martedì, Ottobre 27

Covid-19: strategie improbabili di un sedicente Governo Serietà zero, competenza anche meno, superficialità, sguaiataggine e voglia di farsi vedere mille. Insomma sciocchezze inutili, ridicole e dannose per la credibilità delle istituzioni

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Certe volte, lo confesso, l’articolo del Lunedì mi diverte scriverlo, perché si può fare senza impegno, senza fare discorsi particolarmente seri, si scrive da sé, perché la mancanza di ‘serietà’ (quella vera e perciò la virgoletto) viene fuori da sé, solo piluccando e raccontando cosucce apparentemente secondarie del fine settimana: mi scuso con il sedicente ‘premier’ se lo scrivo in italiano, io non ‘so’ le lingue.

E così, mentre il Covid-19 infuria e nulla sembra capace di fermarlo, nemmeno Vincenzo De Luca col lanciafiamme -che però colpevolmente non ha risposto nell’unico modo possibile e cioè con i numeri alle disgustose volgarità, sulle quali sorvolo, dette contro di lui dal Sindaco di Napoli, più attento ai ‘numeri’ di Vincenzo, che a quelli della raccolta delle immondizie e del funzionamento dei mezzi pubblici, solo per citare due cose a caso- mentre, dico, tutto ciò, accade, mentre la Lombardia compra cataste di vaccini antiinfluenzale al triplo del prezzo normale e non validati, mentre il mitico Luca Zaia (famoso per l’uso alimentare che fa dei topi vivi) promette ‘test anti-covid fai da te’ (allo stato, inesistenti) a tutti i veneti purché puri, mentre la virologa esule con lo sguardo ammiccantemente allusivo (vedi foto sul ‘Corriere’) elenca le semplici regole per battere il virus, mentre il sempre più triste Andrea Crisanti litiga con un altro virologo filo-leghista (ormai i virologi si dividono in filo-questo e filo-quello, roba da matti … ma non vi vergognate, vi chiamate pure tra di voi ‘scienziati’?) e poi aggiunge, raffinato, ‘possibile che nel CTS non ci siano le migliori menti italiane? Non io perché non mi interessa’ non solo ‘espressione dei politici al Governo’ e così abbiamo sistemato pure il CTS, mentre Selvaggia Lucarelli litiga con tutti, mentre Carolina Morace fa ‘coming-out’ (e ti pareva che mancava la buffoneria in inglese) per dirci che sposa una certa Nicola e che ora vogliono anche un figlio (ormai siamo al funambolismo riproduttivo), mentre l’allegro Alberto Zangrillo sorride sui pochi morti per lo più non ‘di’, ma ‘con’ Covid (lui è uno preciso), il cosiddetto Governo elabora strategie improbabili e un po’ (molto) ridicole per combattere il virus, litigando e negoziando con le Regioni, i Comuni, i condomìni per cui ogni misura viene edulcorata e relativizzata, un pasticcio.

Ora, pare, l’Ukase dell’infaticabile Giuseppe Conte pochette stabilirà che i locali chiudono alle 24.00, non più alle 23.00 (si deve essere scoperto che il virus si sveglia dopo la mezzanotte), ma davanti ad essi non si può sostare, né in auto, né a piedi (prendi il panino e fuggi!), e non si venderanno alcoolici dopo le 21 (il virus la sera con l’alcool si ringalluzzisce), i ristoranti devono avere al massimo tavoli da sei (boh! Ma se c’è la distanza, anche da 24 che cambia, e se non c’è cosa succede, che il virus si annoia e se ne va?), se ti sposi al massimo venti o trenta, non ricordo, invitati, se fai una festa a casa, massimo non so quanti e, infine per la gioia di Renzi (poteva mai mancare) se corri per tenerti in forma lo devi fare con la mascherina! Insomma sciocchezze inutili, ridicole e dannose per la credibilità delle istituzioni: non capirlo è solo prova di essere, come spiegava l’altra sera Vecchioni, ‘idiotai’, letteralmente: ognuno parla per sé e ascolta solo sé stesso, ma, sapete com’è, il greco antico si traduce un po’ come ci pare.
Perché, e lo sappiamo benissimo c’è una sola cosa da fare per combattere il virus: essere responsabili, indossare le mascherine perfino a casa, lavarsi le mani … poi si può anche stringere la mano di uno che se la è appena disinfettata, invece di fare quella buffonata della gomitata o quella nuovissima inventata da Giggino, darsi un pugno: chissà quale virologo gli ha detto che i pugni non si infettano! Questo è il punto, serietà zero, competenza anche meno, superficialità, sguaiataggine e voglia di farsi vedere mille.

Per cui un gruppetto di scalmanati, guidati a distanza (come sempre: il piede in due o anche tre scarpe!) da Enrico Montesano (ormai il futuro è dei comici), va in piazza a manifestare contro la mascherina, che secondo loro fa male (si riingoa il virus, che, inca…mo ti stende), oltre ad essere una forma di controllo sociale a fini autoritari (detto da persone di estrema destra, fa un certo effetto, ma è così) per non parlare del rifiuto del vaccino perché (parole testuali di una manifestante) “con il vaccino ti iniettano il virus”, l’altro giorno avevo sentito dire che ti iniettavano il chip, come ai cani … manco un enteroclisma!

