mercoledì, Luglio 24

Cosa resterà di questo 2014?

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Oggi, San Silvestro I Papa, è tempo di bilanci. Ogni anno è lo stesso copione; meglio non pensarci a questo 2014 appena trascorso: anche a livello individuale, un trita-anima; un ensemble di delusioni pubbliche e private.
Le private me le tengo per me; quelle pubbliche le condivido con voi, che, magari, avete provato lo stesso amaro in bocca.

Proverò a fare un mix di canzoni… partendo da Raf: ‘Cosa resterà di questi anni ‘80’. Sanremo 1989. Lui se lo chiedeva per un decennio. Noi, arrivati a questo punto, possiamo anche parlare di un periodo breve, dodici mesi. Che hanno una cosa in comune con quel decennio. Fu quello che fu di preludio di Tangentopoli.

A quante Tangentopoli scoppiate in un anno solo abbiamo assistito? Gli scandali Expo, Mose, Roma Capitale… e chi più ne ha, più ne metta. Adattandolo all’occasione: Cosa resterà di questo 2014? Con la nostra congenita miopia, saremo in grado di elencare solo quello che è accaduto non oltre il nostro ombelico, ovvero in Italia (e neanche dintorni)… c’è una propensione generale a non considerarci parte di un tutto, bensì in nome di una parzialità individualistica esasperata.

E’ il nostro ‘Battito animale’ (ancora Raf), che ci spinge a chiuderci in noi stessi, in un ritorno a logiche campanilistiche, a homo homini lupus, come se Gandhi, Madre Teresa di Calcutta e tutti coloro che vollero dare umanità al nostro egoismo fossero passati come acqua sul marmo.

Al massimo alla nostra Italia, ma in una maniera sado-masochistica. Perché siamo prontissimi a ‘cantare’ del nostro Paese ‘Sei la più bella del mondo’ (ormai sono abbonata a Raf… e pensate che, prima di scrivere quest’articolo, manco ci avevo fatto caso che avesse interpretato così tante canzoni da intessere al mio pensiero), e non avremmo torto: nessuna Nazione ha un profilo così riconoscibile persino dallo spazio -Buon Anno, Astro-Samantha! -; e, concentrati sul suo territorio: 8mila e passa chilometri di coste; montagne stupende, fra cui le cime più alte del Continente; laghi, fiumi, specchi d’acqua; boschi e foreste (finché resistono); panorami mozzafiato; fiordi e golfi; persino tutti o quasi tutti i vulcani europei (questo è un record un po’ inquietante…). E fin qui ha provveduto il Padreterno.

I nostri avi, sin dalla notte dei tempi, hanno guardato lontano (più di noi, che idolatriamo o vituperiamo, comunque installandolo, un monumento beffardo e inutile come il dito medio di Pistoletto: vogliamo confrontarlo col dito indice del Giudizio Universale della Cappella Sistina?) e ci hanno lasciato un Paese delle Meraviglie di eredità, con monumenti, opere d’arte, gioielli d’architettura che così, concentrati in un solo territorio, non ce n’è al mondo.

Naturalmente, noi, ci comportiamo rispetto a cotanti tesori, naturali e opera dell’ingegno umano, con la nonchalance di chi ha troppo: durante questo 2014, quante sono state le notizie che hanno denunciato il degrado del nostro patrimonio artistico, monumentale, architettonico, archeologico? Logico, poi, che se arrivano i turisti  -che trattiamo malissimo, e non come coloro che potrebbero dare al nostro PIL un colpo di reni tale da cacciarci fuori dalla palude- e, come quel russo che si voleva portare a casa un pezzo di muro del Colosseo, prendono l’esempio dalla nostra incuria.
Semplice il ragionamento: se questi (beep) di italiani lasciano crollare, svanire, invadere dalle erbacce questo po’ po’ di roba, vuol dire che non gliene frega niente se ci portiamo appresso, a casa nostra, qualche piccolo souvenir.

