venerdì, Novembre 27

Covid-19: 41.750 morti non bastano? Siamo in guerra, dite. Allora guerreggiate! che aspettate? Tu, Governo, fai il Governo: decidi, agisci, comanda!

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L’urlio indistinto è ormai l’unica cosa che si sente in questo Paese. Un urlio in realtà terrorizzato di gente scadente che si trova alle prese con un problema di nome Covid-19 che, non sapendolo affrontare, cerca freneticamente di evitare di doverlo fare, perché per farlo deve assumersi delle responsabilità, deve decidere, deve agire, deve sbagliare; sbagliare fa parte del ‘gioco’, che, però, si deve giocare.
Ma di fronte a sé ha facce ottuse e chiuse nel proprio piccolo interesse personale, visi inespressivi di gente a cui dell’epidemia non importa nulla, perché gli importa solo di difendere il proprio scadente io e qualche interesse da pochi soldi.

Mi ha colpito, l’altra sera, un gruppo di commercianti e ristoratori che protestavano (in TV, al solito, tutto da lì passa, se no non si fa nulla) anche, questo mi ha colpito, perché «nessuno ci dice cosa fare domani … io devo fare la spesa per il ristorante e non so che fare»: ecco il punto. Tu lo sai benissimo cosa devi fare domani, perché fino ad ora nessuno ti ha detto che devi chiudere domani e, dovresti pensare, nessuno può essere così matto da ordinarti alle 22 di chiudere domattina alle 8; ti lamenti perché vuoi lamentarti, perché vuoi la balia, ma specialmente non vuoi ‘farti carico’ del problema comune che è la malattia. E infatti, dopo quella frase, seguiva l’altra: «ci devono dare i soldi subito, se no non possiamo chiudere». È tutto vero, è tutto giusto, ma a ragionare e agire così, siamo all’anarchia o meglio a ‘ognuno per sé’.

Il grido disperato e ridicolo di ‘papà 1,1/3 Sileri’ non mi ha fatto altro che pena e disgusto. È terrorizzato il ragazzo, non sa che fare. Anzi, lui come il sempre più viscido Giuseppe Conte (non mi va nemmeno più di chiamarlo pochette, ormai è una tale nullità evanescente che in me genera repulsione ogni volta che lo vedo in TV, cioè ogni dieci minuti), non ha idea di come reagire alle sciocchezze egoistiche e irresponsabili di governatori e sindaci vari che dicono tutto e il contrario di tutto, tanto poi la responsabilità, al solito, la scaricano sugli altri. E allora il ragazzo, decisamente fuori forma per non dire sulla via dell’obesità, urla disperato «ma non lo capite che siamo in guerra». E dove lo dice? Ma naturalmente nella trasmissione di Mirta (per gli amici Myrta, chi sa perché) alla faccia immobile, indifferente, chiusa di un De Magistris e non so chi altri. E ciò detto che fa? Niente.
Facciamo una cosa: io dico, posso pure capirlo. Dici che sei pressato dai ‘colleghi’ che ti chiedono di chiudere tutto (e questo anche sarebbe un discorso tutto da fare, se ormai non fossimo con le spalle al muro), dici che sei in guerra, che si deve agire, vai e vieni dallo studio al Ministero per cercare di sentire dal buco della serratura cosa decidono quelli che possono (perché lui parla, ma decidono Speranza e Conte, anzi no … già, chi?), lui certo no, lui è fuori della porta, origlia. Ed è terrorizzato, disperato. Per un semplice motivo: non sa che pesci pigliare, non sa che fare. Sa, invece per certo, che qualunque cosa sarà fatta, sarà attaccata, criticata, sbeffeggiata e … boicottata, e che per lui sarà difficile fare scaricabarile: ci ha già provato, ricordate?
«presto si potrà uscire dalla Lombardia», «1000 negli stadi sono pochi», «si può andare da un amico solo se è amico vero», e così via prendendo distanze e rientrando, l’elastico.

E in questa situazione surreale Conte che fa? Rinvia, pospone, promette, farà, riunisce cabine di regia, comitati, commissioni, vertici e … rinvia, rinvia, rinvia. E promette dati, parla di dati, ma non dice dati, li rivendica polemicamente a chi gli contesta dati, che non ha mai visto e non conosce, e tutto in TV, sotto l’attenta regia dell’innominabile superpagato … .Poi a tarda ora dice (anzi, fa dire … a Speranza) che si aggiungono altre regioni alla lista arancione (united colors of Benetton, ricordate?…a proposito e delle autostrade? Hanno il Covid pure loro?) e subito dopo, su Sky ad esempio, la Presidente/governatrice della Regione Umbria, spiega che da loro va tutto bene, che non si capisce perché … ma non insiste benché salviniana di ferro: ha paura, una paura blu anche lei. E si vede, si vede da lontano anche in TV, ha paura come tutti, e seguire Matteo Salvini va bene, ma qui si rischia il linciaggio in strada.
Solo Salvini continua a dire le solite assurdità seguito da Giorgia Meloni. Ma quelli sono su un altro piano, loro vivono nel regno della regina di cuori e poi il tema vero sono i migranti, sono loro che portano il Covid-19, che credete.

