta ci sono voluti quasi tre mesi per arrivare ad un Governo, cui, lo ricorderete, fu pre-proposto un governo tecnico di Carlo Cottarelli, proprio per sbloccare la situazione. Cottarelli è sempre lì (anche lui, vacanze difficili … ma se vuole una mano!).
In quella occasione, di fronte alla arrogante e sfacciata posizione dei partiti, che poi hanno fatto il Governo, decisi a non dare la fiducia all’eventuale Governo tecnico, sostenni (e lo confermo, fermamente) che il Parlamento aveva l’obbligo istituzionale di votare la fiducia, cioè di permettere al Governo di funzionare, vista l’assenza di alternative: un Paese non può stare senza Governo e, data la situazione, anche un Conte al lavoro per l’ordinaria amministrazione non potrebbe fare nulla di utile.

Sorvolo, perché mi cadono le braccia, sulla geniale dichiarazione di Di Maio, secondo cui si opporrebbe ad ogni ipotesi di Governo tecnico. È tipico degli infanti (o dei geni? No, no, tranquilli i geni hanno molti difetti, ma sono geni) bruciarsi i ponti alle spalle, prima ancora di averli passati.

Mattarella, dunque, potrebbe prendere tempo. Intanto le Camere sono chiuse e quindi mentre si tratta e si negozia, si può cercare di arrivare a fine mese, riunire il Parlamento e prendere atto della crisi, e poi andare avanti come ho detto sopra.
Quando Conte andrà in Parlamento, una volta tanto, il PD potrebbe fare finta di essere un partito di persone serie (cioè mettere un momento a tacere Renzi) e non partecipare al voto per dire, visto che non lo ha fatto per il TAV, ‘vedetevela voi, tra di voi’. Sarebbe un bel gesto e potrebbe attirare qualcun altro.

Solo a quel punto Mattarella avrebbe la necessità di scegliere: un governo tecnico o elezioni. E, secondo me, deve (ripeto, deve) se accadesse tutto troppo in fretta, deve scegliere un Governo tecnico per fare la legge di bilancio, poi sciogliere le Camere e mandarci a votare a febbraio o giù di lì. Più o meno il ‘governo balneare del quale in tempi non sospetti avevo detto. Se non altro perché, la prassi di tenere il Governo attuale in carica, si scontrerebbe con il fatto (è un fatto incontrovertibile) che il Ministro dell’Interno, cioè colui che gestisce le elezioni, è anche quello che non solo ha provocato la crisi, ma è il candidato alla Presidenza del Consiglio: siamo ai limiti della incostituzionalità!

Come se non bastasse (chi è causa del suo mal … ) c’è il problema del quarto voto sulla riduzione dei parlamentari. Se si sciogliesse il Parlamento prima, non si potrebbe farlo, ma è lecito sciogliere le Camere in modo da impedire solo quell’ultimo voto? Avrei molti dubbi. Invece, se si aspettasse il voto, ci sarebbe un altro problema: il possibile referendum, e ciò renderebbe molto difficile sciogliere le Camere prima del referendum. Povero Mattarella!

Il tutto tra dichiarazioni, mezze dichiarazioni, passi avanti, passi indietro, propaganda, una cosa disgustosa.

Poi alle ore 23,00 o quasi, il Presidente del Consiglio, finalmente, parla e parla durissimo, chiedendo perché la crisi e se un partito di governo vuole capitalizzare il consenso’ (da brividi!), dice che vuole andare alle Camere a farsi sfiduciare -testualmente: «Al Ministro dell’Interno spetterà» dice Conte, «spiegare al Paese e giustificare agli elettori che hanno creduto nella prospettiva del cambiamento le ragioni che lo inducono a interrompere anticipatamente, bruscamente l’azione del Governo», e «questo passaggio parlamentare contribuirà a fare piena chiarezza sulle scelte sin qui compiute e sulle responsabilità che ne derivano»-, e, da buon accademico, dice «Questo Governo non era in spiaggia, era ogni giorno nelle sedi istituzionali a lavorare dalla mattina alla sera nel rispetto degli Italiani». Infine chiarisce: «Non spetta al Ministro dell’Interno decidere i tempi di una crisi politica nella quale intervengono ben altri attori istituzionali».
Non cita mai, Conte, nemmeno per sbaglio, gli stellini. Un doppio colpo da KO!

Il tutto a mercati aperti: e, di nuovo, non è un caso. Peccato che le famose palle le tiri fuori solo ora, peccato che sia l’espressione di quanto di peggio, di più superficiale, di più inutile, di più incolto, di più cinico, di più verboso, di più antiquato, di più inconsistente vi sia stato mai nella vitapoliticaitaliana, agevolata e tenuta in vita dalla violenza para-fascista di una forza oscurantista e ignobile e baciapile, capace di fingere commozioni inesistenti, che oggi, spinta dall’establishment (dal peggior establishment) voglia la crisi, ma sia messa dinanzi alla sua responsabilità dal bel Conte. Bravo professor Conte, finalmente!

Quanto al futuro, in questo o altro scenario, confesso che non riesco a immaginarlo, vedo buio, ma buio che più buio non si può.
Perché il PD ha Renzi che farà di tutto per rompere il partito, e ieri sera ancora irresponsabilmente ha continuato, e potrebbe riuscirci, a meno che non accetti finalmente che è minoranza e deve collaborare con Zingaretti; da ciò che si è visto di Renzi non ci credo, piuttosto di accettare questa tesi, porterà il Paese allo sfascio, con Luca Lotti, Maria Elena Boschi ecc.,
Un’altra incognita è Silvio Berlusconi, che potrebbe decidere di non fare lo sgabello di Salvini e fare l’operazione di cui ho accennato nei giorni scorsi, con Renzi o anche senza.
Certo, se non ci fosse Renzi, molte cose sarebbero più facili, ma questo è prima di tutto un problema di Zingaretti.
Passando un po’ di tempo, Salvini potrebbe perdere un po’ del consenso che ha, visto che strilla ma non ottiene.

Quanto a noi cittadini italiani -questa è la cosa che mi turba più di tutte- noi paghiamo, abbiamo pagato e pagheremo, non facciamoci illusioni.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.