venerdì, Settembre 18

Covid-19: una covata di leader contro il mondo I casi degli Stati Uniti e del Brasile raccontano cosa significa affidarsi a persone con vistosi problemi personali irrisolti. Vale anche per il nostro Paese. Il leader leghista in questo momento è fuori controllo

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Credo che per la prima volta negli ultimi ottant’anni, un comune cittadino italiano, se non è morto o ubriaco, abbia potuto toccare con mano che oramai il modo in cui si esprime il diritto di voto determina, letteralmente, la vita e la morte, per sé stessi, per i propri cari, per tanti cittadini innocenti.

In molti Paesi stranieri questo legame si è manifestato in modo drammatico e sfacciato. Morti a centinaia di migliaia, destini mutati, famiglie rovinate, economie a gambe all’aria, per colpa di individui immaturi e squilibrati, intenti solo a seguire le balze del loro mondo interiore, spesso simili ai paesaggi che si possono fotografare nella mente degli psicotici.
Prima di essere abilitati a pilotare di aereo sono necessarie severe verifiche psicologiche, mi domando se è giusto che una persona che voglia candidarsi alla guida di milioni di persone debba essere ammesso allo scrutinio senza che si possa eccepire sul suo stato di salute mentale.

In questo momento nel continente americano vi sono due leader, i cui Paesi sommano quasi 600 milioni di abitanti, che non passerebbero l’esame di una perizia psichiatrica svolta con cura. Nella migliore delle ipotesi, le loro personalità sarebbero ritenute gravemente immature, con un senso della realtà talmente modesto da fare intuire sottofondi autobiografici e terreni educativi che meriterebbero approfondite indagini.

Diventa sempre più attuale il monito di Dietrich Bonhoeffer, sulla legittimità di fermare in tutti i modi possibili il tiranno, se questi può aprire un enorme fronte di danni collettivi. La democrazia deve proteggersi con la democrazia, ma essa rappresenta un bene troppo grande per potersi concedere di dormire su certe minacce.

Certo, dovrebbero essere gli elettori a vigilare, ma è una pia illusione, perché il rapporto che esiste tra elettorato attivo e passivo è oramai ampiamente mediato e condizionato da sofisticati apparati di persuasione, in grado di praticare vere e proprie ipnosi di massa. Alcuni esiti elettorali e referendari sono stati di fatto decisi da centrali di manipolazione come Cambridge Analitica, che avrà pure incrementato il suo business ma potrebbe avere inflitto colpi pesantissimi agli interessi dei Paesi interessati.

La comunicazione immateriale, mediata da strumenti e piattaforme che permettono di inventare di sana pianta realtà parallele, provoca distorsioni evidenti nei meccanismi percettivi dei singoli individui, soprattutto in quelli, e sono la maggior parte, che non possiedono strumenti per sottoporre a critica ciò che viene loro raccontato. Questi individui cessano di essere elettori e si trasformano in seguaci, inebetiti dalle figure di riferimento e dai loro consulenti per la comunicazione, trasformando il dibattito politico in un incubo dove gli argomenti adulti e la ragionevolezza non trovano più spazio.

Scenario pericolosissimo, ma presente, sta accadendo ora. Il mondo esploderà, se non si mette sotto controllo questa deriva.

I casi degli Stati Uniti e del Brasile, ma non sono i soli, raccontano cosa significa affidarsi a persone con vistosi problemi personali irrisolti, vale anche per il nostro Paese, purtroppo, dove i partiti della destra sono guidati da individui dal talento impalpabile, ma proprio per questo cinici e spietati, capaci di fare leva sulle fragilità sociali, sulle paure dei soggetti, sui legittimi bisogni di sicurezza delle persone comuni, per seminare sospetti, fratture, risentimenti, e accreditarsi come amici, esattamente come il gatto e la volpe.

Il gatto, però, ossia il leader leghista, in questo momento è fuori controllo, sebbene domini tutta l’area del Centrodestra, che purtroppo in Italia è solo destra. Quest’uomo, dalle caratteristiche comportamentali incompatibili con il governo di un Paese evoluto, è più simile al reverendo James Warren Jones che a un normale politico occidentale. I suoi atteggiamenti capricciosi e irragionevoli, antisociali e lesivi della sicurezza altrui, non sono mai regolati sull’interesse collettivo, bensì sulla propria irragionevole volontà di potenza, e ora stanno diventando un problema serio sia per il suo partito che per il Paese.

Il negazionismo di fronte a milioni di contagiati e a centinaia di migliaia di morti, fa intravedere cosa si nasconde dietro la maschera, un uomo pronto a tutto, anche a gesti di incoscienza che dovrebbero attirare le attenzioni del garante per l’infanzia, parlo del ragazzino sul palco, accolto senza la mascherina, episodio che mi fa domandare che razza di persone sono gli elettori di quest’uomo, se sono ancora dei cittadini autonomi, oppure adoratori acritici di un santone nemmeno troppo colto, disposti persino a mettere a repentaglio la sicurezza del proprio figlio, senza fiatare.

Quando qualcuno si è permesso di dire che se ci fosse stata la destra al potere in Italia il Covid-19 avrebbe fatto ben altri danni, è stato preso a male parole.

Adesso la risposta è davanti ai nostri occhi. Inequivocabile.

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