domenica, Novembre 29

Covid-19: scuola, la speranza dell’uomo sveglio La scuola, la vera e reale Scuola, ha bisogno ancor di più di affidarsi a una ancor più energica spinta di Speranza, dato il nuovo compito educativo-formativo che l’attende

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Eccola, è lì, si vede chiaramente: è una giovane ragazza in piedi, sorridente, serena, che con una mano alza un poco la sua veste per meglio poter avanzare verso il prossimo futuro, mentre nell’altra tiene un fiore, a bella vista. Altre volte si fa vedere con una corona di fiori attorno al capo mentre fra le braccia tiene un bel mazzo di papaveri e spighe di grano. In tutte le occasioni indossa sempre un vestito verde, il colore emblema della natura, del verde dei prati, dell’aspettativa desiderante e confidente di un buon raccolto.

Questa giovane, non è un’immagine reale, è il simbolo di ciò che già le antiche culture si erano fatte del significato della Speranza.

Al contrario, il sentimento e l’azione quotidiana rivolta alla Speranza è un vissuto reale, attivo, vivo e quindi non solo una figura simbolica.

La Speranza non è solo una virtù teologica alla quale fa affidamento il buon cristiano. È, prima di tutto, una reale e quotidiana postura mentale che la nostra specie, sin dalle origini, ha dovuto e saputo pro-muovere come quel forte sentimento utile per superare, e quindi vincere, ciò che la realtà quotidiana ponevadi fronte, e lo fa ancora oggi, sotto forma di eventi problematici, di difficoltà, di limiti e negazioni al naturale percorso positivo dell’evoluzione umana.

Nellantica mitologia greca Elpìs (ἐελπίς, ἐελπίδος) era vista come la personificazione dello spirito della Speranza e, Aristotele, nel definirla come il Sogno di un uomo sveglio, la specifica come un vero e proprio atto di volontà, che prende forma e consistenza grazie a una abitudine virtuosa. Una virtù in grado di sviluppare quei potenziali vitali che possono facilitare il raggiungimento di un bene prossimo, futuro, magari di difficile realizzazione ma non certo impossibile da realizzare.

L’equivalente di Elpìs lo ritroviamo nella radice latina Spès da cui il motto: Valde in vita homnium pretiosa spes est, sine spehomines misere vitam agunt (La speranza è fortemente preziosa per la vita degli uomini che senza di essa conducono una vita meschina).

A questo punto possiamo affermare che la Speranza è quel sentimento che getta le fondamenta per sorreggere una condotta di Resilienza, poiché la radice Spès si avvale della tendenza a…,dell’aspirare verso una meta, e quindi caricarsi di quella energia vitale utile per andare avanti, avanzare, riuscire a sostenere quello stato d’animo che, pur nell’avversità, sa rivolgersi verso la “cosa” desiderata, positiva per l’esistenza del singolo e del gruppo.

La Speranza si avvale anche del vissuto di fiducia, tanto in se stessi quanto negli altri, tanto nelle cose del mondo quanto in quelle della natura. E allora la Speranza non può non affidarsi anche al vissuto di rispetto, quel rispetto che in questo secolo e nel secolo appena trascorso la nostra specie ha ben poco mostrato nei confronti della vita vegetale, minerale e animale.

E quanto più gli esseri umani hanno preferito esaltare se stessi tanto più hanno smarrito la Speranza, la Fiducia e il Rispetto nei confronti di quel Tutto all’interno del quale eravamo convinti di non farne parte o, peggio ancora, di esserne piuttosto la parte dominante.

Ma come può la nostra specie avere Speranza se continua a vivere senza mostrarsi fiduciosa e rispettosa dell’Universo all’interno del quale è una dei tantissimi inquilini in affitto e pure a tempo determinato?

Ora possiamo ancor meglio comprendere il simbolo della Speranza impersonato dalla giovane fanciulla portatrice di cose e colori che rimandano tutti alla vitalità (la giovinezza), alla creazione e prosecuzione della specie (la femmina), ai fiori e le spighe (frutti di bellezza e di sopravvivenza per l’uomo) e al colore verde tipico di una natura viva e rigogliosa.

Eppure il grande vaso dei doni della Natura abbiamo preferito romperlo… chissà poi perché? Forse per vedere tutto quello che la nostra specie aveva già?

Avevamo da millenni ricevuto un chiaro avvertimento dalla mitologia greca, quando Pandora (πάν δόρον: nome che sta per Tutti i doni), spinta dalla curiosità decise di aprire il famoso vasoinfliggendo all’umanità intera tutti i mali, rendendosi se stessa prima donna mortale. E sarà proprio a questo punto che all’umanità intera non restò e non resta altro che attivarsi in termini di Speranza.

Queste poche righe sono dedicate a tutti i maestri, educatori, professori e, ancor di più, ai loro bambini, alunni e studenti, con questo preciso intento: far capire a tutti che il Covid è il nostro attuale vaso di Pandora. Un vaso rotto da quanti, delle nostra stessa specie, non hanno avuto Rispetto e Fiducia nell’ambiente, nella natura, nello spirito di convivenza che dovrebbe unire tutti noi nel segno indelebile della forza della Speranza.

È certo a tutti noi che il Virus sarà comunque vinto, ma quello che non è ancora stata vinta è la mentalità umana. Una mentalità che ha bisogno di igienizzare le sue aspettative, le sue aspirazioni nei confronti di ogni stile di vita che è misero di Rispetto e di Fiducia verso quel Tutto che ci com-prende e che molto spesso ci ri-prende.

È per tutto questo che la scuola, la vera e reale Scuola, ha bisogno ancor di più di affidarsi a una ancor più energica spinta di Speranza, dato il nuovo compito educativo-formativo che l’attende. Ed è per ciò che ci auguriamo che tutte le figure del mondo della Scuola non perdano mai quella grande Speranza, quello spirito positivo di Resilienza, quella bella Fiducia e quel sano Rispetto che permetterà domani, quando finalmente ci rivedremo tutti in classe, di produrre quel cambiamento positivo di cui avevamo già urgente bisogno molto prima dell’avvento del Covid: la Speranza che ogni forma di sapere e di conoscenzaoffrano finalmente le qualità utili per giungere a credere fermamente in un’altra Scuola, in grado di strutturare sempre più quel corretto e sano tempo-spazio che ri-spetta la nostra specie, le nostre prossime generazioni, nell’altrettanto rispetto del grande Tutto che è fonte di ogni esistenza.

Qualcuno dice che la Speranza è l’ultima a morire, ma noi tutti sappiamo benissimo che per la Scuola la Speranza sarà la prima a farci ri-vivere!

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