martedì, Marzo 31

Così Le Pen può (matematicamente) vincere

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Fin qui tutto chiaro. Quale dovrà essere allora la differenza tra i due tassi di astensionismo, affinché Marine Le Pen possa vincere, anche data perdente dai sondaggi?

Il modello del professor Galam risponde in modo matematico. Ad esempio, con Le Pen al 42% nei sondaggi, con un tasso di partecipazione degli elettori FN del 90% e un tasso di partecipazione dei potenziali elettori di Macron al 65%, la candidata del Front trionferebbe con il 50,07% dei voti.

Di nuovo: con Le Pen al 45% nelle intenzioni di voto, un’affluenza dei suoi elettori dell’85% e una partecipazione degli elettori del suo avversario sotto il 69,55%, Le Pen trionferebbe ancora, con il 50,02% delle preferenze.

Un ultimo scenario: ipotizzando una partecipazione globale degli elettori francesi al secondo turno del 79% e Marine Le Pen al 44% nelle intenzioni di voto, se il 90% di chi dice di votare per lei lo farà realmente e meno del 70% di chi ha detto che voterà Macron si presenterà al seggio, la leader del Front National diventerà Presidente della Repubblica con il 50,25% dei voti.

Per Le Pen la vittoria resta quindi improbabile ma non impossibile. Il modello del professor Galam mostra come molto dipenderà dalla mobilitazione effettiva dei francesi il giorno degli elezioni. Anche se seconda nei sondaggi, Le Pen potrebbe, infatti, vincere approfittando di un tasso di ‘astensionismo differenziato’ che si è visto non essere necessariamente eccessivo.

Se i francesi vorranno davvero fermarla, quindi, non avranno tante alternative: dovranno allacciarsi le scarpe e mettersi ‘in marcia’ verso le urne.

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