lunedì, Dicembre 9

Cresce l’arsenale della Corea del Nord

0

Domani pomeriggio ennesima riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite convocata d’urgenza, su richiesta di Stati Uniti e Giappone, per discutere il nuovo test missilistico effettuato ieri dalla Corea del Nord. L’arsenale di Pyongyang, già assai preoccupante, infatti, da questo ultimo lancio sembrerebbe essersi ulteriormente rafforzato. Le sanzioni già in atto potrebbero essere implementate
Secondo l’ambasciatrice Usa all’Onu, Nikki Haley, «non c’e’ nessuna scusa che giustifichi le azioni della Corea del Nord. Il missile e’ caduto vicino alla Russia. La Cina non può puntare sul dialogo. La minaccia è concreta». Haley, intervistata da ‘Nbc‘, ha detto che gli Usa «continueranno a tenere duro» nei confronti di Pyongyang, senza escludere nuove sanzioni. Il Ministero del Tesoro Usa ha detto che si stanno esaminando «tutti i mezzi» per tagliare le fonti di finanziamento internazionale al regime nordcoreano.

Una delle fonti di finanziamento della Corea del Nord è la valuta estera guadagnata dai lavoratori nord-coreani all’estero. Secondo alcune fonti, il numero di nordcoreani che il regime invia sistematicamente all’estero si aggirerebbe tra i 50.000 ed i 60.000, le loro rimesse arrivano fino a 500 milioni di dollari l’anno, altre fonti arrivano a stimare le rimesse verso Pyongyang da decine di milioni a oltre 1 miliardo di dollari l’anno. “Un business che costituisce una fonte primaria di raccolta di importante valuta estera per le casse di Pyongyang che investe poi nei programmi di sviluppo nucleare e missilistico, aggirando così le sanzioni imposte dalle Nazioni Unite”, ci ha spiegato Elvio Rotondo, Country analyst del think tank di geopolitica Il Nodo di Gordio. I lavoratori nordcoreani potrebbero utilizzare intermediari per inviare denaro in patria attraverso il sistema bancario internazionale senza essere scoperti. “Altra fonte di finanziamento è l’esportazione di armi nei Paesi africani. Una relazione annuale di un gruppo di esperti dell’ONU sulla Corea del Nord illustra come Pyongyang eluda le sanzioni imposte per i suoi programmi nucleare e balistico cooperando ‘su larga scala’ con i Paesi africani dall’Angola all’Uganda, nel settore della costruzione e nell’addestramento militare”.

Il missile balistico ha percorso un tratto di oltre 700 chilometri prima di cadere nel mar del Giappone, la Casa Bianca ha affermato che questa «ultima provocazione» deve indurre «tutti i Paesi a rafforzare le sanzioni». La Corea del Nord «è stata una palese minaccia troppo a lungo», e gli Stati Uniti promettono di essere al fianco degli alleati in Asia, Corea del Sud e Giappone, «di fronte alla seria minaccia», ha assicurato Washington, mentre l’Ue parla di «minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale».
Il lancio, a differenza degli ultimi due, è da considerarsi un successo perchè avendo percorso, secondo i militari di Seul, 700 chilometri, avrebbe potuto colpire qualsiasi punto della Corea del Sud (dove sono distanza oltre 28.000 soldati americani) e la distanza tra la zona di lancio di Kusong in Corea del Nord, a Busan, la punta estrema meridionale della Corea del Sud, è di poco più di 610 chilometri.
La Cina   -a cui la Corea del Nord con questo lancio ha riovinato l’apertura del Belt and Road Forum di Pechino-  ha condannato il nuovo test e ha invitato Pyongyang a «contenersi». «Siamo contrari alle violazioni delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu messe in atto dalla Corea del Nord», ha ribadito il Ministero degli Esteri di Pechino, che ha lanciato un nuovo appello alla «moderazione» a tutte le parti. E’ arrivata anche la condanna del nuovo presidente sud-coreano, Moon Jae-In, che ha definito il primo test dopo la sua investitura «una grave minaccia alla sicurezza regionale e una chiara violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite». Moon, che dopo la sua vittoria si era detto pronto ad andare a Pyongyang se ci dovessero essere le condizioni giuste, ha chiesto alla Corea del Nord di cambiare atteggiamento. Il Premier giapponese Shinzo Abe ha definito i ripetuti lanci di missili nordcoreani «una grave minaccia per il nostro Paese» e una chiara violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza Onu. Il presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, a Pechino per il Belt and Road Forum, ha sottolineato che la risposta «deve venire da un contesto che è prevalentemente economico, come quello di questi giorni a Pechino, con fermezza, puntando sulla diplomazia», promettendo che il prossimo G7 di Taornina «darà un contribuito in amicizia a risolvere questa questione». Uno strumento, quello della Nuova Via della Seta che alcuni analisti sostengono essere uno dei percorsi più importanti che si stanno percorrendo.

Il missile lanciato dalla Corea del Nord ha raggiunto un altitudine di 2.000 chilometri, secondo gli esperti giapponesi, un dato che potrebbe far pensare a un nuovo tipo di missile balistico sperimentato da Pyongyang, secondo gli esperti può rappresentare un progresso sostanziale per lo sviluppo di un missile balistico intercontinentale.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore