domenica, Novembre 29

Covid-19: il governo a vanvera che piace a criminalità e destre eversive La criminalità più o meno organizzata e le forze di destra più o meno estremista, una strategia ce l’hanno, è il Governo che non ce l’ha! e non ha più la fiducia della gente

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Da tempo vado ripetendo, e l’ho scritto ancora l’altro giorno, che questo Governo non è nemmeno lontanamente all’altezza del suo compito, e non solo in fatto di Covid-19. E per un motivo semplicissimo: ci sono al Governo persone culturalmente incapaci, la cui competenza tecnica e politica è vicina allo zero. Per di più, l’amministrazione dello Stato, già deficitaria e accidiosa di per sé, è oggi più che mai, temo, conscia della inadeguatezza di chi governa. Basta pensare alla mancata organizzazione di orari differenziati delle scuole, dove alla inesistenza della Ministra si è aggiunta l’incapacità o non volontà delle amministrazioni.

Il Governo è ‘diretto’ -fra virgolette perché parlare di dirigere fa ridere- da una persona nonché incompetente di politica, arrogante, vanesio, pieno di sé, involuto, incerto. Che, per di più, si è lasciato irretire in due ‘logiche’ devastanti e pericolose: quella degli stellini in lotta permanente con gli italovissuti e con i pidiini su temi e prospettive banalmente elementari, e quella dei ‘governatori’ delle Regioni, che compiutamente pieni di tutti i difetti della politichetta italiana, credono di essere dei ras e di potere fare e disfare come vogliono. Il tutto corredato e aggravato da ‘scienziati’, per lo più di mezza tacca, ormai completamente fuori controllo: addirittura l’Accademia dei Lincei, si mette a concionare, e Conte a non capire.
Per cui si assiste ad una scena da commedia degli orrori.

Il Governo, improvvisamente, ‘decideuna cosa confusa e improbabile, che in sostanza è un sorta di chiusura generalizzata, con diecimila eccezioni, e con mille forme di insulto. Basterebbe citare la norma insulsa sulla chiusura dei ristoranti alle 18. Non so chi abbia avuto l’idea, forse Speranza, o Spatafora, o Brusaferro, o Azzolina, o Locatelli o … Conte stesso? Una norma in sé offensiva della più comune intelligenza. Il senso è ovvio: impedire gli affollamenti all’ora di cena. Bene, ma allora si dice semplicemente che i bar e ristoranti chiudono alle 14, dopo pranzo, o meglio ancora che non aprono affatto. Ripeto, le intenzioni possono anche essere buone, ma così risultano offensive, anzi, peggio, una presa in giro: si chiude all’ora in cui si comincia a cucinare per la cena!

Come se non bastasse, grandiintellettualinon perdono occasione per dire la loro.
Da Corrado Augias, che paternamente lamenta qualcosa in tono afflitto, a Riccardo Muti (confesso che mi ha sorpreso, avevo una stima immensa di lui) che sussiegosamente spiega al Governo l’importanza della cultura e il fatto che nei teatri le misure di precauzione sono tali che rischio di contagio è zero, alla signora Evelina Christillin, grande amica della signora Lilli Gruber, che conciona di musei aperti a scartamento ridotto e, subito dopo, cambia vestito e va a protestare sulle limitazioni allo ‘sport’.
Di nuovo: peccato. La cultura messa al servizio dell’interesse politico.
È ovvio come la trasparenza dell’acqua, che a scuola, al cinema, a teatro nonci siinfetta, ma se un infetto ignaro di esserlo vi entra infetta gli altri e per andarci il non infetto deve prendere l’autobus, la metropolitana prima e dopo, eccetera. Questo è tutto, però bisognerebbe spiegarlo, e bisognerebbe chiedere alle persone di cultura di collaborare. E invece ognuno guarda il suo pezzetto di mondo e il suo pezzetto di interessi e parla. Gli ‘angoli di visuale’ sono sempre più ristretti.

Ma la politica italiana è quello che è. E quindi, Matteo Renzi prima nel Governo lascia passare il dpcm strampalato di Comte & co., e poi lo attacca; Stefano Bonaccini, aspirante segretario del PD per conto di Renzi, spara a zero contro le decisioni del Governo con l’aria di essere a favore; gli stellini pretendono che nemmeno si parli del MES finché non avranno fatto il congresso che loro chiamano ‘stati generali’ (non sa nessuno, neanche loro, perché) titolo già rubatogli da Conte che li ha fatti per perdere tempo e fare conferenze stampa a villa Pamphili.
E quindi?

Non so se consigliato dall’innominabile di Palazzo Chigi, Conte mette in scena una cosa ridicola: su un podietto rosso, nel cortile di Palazzo Chigi, con alcuni giornalisti seduti a distanza da lui e tra di loro, tutti con mascherina e quindi semi incomprensibili (Conte lo è già di suo), ‘illustra’ il dipiciemme, elenca alcune misure, spiega che l’Italia è un grande Paese e garantisce un Natale sereno. Alludendo al vaccino, ma sempre a mezza bocca, perché secondo lui, ma anche secondo Giggino, gli italiani sono tutti un po’ fessacchiotti, e quindi non lo hanno capito che di vaccino prima dell’estate prossima non se ne parla nemmeno! Questo è quello che intendo e che è devastante: considerare gli italiani una mandria di buoi non troppo intelligenti, cui raccontare, come si dice? ‘quattro chiacchiere al paesano’!

