venerdì, Novembre 27

Covid-19: politicanti da operetta da buttare Questo ceto politico è da buttare. E si deve cominciare dal Governo incapace, inefficiente, parolaio e immobile. Si deve fare e si può senza traumi

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Se non avesse il contenuto reale della tragedia umana, per le ormai decine di migliaia di morti per parlare solo dell’Italia e il contenuto sociale del disastro economico nel quale ci sta spingendo, la ‘discussionein materia di gestione dell’epidemia, susciterebbero il riso, lo stesso riso di scherno che solo un vero comico, cioè una persona serissima, saprebbe suscitare, per condurre al ludibrio e al disprezzo questa consorteria di politicanti buffoneschi e arruffoni, quando non semplicemente arraffoni.

Dopo averetrattatoa lungo sulle misure, dopo avere cioè fatto ciò che si diceva di non potere né volere fare, trattare, negoziare sulla pelle degli italiani, Giuseppe Conte – pochette ci ha ammannito la solita insopportabile verbosa conferenza stampa, mascherato, per dirci che sulla pelle degli italiani non si tratta, non si discute, ma le decisioni vengono prese sulla base di dati oggettivi, e dunque le prende (o meglio, credo, le prende col fucile di Roberto Speranza puntato alla schiena) e … le Regioni, tutte, si ribellano: le rosse vogliono essere gialle, le gialle rosse o arancioni e così via, e sorvolo sulla buffoneria di questi colori, da United colors di Benetton … ah no, questo nome non si può pronunciare.
Insomma, siamo alle solite: lo scaricabarile galattico. Tutti scaricano tutto sugli altri. Ma nessuno, dico nessuno, si sogna di guardare i problemi reali, di indicare una prospettiva, un futuro, una via di uscita. Non si naviga a vista, dice quel bel tipo di Pierpaolo Sileri, all’onore delle cronache perché (medico, pare) parla in continuazione, racconta non richiesto di avere un figlio e un pezzetto (ah, come è spiritoso!) e, in ultimo, straparla per dire che non si naviga a vista, dimenticando, però, di dirci qual è la rotta. E che dire di Lucia Azzolina, prostrata, che difende i ‘suoi’ ragazzi, privati degli imbuti. Lo ripeto ancora, signora Azzolina: invece di lamentarsi e di prostrarsi, prolunghi l’anno scolastico dello stesso tempo per cui lo sospende ora … coraggio, su, che ha paura che si consumi l’imbuto?

Non, per carità, per dire che altrove sia poi tanto meglio.
La sceneggiata invereconda cui abbiamo assistito e assistiamo dalfaro della civiltà e della democraziaUSA è perfino peggio di Luca Zaia che litiga con i topi vivi (e con Crisanti!) e Attilio Fontana che scopre i camici donati dalla moglie.
La volgarità, ma specialmente la violenza estrema della ‘lotta’ politica statunitense, fatta addirittura di minacce armate, lascia senza parole. Per non parlare della assurdità di un sistema di elezione che richiede una settimana prima di potersi dire concluso (e poi si parla male dell’India) e nel quale alla fine non vince chi ha più voti, ma chi ha più Stati, sempre che non vinca chi ha più giudici amici alla Corte suprema o presso altre corti statali. Vivaddio, si parla tanto male di noi, ma alla fine Denis Verdini è in carcere, Marcello Dell’Utri pure, beh certo le famiglie Renzi e Boschi no, e quanto a questo nemmeno Messina Denaro, ma insomma non si può avere tutto nella vita, ma almeno qualcosa accade. Lì, la famosa democrazia è la democrazia dell’odio razziale, del muro al confine, della gente armata in strada a minacciare sfracelli e a farli anche, dei poliziotti che ammazzano i negri (e poi li chiamano afroamericani, che è anche peggio!), dei politici senza mascherine, dei Luttwak che fanno propaganda per le destre più bieche in Italia, dei giudici nominati dal potere politico e delle elezioni al rallentatore … però Enrico Mentana si fa una nottata in piedi per raccontare a sé stesso come non sono finite le elezioni. Ci sarebbe da scrivere una enciclopedia di sociologia su tutto ciò.

