giovedì, Ottobre 29

Covid-19: governo balbettante a rischio apparente Oramai diffuso il timore che questo Governo possa davvero cadere, magari per un incidente di percorso, dovuto alle continue richieste di fiducia necessitate dalla sua mancanza di autorevolezza e credibilità, ma è improbabile che possa essere messo in condizioni di andarsene

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La ‘misura’, per così dire, nel senso della valutazione dello Stato e della capacità di questo Governo, sta, oggi, nella dichiarazione della signora Sandra Lonardo Mastella di sostegno al Governo, pur non facendone parte.
Al di là, infatti, dal significato ‘personalistico’ e propagandistico della dichiarazione, colpisce il fatto che questa scelta indichi un sempre più diffuso timore che questo Governo possa davvero cadere, se non altro per un incidente di percorso, dovuto o alle continue richieste di fiducia o ad una defezione inattesa di qualcuno, o addirittura da assenze da Covid-19.
La necessità continua di fiducia per fare passare i continui decreti legge che il Governo produce è la evidente prova di un ormai davvero gravissimo deficit di democrazia, ma anche di un evidente incapacità del Governo e della sua maggioranza di governare sul serio.

Si va avanti visibilmente alla giornata, senza una linea, una prospettiva, da un lato, con continui interventi legislativi che sfondano ormai quotidianamente ogni razionalità di bilancio accettabile, mentre tutta l’attenzione apparentemente è dedicata al Covid-19 ed ai provvedimenti conseguenti. Sempre più banali, questi ultimi, sempre più farraginosi, sempre più invadenti inutilmente della vita individuale di noi tutti -e senza risultati reali … come si può impedire le feste private? Non è meglio dire: siate responsabili e non fatele?- e sempre più e solo frutto di negoziati defatiganti, sterminati, demenziali. Che dimostrano la totale mancanza di progetto e di coscienza del problema, ma permettono insopportabili continue farraginose ‘piacionesche’ dichiarazioni mascherate alla stampa mascherata del sedicente ‘premier’ … in piazza Colonna.
Non si capisce che senso abbia discutere ore e ore se chiudere i ristoranti alle 23 o alle 24, se ‘imporre’ l’uso della mascherina anche per strada, e discettare ore se si debba indossare sempre anche se si è soli, o quasi soli o se si corre. Ma vi pare una cosa seria o utile?
L’unica cosa da dire e da fare è: bisogna tenere la distanza, bisogna evitare di toccarsi, bisogna lavarsi le mani anzi disinfettarle. Punto. Il resto è chiacchiera, occorre solo buon senso.
Stare a discutere quanti commensali avere a tavola o se in una aula la distanza debba essere di cento centimetri o di centoventicinque, non ha alcun senso, ma ancora meno ne ha negoziare sul punto, trattare. Tutto ciò è non solo ormai surreale, ma è la prova tangibile della assenza di Governo, della incapacità del Governo di assumere una posizione e imporla con la forza nonché della legge, che è il suo potere e il suo diritto, con la forza dell’autorevolezza. Macché: Bonaccini o Toti devono dimostrare che hanno ‘ottenuto’ qualcosa. Cosa? per esempio di consentire negli autobus una presenza dello 80% dei posti? E a che serve, perché? Se si deve stare lontani, si deve stare lontani, punto.

Ma poi, appunto, il Governo è alla continua ricerca di fiducia in Parlamento e qui davvero la democrazia rappresentativa va a carte quarantotto. E con la riduzione del numero dei parlamentari sarà anche peggio, come ho detto molte volte prima del referendum. I decreti legge dovrebbero essere provvedimenti assolutamente eccezionali e rarissimi, e invece sono la quotidianità.
Si dovrebbero modificare quelle prassi che richiedono che tutto si faccia solo e sempre per legge: è lì che si deve intervenire, per permettere al Governo di agire rapidamente e bene, e al Parlamento, se in disaccordo, di mandarlo a casa subito, senza discutere o, peggio, trovarne prima un altro.

E invece ciò non è possibile e sarà aggravato dalla riduzione del numero dei parlamentari. Ciò riduce in maniera pesantissima la democrazia reale in questo Paese. Altro che le proteste spesso sguaiate di chi dice che le ‘imposizioni’ del Governo sulle chiusure, le mascherine i vaccini ecc., sono delle gravi limitazioni della libertà e della democrazia, ‘come dice Agamben’: se non sbaglio se ne discuteva, al solito con toni eccessivi, dal mancato candidato a sindaco di Roma Giletti. Chiarisco.

Che il Governo in una situazione di emergenza come questa (e non entriamo in discussioni oziose sul termine emergenza, chiamiamola eccezionale, anormale, o quel che volete, l’importante è chiarire che si tratti di una situazione anormale, nella quale si devono adottare misure anormali), per quanto discutibile, ma non contestata né da Tribunali, né dal Presidente della Repubblica né dalla Corte Costituzionale, debba reagire con misure che riducano i rischi è ovvio, e quindi parlare di limitazione della libertà o violazione della democrazia e sciocchezze simili è inutile e solo propagandistico.

Il punto reale dove la democrazia subisce lesioni gravi, anzi, gravissime, è l’uso improprio dei decreti legge e l’impossibilità, in pratica, del Parlamento di intervenire sulle decisioni legislative del Governo, dato che, nella realtà, i decreti passano sempre con la fiducia e cioè senza né discussione né modifiche o interventi parlamentari. In termini di lesione della democrazia, queste sì che sono lesioni, non l’imposizione della mascherina.

Il guaio è che in questo Paese quasi mai la discussione è fatta nei termini corretti e nella giusta prospettiva: si parla senza molto sapere della realtà, specialmente giuridica.
Le proposte, o almeno alcune di esse, che ‘girano’ in materia, sono preoccupanti proprio in termini di democrazia. Ipotizzare riunioni congiunte delle camere su alcuni temi, significa strozzare il dibattito e la capacità di proposte, ad esempio, anche se sarebbe un modo per accelerare. Ma lo scopo è accelerare o fare bene e presto? Perché in questo secondo caso, questo tipo di proposta, unita alla tanto invocata ‘sfiducia costruttiva’ sono vere e sostanziali, e quindi definitive, lesioni alla democrazia: lesioni per il futuro, e quindi permanenti.

Quanto al Governo, sempre più balbettante e incapace, incerto e avvolto in discussioni senza senso, io dubito molto che possa essere messo in condizioni di andarsene, anche se è evidente fino alla spasimo che è incapace di funzionare, specialmente in alcuni settori. Sarebbe utile e opportuno sostituirlo con un Governo più agile e capace: ma le forze politiche non hanno il coraggio di farlo, con la conseguenza, però, che questo Governo continua a camminare sul filo di un rasoio e per di più neanche a rendersene conto.
A questo punto, ben venga la signora Mastella!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.