Ma qui, ora, accadono cose che gli strateghi da salotto con vista su Castel Sant’Angelo di Palazzo Chigi e dintorni, non hanno minimamente previsto, perché -e lo ripeto per la millesima volta- sono incompetenti e arroganti, una miscela più esplosiva del tritolo: gli italiani, che sono stati impeccabili ai tempi della chiusura, ai tempi delle mascherine eccetera, ora non lo sono più. Anzi, si ribellano. Sono impazziti? No. Caro Conte, no, caro Speranza, no, caro Giggino, il punto è che gli italiani non si fidano più di voi. E voi non lo avete nemmeno capito.
Il sondaggio pubblicato il 26 dalla SWG mostra chiaramente che gli italiani sostanzialmente condividono le misure, e anzi, per certi versi le vorrebbero più forti e più coerenti. Ma non si fidano più di voi, di VOI non delle misure; non si fidano nel senso che hanno capito che sono misure a vanvera, che saranno in parte cambiate dopo negoziati e che non sono, al Governo, né in grado di controllare, né di giustificare e dirigere.

Stefano Feltri, su ‘Domani’ (come è triste questo nuovo giornale, che aveva creato tante speranze!…un giornale nato stanco) scomoda addirittura Hobbes per dire che un Governo che non protegge la salute dei cittadini deve andarsene. Detto così è solo una sciocchezza per fare un titolo: che può fare un Governo per fermare un virus così? Siamo seri, su. Deve invece andarsene semplicemente perché è incapace in tutto, non solo nel Covid-19, e quella conferenza stampa di domenica 25 ottobre per illustrare il DPCM del giorno prima di cui parlavo prima, non è un momento di verità, è una sorta di armistizio di fronte alla realtà, armistizio perché la resa ci sarà dopo, quando le misure saranno cambiate in corsa e saranno rispettate poco. ‘Poco’, dico, perché -azzardo una previsione forse avventurosa-: saranno, io credo, gli italiani a rispettare quelle e altre misure, da soli, come hanno fatto in primavera, perché hanno di nuovo paura e sanno che di fronte ad un Governo imbelle l’unica possibilità di salvezza è cercare di fare da soli, con quello che si ha … pur sapendo che alla fine il Governo dirà che se le cose sono andate bene è merito suo.

L’altra cosa è che -e di nuovo azzardo assai- questa cosa l’hanno capita anche gli ambienti di destra e quelli criminali.
Mi spiego meglio.
Si è capito che ora si può giocare sulla divisione e sulla disperazione (più che sulla rabbia, altro errore, a mio parere) per fare emergere, dal punto di vista politico, l’incapacità del Governo (e per fare ciò cosa c’è di meglio che aizzare le anime nere della destra palestrata) e sperare di dargli una spallata, ma specialmente fare collezione di voti per le prossime occasioni (lo sappiamo tutti benissimo che per ora sperare in elezioni è roba da chiodi), mentre le forze della criminalità organizzata, svolgono una operazione (ne accennavo l’altro giorno) di vera e propria occupazione del territorio, affermando di potere agire, se vogliono, contro lo Stato, per assicurarsi un territorio franco, fisico e politico, nel quale svolgere le proprie attività criminose.

Azzardo? Mica tanto se guardate quanto in queste ore filtra dal Ministero dell’Interno e dai vari rapporti dell’intelligence. Le cronache degli ultimi disordini di ieri sera a Roma parlano della presenza dei leader di Forza Nuova, Roberto Fiore e Giuliano Castellino, e si afferma che «potrebbe esserci una regia comune, con un collegamento tra gruppi ultrà di tutta Italia, dietro ai disordini scoppiati negli ultimi giorni in varie città italiane». Cioè: ultrà e neofascisti insieme a sfruttare la disperazione popolare. E ancora più esplicitamente e sinteticamente lo spiega il ‘Domani: «C’è una saldatura tra criminalità e neofascisti, su questo stiamo lavorando», dicono autorevoli fonti giudiziarie, «il cemento di questa alleanza è il mondo degli ultras». Il tifo organizzato è l’ambiente, quindi, in cui si mescolano gli ingredienti di questa miscela esplosiva. L’intelligence lo aveva ben detto al Governo: «Gli allarmi dei procuratori e i rapporti dell’intelligence indicavano un ottobre di tensioni sociali, infiltrate dall’estrema destra». «Il problema non è chi va nelle piazze, il problema è chi quelle piazze le vuole gestire, indirizzare, infiammare».

La criminalità più o meno organizzata e le forze di destra più o meno estremista, una strategia ce l’hanno, è il Governo che non ce l’ha!

Non è un caso che, a parte Napoli, dove la cosa è di una evidenza plateale, gran parte delle proteste violente si svolgono al Nord, là dove, cioè la criminalità si deve espandere e conquistare nuovi spazi, là dove ci saranno tanti soldi. A Napoli si fa caciara ed esperienza, a Milano si fanno affari. Una volta tanto credo al Viminale quando dice che i disordini sono organizzati e preordinati. Ma vado oltre (e questo è il terzo azzardo di oggi): non sono tanto i commercianti e i ristoratori che vanno in piazza a protestare (gli italiani, lo ripeto ancora una volta, non sono stupidi come si cerca di dipingerli), quanto qualcuno dietro di loro che li spinge in piazza. Potrà ragionevolmente il Governo ora fare marcia indietro? No se non vuole perdere definitivamente la faccia, e la gente, gli italiani, lo sanno benissimo, e lo sanno anche criminalità e destre eversive!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.