Forse, in materia di Covid-19, un po’ più di compostezza in Germania e in Francia, dove comunque a vista si naviga: ma non più di tanto. Qui nessuno sa cosa fare, si aspetta solo il vaccino che dovrebbe risolvere tutto, dimenticando di dire, specie in Italia da parte della pochette nazionale, che se anche arrivasse pronto domani, e non lo è, prima di farne i circa sessanta milioni di dosi necessarie solo in Italia (in concorrenza col resto del mondo) passerà al minimo un anno, e quindi ci aspetta almeno un altro anno di epidemia, di ammalati, di morti, specialmente di morti.

E di fronte a questo disastro, invece di rimboccarsi le maniche e di frustarsi selvaggiamente sui riveriti sederi, tutti, nessuno escluso, per la fallimentare situazione della nostra sanità, degli ospedali fatiscenti, della svendita della medicina agli affari privati, ecc., ecc., ecc., invece di cercare di correre ai ripari attrezzando gli ospedali, mandando medici nelle scuole, invece della Azzolina e dei banchi a rotelle, procurandosi i moltissimi medici che non ci sono andandoli a prendere all’estero, magari in Africa alla faccia di Salvini, invece di precipitarsi a prendere il MES nella speranza di avere soldi sufficienti per rifare la sanità in Italia, lasciando il resto delle disponibilità (certo in gran parte in prestito) all’economia che langue, i governatoridella via Pal fanno causa allo Stato. Perché la Lombardia, dopo essersi lamentata allo spasimo per il disastro, avere aperto il folle ospedale in Fiera, ora lamenta che non è zona rossa, il Covid non c’è. La Sicilia, dove non c’è un ospedale a pagarlo a peso d’oro, grida allo scandalo perché è arancione. Ma anche la Campania protesta (non so se farà ricorso) perché voleva essere zona rossa e invece è ‘solo’ gialla.

Lo ripeto, ci vorrebbe un comico serio per mettere questi personaggi da operetta in berlina, nella speranza, o meglio nella illusione, che qualche italiano capisca in mano a chi ha, abbiamo, messo il Paese.
Ma si sa. Questo è il nostro Paese. Questo è il Paese nel quale una accolita di personaggi che neanche nella via Pal potrebbero stare, gli stellini, come li chiamo, sono riusciti a bloccare, per biechi motivi di nazionalismo becero e deteriore, e ignoranza crassa … che manco Salvini, la ratifica del Protocollo 16 della Convezione europea sui diritti dell’uomo, isolando così una volta di più e una volta ancora l’Italia dal mondo civile, o forse avvicinandola a quei Paesi che dei diritti dell’uomo poco amano parlare, come la Turchia. Per non parlare della sciocchezza colossale per cui l’ultima voce in capitolo debba averla la nostra Corte Costituzionale: il rovesciamento della realtà!

L’ho già detto e lo ripeto. Questo Governo, questo ceto politico è da buttare. E si deve cominciare dal Governo incapace, inefficiente, parolaio e immobile. Si deve fare e si può senza traumi.
Quando nel 1940, a guerra mondiale in corso, il Parlamento inglese si rese conto che Chamberlain non era in grado di dirigere il Paese in guerra, lo fece dimettere e nominò Churchill: senza difficoltà, senza traumi, senza elezioni (certo, senza stellini, senza Renzi, senza Salvini … e taccio dei vari ‘spartitini’ ridicoli, Bonino in testa) senza dubbi. Alla fine, la Gran Bretagna la guerra l’ha vinta.
Oddio, un Churchill in Italia, francamente, non lo vedo. Ma se almeno mandassimo a casa un po’ di governati da strapazzo, hai visto mai … ne trovi un paio accettabili. Tentiamo, almeno, no?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.