sabato, Dicembre 14

Cos’è e perché è così importante il Golan Terreno di scontro tra Israele e il Medioriente, dopo la dichiarazione di Trump torna al centro degli scontri

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Il Presidente americano Donald Trump ha annunciato che «Israele ha diritto a difendersi» sulle alture del Golan e gli «Usa riconoscono la sovranità di Israele sul Golan», incontrando ieri il premier israeliano Benjamin Netanyahu alla Casa Bianca.

E’ il ‘regalo elettorale’ di Trump -per usare le parole del Ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu–  a Netanyahu, a quindici giorni dalle elezioni politiche, in programma per il 9 aprile.

Decisione definita da Damasco un ‘palese attaccoalla sovranità siriana e da Mosca come un cerino che può innescare «una nuova ondata»  di tensioni in Medioriente, e contro la quale si sono schierati anche fedelissimi alleati quali l’Arabia Saudita. «L’Arabia Saudita esprime il suo fermo rifiuto e condanna della dichiarazione dell’Amministrazione statunitense che riconosce la sovranità di Israele sulle alture del Golan siriano occupato», recita una dichiarazione pubblicata dall’agenzia di stampa dello Stato saudita. Regno Unito e Francia e l’intera Unione Europea, hanno  fatto sapere di continuare a considerare le alture strategiche come «occupate da Israele», in linea con le  Nazioni Unite.

Israele occupò il territorio siriano delle alture del Golan -altopiano roccioso nella Siria sud-occidentale, a circa 60 km da Damasco- durante la guerra arabo-israeliana deisei giorni, del giugno 1967. La maggior parte degli abitanti siriani arabi fuggirono dalla zona durante il conflitto. La Siria cercò di riconquistare le alture del Golan durante la guerra del Medio Oriente del 1973. Riuscì infliggere pesanti perdite alle forze israeliane, ma non ebbe la meglio. I due Paesi firmarono un armistizio nel 1974 e dal 1974 una forza di osservatori ONU è presente sulla linea del cessate il fuoco.
Quattordici anni dopo la guerra dei sei giorni, nel 1981, poco prima del suo ingresso nella guerra civile in Libano, il Governo di Menachem Begin consolidò la propria posizione con la dichiarazione unilaterale di sovranità, ovvero la dichiarazione  di estensione della propria giurisdizione al territorio del Golan.

L’Amministrazione USA del tempo, quella di Ronald Reagan, nonostante la sua retorica filoisraeliana, con il resto del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite aderì alla risoluzione 497 , definendo l’annessionenulla e senza effetto giuridico internazionale’. Nello stesso anno Israele ha offerto ai musulmani drusi la possibilità di diventare cittadini israeliani; la gran parte di loro ha rifiutato.

Le alture contano oggi più di 30 insediamenti ebraici, si stimano 20.000 coloni. Ma il territorio è occupato anche da 20.000 siriani, la maggior parte dei quali membri della setta dei drusi.

Le alture -dalle quali è visibile l’area meridionale della Siria e Damasco- sono per Israele un eccellente punto di osservazione per monitorare i movimenti siriani. Territorio che ha il pregio di essere una sorta di cuscinetto naturale contro qualsiasi spinta militare dalla Siria.
L’area è anche una fonte chiave di acqua, fornisce un terzo delle riserve d’acqua di Israele  -oltre essere un terreno vulcanico fertile per  vigneti e frutteti e allevamento del bestiame. E proprio l’acqua è stata al centro dei fallimenti delle trattative tra Siria e Israele sul futuro del Golan. La Siria vuole assicurare il ritorno delle alture del Golan come parte di qualsiasi accordo di pace. Verso la fine del 2003, il Presidente Bashar al-Assad dichiarò di essere pronto a rilanciare i colloqui di pace con Israele. Durante i colloqui di pace con gli Stati Uniti nel 1999-2000, il Primo Ministro israeliano Ehud Barak si era offerto di restituire la maggior parte del Golan alla Siria. Ma il principale punto di scontro durante i colloqui del 1999 fu che la Siria voleva e ha continuato volere un ritiro israeliano completo fino al confine del 1967. Ciò darebbe a Damasco il controllo della sponda orientale del Mare di Galilea, la principale fonte di acqua dolce di Israele. Per Israele il controllo di quel bacino idrico è determinante.

I colloqui indiretti tra Israele e Siria sono ripresi nel 2008, poi sospesi in seguito alle dimissioni del primo ministro israeliano Ehud Olmert.
L’Amministrazione di Binyamin Netanyahu -che guida il Paese da febbraio 2009ha subito mostrato di avere una linea intransigente sul Golan, tanto che già a giugno 2009 la Siria ha dichiarato che non era possibile alcuna trattativa con il nuovo Governo.

La guerra civile in Siria, e l’intervento in essa di Iran e Israele, ha fatto riemergere il tema delle alture del Golan, spesso scenario di scaramucce provocatorie tra gli attori del conflitto. I combattimenti siriani hanno raggiunto le linee del cessate il fuoco del Golan nel 2013, con una situazione che si è aggravata dall’ottobre 2018.

Nel 2015, Israele e Russia avevano raggiunto un accordo che consentiva alle truppe del Governo siriano di Bashar di tornare nella regione di confine delle alture del Golan, purché i russi garantissero che non ci sarebbero state truppe iraniane o di Hezbollah.

Di recente la stampa israeliana ha riportato la preoccupazione dei vertici dello Stato ebraico per il tentativo con cui il braccio armato del gruppo sciita libanese Hezbollah, finanziato da Teheran e acerrimo nemico di Israele, cerca di reclutarvi miliziani.

La decisione formalizzata ieri da Trump, secondo molti osservatori, non è da mettere in relazione a queste preoccupazioni israeliane, piuttosto sarebbe funzionale a ‘dare una mano’ a Netanyahu in vista di un voto che, secondo i sondaggi, lo vedrebbero tallonato pericolosamente da vicino dal partito dell’ex generale Benny Gantz. La fortuna elettorale di Netanyahu potrebbe aiutare Trump nella campagna elettorale 2020, considerando che al momento i sondaggi dicono che solo il 40% degli americani approvano il suo operato. Da non trascurare che l’azione si inserisce perfettamente nella politica di Trump di scontro con l’Iran.

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