Ecco, solo su questo un accenno di serietà, forse sprecato. Un Governo degno di questo nome non può accettare cose simili, né queste ultime né le altre di cui parlavo prima. Un Governo serio non parla, agisce; non discute, ordina; non negozia, decide e si assume la responsabilità; non sconsiglia, dispone che chi non faccia ciò che ordina sia perseguito non per la sua stupidità, purtroppo non suscettibile di punizione, ma perché il suo comportamento mette a repentaglio la salute e forse (me lo permetterà il prof. Zangrillo) la vita di altri: e qui non c’è discussione di sorta, non c’è questione di libertà, la libertà di danneggiare gli altri non è inclusa in nessuna Costituzione, e certo non nella nostra, queste scemenze lasciamole dire a Johnson e Fauci. Che ciò debba avvenire democraticamente è ovvio, non occorre dirlo, e cioè infatti avviene avendo ascoltato e valutato le ragioni di tutti, per poi assumere la decisione, solo così democratica, ma decisiva e anche responsabile. Certo, così, lo scaricabarile è più difficile.

Ripeto: attenzione agli interessi e ai bisogni altrui. Non come il Ministro Alfonso Bonafede che in TV, indifferente al fatto di essere accusato di collusioni con la mafia, indifferente al fatto di essere a capo di un organismo accusato di maltrattamenti programmati dei detenuti, con quell’aria ridanciana che lo caratterizza, a proposito del MES, che sarebbe fondamentale per cercare di rimettere in piedi la sanità distrutta dall’incuria, dall’incompetenza e dalla rissosità arrogante, afferma cheè pericoloso… ma non spiega perché, è un tabù! Tipico e classico rappresentante di questa genìa di inconsapevoli politicanti ‘creati’ a caso, grazie alle fantasie isteriche ed esagitate di un comico e alle ‘ispirazioni’ paranoidi di un uomo di marketing imbevuto di fantascienza da stazione ferroviaria, che finisce in pietose richieste di ‘saldare il conto arretrato’ se no sospende la fornitura … di che, infine?
Appunto, ancora, serietà e democrazia. Vediamola.

Leggo un bell’articolo di Fabrizio Roncone sul ‘Corriere’, a proposito di una cenaraffinata a casa di una importante signora (una sorta di Marchesa del Grillo, a quanto pare) con vista su Castel S. Angelo, della quale ospite d’onore è unimportante Ministro del PD’: importante, ministro, ma innominato, come la signora, del resto.
Dove viene servito uno sformato di zucchine con caciocavallo podolico. Eh no, signora, proprio no: le zucchine a Ottobre sono fuori stagione e quindi sono roba che un vero Ministro del PD (attento all’ecologia, o no?) rifiuterebbe, e, poi, suvvia il caciocavallo podolico nelle zucchine! Capisco che l’ispirazione è tratta da un film di qualche anno fa dove il protagonista (forse Tognazzi? Bisognerebbe chiedere a Bettini) mostra il suo sprezzo per il danaro tagliando, con una piccola mandolina, fettine di tartufo direttamente nel piatto dell’ospite contando ad alta voce: mille, duemila, tremila (lire) … E poi, scusi signora, il caciocavallo podolico è una prelibatezza che non si massacra nelle zucchine industriali. Sorvolo sulle polpette di bollito fritte, del ‘cuoco filippino’ (una punta di razzismo?) ma poi il dolce. Eh via signora con vista su S. Angelo … una Sacher del pasticciere sotto casa: che banalità! In una cena in cui si parla del sindaco di Roma, si discute in romanesco chi presentare … e lei fa venire una Sacher, certo costosa, ma con Roma che c’entra … ? Non dico un maritozzo alla panna che non si trova più, ma, suvvia, una mimosa (dolce gradito al femminismo, lei è una signora benché Marchesa) un babà, un cannolo siciliano, un torta Donizetti, per mostrare un cenno di cultura e di raffinatezza, magari in sottofondo le note de ‘L’esule di Roma’! E meno male che Roncone è astemio e non parla del vino.
Mah, sta in fatto che, mentre si discetta di sindaco, ‘sapete pensavamo a Sassoli, ma si è messo in testa di fare il Presidente della Repubblica’; ‘magari Giletti, non ha detto di no’ anche se ora è sotto scorta, ‘e poi sa un po’ troppo di sovranismo’; però ‘ci sarebbe anche Letta’, ma non pare disponibile ora è sereno con la ‘cattedra’ a Parigi; ‘oddio si è pensato anche a Gualtieri, ma ci ha fatto uno sberleffo’: perché non Draghi, lo tirano sempre in ballo. E mentre si discetta sulla pelle di Roma a una delle commensali squilla il cellulare (non proprio il top della buona creanza: io a cena da una Marchesa del Grillo o dallo spazzacamino del quartiere, il cellulare lo spengo, è il minimo!) per un WhatsApp di Calenda, che, con l’acquolina in bocca, si dice interessato … ‘oddio, lui è interessato a qualunque cosa’, commenta qualcuno, specie da quando ha fatto commuovere Mirta Merlino!

Dicevo, serietà: ecco abbiamo visto come, in una democrazia’, ‘si fa il sindaco di Roma, tra una Sacher e uno sformato, assente però Bettini, che, pare, sia impegnato in colloqui con Bassolino per la sindacatura di Napoli, è un grande momento per i sindaci del PD.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.