Ma insomma, cari Sileri, Speranza (che delusione … era partito così bene, ora sa solo ghignare con una bandiera sgualcita alle spalle) vabbè Conte (ma tanto … ) siete in guerra? Bene, e guerreggiate no!? Quando si è in guerra il generale mica convoca la cabina di regia del reggimento e magari il sindacato: comanda, agisce. Poi se va male si vedrà, se va bene sarà un eroe, anche se è un cretino.
E invece loro no.

E di punto in bianco vengono fuori le sardine … le sardine? Sì, le sardine. Zitte e mute da mesi, avvoltolate malamente nelle loro elucubrazioni para-psico-sociologiche, si svegliano e hanno l’idea geniale, la soluzione finale: mettiamo Gino Strada a fare il commissario in Calabria. E subito il sig. Nicola Morra (un altro personaggio da operetta degli orrori della nostra politica, l’ambiguità fatta persona) salta sulla grande idea: buttatosi fuori Saverio Cotticelli (peraltro forse drogato e accudito dal solito Giletti che se si tratta di rimestare non si tira mai indietro), autocondannatosi quel gentiluomo di Giuseppe Zuccatelli (quello che con linguaggio forbito diceva in sostanza che il Covid non esiste … «ma lo dicevo tre mesi fa, in un altro contesto», scusi quale contesto?), a Morra sembra ovvio proporre Gino Strada … che (roba da matti) manco fa una dichiarazione di fuoco per dire che manco con i carabinieri. Sempre che Zuccatelli, abbia il buon gusto (ne dubito, ma la speranza è sempre l’ultima a morire) di dimettersi facendo così un servizio a Speranza, che, da quel politichetto che ha dimostrato di essere, ora non ha il coraggio di cacciarlo a calci, come sarebbe doveroso.
Perché, sia chiaro, Gino Strada è un uomo che ha fatto molto, e merita moltissimo, ma proprio per quello, capirei che lo si proponesse come Ministro della Sanità, ma non per mettere le mani in quel pozzo nero che è la sanità calabra, affonderebbe nella melma in tre giorni.
Il tema è sempre quello, sempre lo stesso. Parlare d’altro, fare scarica barile, cercare scuse e motivazioni da politicanti per … non fare nulla. E non fare nulla per paura, livida, bieca paura.
Qui invece si tratta di fare, fare, fare e fare subito. Si può essere d’accordo o meno con l’ordine dei medici (che di cose da farsi perdonare ne hanno a enciclopedie!) che vuole la chiusura totale di tutto subito (che poi era quello che proponeva De Luca un mese fa, sbeffeggiato e insultato in particolare da De Magistris), ma un governante a questo punto deve decidere, deve agire.

La situazione è vicina al limite. Lo so, lo so benissimo, molte situazioni sono esagerate ad arte; molte cose non sono proprio così; la dottoressa Viola esagera un po’, la dottoressa esule anche su un altro terreno; il prof Galli è un pessimista; il prof Bassetti un ottimista; il prof Zangrillo … boh, fate voi. Tutto vero, tutto giusto. E dunque?
Art. 117 della Costituzione
. Il Governo faccia il Governo e decida, agisca, prenda i soldi del MES e rifaccia la sanità in Italia, ricostruisca la rete dei ‘medici di base’ che è stata distrutta (con la piena complicità dei medici, diciamocelo!), ma anche dando ai medici i mezzi e pretendendo dai medici un servizio vero (avete provato a chiamare il vostro medico di base perché venga a visitarvi se avete mal di pancia … ci è venuto?), rimetta in sesto gli ospedali, paghi gli infermieri per quello che valgono, pretendendo che facciano bene il loro lavoro, eccetera. Usciamo dalla santificazione dei medici e infermieri eroi. Fingiamo di essere maturi, e facciamo ciascuno il suo, a cominciare da quei figuri che dicono di governare. E basta buffonate, tipo il rifiuto di fare i processi a distanza, cerchiamo di essere seri una volta tanto e di pensare al bene comune non ai propri interessi di bottega.
E invece?

Eccoli lì, il grande barile, eccoli lì, tutti contenti al calor rosso: evviva tutto finito ora arriva il vaccino. Ne abbiamo ordinato sessanta milioni di dosi, no un milione e mezzo, no dieci milioni, no la signora von der Leyen ne ha ordinato trecento milioni, e così via. Di quello della Pfizer (se sarà quello, se funzionerà, se non vi saranno altri problemi, se sarà disponibile) bisogna farne due dosi, quindi solo in Italia ce ne voglio un centinaio di milioni di dosi … ma ne hanno prenotate un milione e mezzo: per chi … ci risiamo?
Sia come sia, il vaccino forse arriverà, ma prima di essere realisticamente utilizzabile ed efficace ci vorrà almeno (e sono ottimista) un anno. E nel frattempo? Siamo già oltre i quarantamila morti (41.750 mentre scrivo, per la precisione, secondo l’OMS), a quanti dobbiamo arrivare? Ah già, ma tanto per lo più sono vecchi.
Cito me stesso: quando la guerra era in pieno svolgimento, il Parlamento inglese sostituì l’incapace primo ministro, e il nuovo vinse la guerra, ma non andò a scaricare barili.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.