Borbotto, borbotto, insieme a tanti altri, di fronte ad un fenomeno che si è replicato anche in questo 2014… ma la colpa è sempre quella degli ‘altri’. Esseri indistinti, senza volto, che agiscono nell’indeterminatezza.

Eppure (cambiando cantante e passando ad Umberto Tozzi), ‘Gli altri siamo noi’. Siamo noi i vandali che calpestiamo ogni regola del con-vivere civile e non solo le leggi, bensì anche le norme non scritte dell’educazione, dettate semplicemente affinché il vivere quotidiano non si trasformi in un continuo duello; in uno sgomitamento senza fine; in un’aggressività che si respira insieme all’aria.

Gli altri siamo noi anche in politica: sono certa che in me, come in ognuno di noi, ci sia un atomo del bauscia evasore fiscale incarnatosi in Mr B.; un elettrone di Angelino Al Fano, inquietante Gran Coniglio; un positrone di un ex comico demagogo, aggressivo aggregatore di mediocrità; un neutrone di Matteo Salvini, opportunistico portabandiera dello scontento a caccia di voti e di consensi.
E, persino, uno schizzo di Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto, che tanto mi danno l’impressione di un’incarnazione moderna del personaggio dickensiano Uriah Heep, livorosi e sempre pronti a inondare il mondo di bile.
L’occasione fa l’uomo ladro, lo dicevano anche gli antichi. Completerei la massima con ‘…e la donna escort’ (appena appena ne ha l’opportunità e un briciolo di attrattività, non escludendo nessuna, me compresa).
Dunque, nell’impasto al femminile, ecco il millesimo di Daniela Santanché e l’aspirazione al battito di ciglia di Mara Carfagna (lo sapete che è in cima alla classifica dei politici – donne e uomini – più belli del mondo? Ma la politica è ben altro che coscelunghe e zigomi ritoccati) o alla melliflua seduttività di Maria Elena Boschi.

Un 2014 di questinoinon poteva che concludersi con una tragedia (il naufragio della Norman Atlantic), così come, sul fronte politico, si era aperto con una ribalderia.

Ho sotto gli occhi quel tweet fatidico #enricostaisereno, che ha simboleggiato un golpe incruento, scandito dal tintinnio di un campanello.

No, non sono la zia di secondo letto di Enrico Lettasono soltanto rimasta sconvolta di fronte alla spregiudicatezza con cui l’attuale Premier si è liberato dell’ingombro, a cui aveva assicurato lealtà e sostegno.
La mia vivace fantasia m’ispira  -scusate la blasfemia, ma sapete che i miei pensieri sono ingovernabili- un’attualizzazione evangelica: #nazarenostaisereno, partita dall’Iphone di Giuda Iscariota … che fu pure di facile contentatura, con quella mancetta dei 30 denari…

Questo 2015 che si apre, al grido di guerraRitmo’ (chi gliel’ha suggerito, l’ad di FCA – ex FIAT – Sergio Marchionne? Sì, perché, per il 2016 potrebbe essere Regata; per il 2017, Duna… visto che, nel 2018, anno in cui si presume il premier voglia schiodare, noi italiani ci saremo trasformati tutti in dei … Panda)… sarà ancora più inquietante, caratterizzato com’è dall’Expo, sentina di tutti gli italici vizi: hanno appena fermato, per infiltrazioni malavitose, un po’ di imprese che stavano costruendo un raccordo stradale, tanto per gradire.
Dall’inizio dell’opera di bonifica (fatico di Sisifo), son già 68 le imprese ‘irregolari’ pizzicate. Bel biglietto da visita internazionale, al pari del titolo di Paese più corrotto d’Europa!
In cosa dovremmo avere ritmo, dunque? Negli arresti? Nel contrasto all’evasione? Nella crescita dell’IVA che, sotto il nostro naso, ha scalato il 25,5%? Tutto sulla schiena dei cittadini, consumatori finali. Bell’eredità dal 2014 al 2015…

 

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