martedì, Marzo 19

Cosa aspettarsi dall’incontro Cina-USA

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Si svolge oggi e domani l’incontro, in Florida, tra i Capi di Stato di Stati Uniti e Cina, Donald Trump e Xi Jinping. Si delineerà finalmente la politica che i due Paesi seguiranno nei prossimi anni, oggetto di accesa discussione specialmente durante la campagna elettorale americana.

Si parlerà del commercio, innanzitutto, tra le due economie che producono insieme il 40% del PIL mondiale, e la questione della valuta: Trump ha spesso accusato i cinesi di manipolare la propria moneta e svalutare in modo da rendere competitive le sue esportazioni. Anche l’esodo delle imprese americane verso l’altra sponda del Pacifico rappresenta una questione importante nelle relazioni tra i due Paesi. Trump aveva twittato, una settimana fa che «il prossimo incontro con la Cina sarà difficile.. e in quello non possiamo più avere enormi deficit commerciali».

Estremamente importante sarà inoltre il tema della sicurezza, specialmente in riferimento alla turbolenta politica della Corea del Nord, ancora determinata a ottenere un arsenale nucleare in grado di colpire a lunga gittata. Proprio ieri Pyongyang ha lanciato un altro missile nel Mar del Giappone, provocando la reazione di Corea del Sud e Giappone, i principali alleati di Washington nella regione.

Gli Stati Uniti vedono Pechino come la nazione che può normalizzare le relazioni e la posizione dei nordcoreani. La Cina è infatti il principale partner commerciale di Pyongyang. Il problema, per Pechino, è la costituzione di un blocco unito nella penisola coreana allineato agli Stati Uniti, uno scenario molto più pericoloso di quello attuale.

In ogni caso l’incontro permetterà ai due Capi di Stato di conoscersi e non ci si aspetta nessun accordo ufficiale. Per Xi Jinping è essenziale mostrare di saper trattare con il nuovo inquilino della Casa Bianca e evitare ‘contrasti’ troppo evidenti, vista l’immagine del leader forte che vuole mantenere intatta, anche per questioni di politica interna. Trump manterrà probabilmente delle posizioni piuttosto dure, specialmente riguardo alla questione nordcoreana.

I cinesi sono comunque fiduciosi: sanno che Trump probabilmente non metterà in discussione la crescita dell’apparato militare di Pechino. Le intenzioni della Cina sembrano prettamente difensive, si legge su ‘China Daily’: «posizionare truppe in giro per il mondo per ottenere egemonia globale non è mai stata un’opzione per i cinesi». Affermazione vera, ma che non basta a garantire ai cinesi la certezza che una cooperazione tra Stati Uniti e Pechino, su questo fronte, sia possibile. Aveva fatto discutere, per esempio, la telefonata di Trump al leader di un altro Paese piuttosto problematico per Pechino: il Taiwan. La possibilità che gli Stati Uniti abbandonassero dopo decenni la politica dell’’Unica Cina’ – pilastro delle relazioni tra i due Paesi – sembrava reale. E non è tutto: la questione dell’espansione militare cinese nel Mar Cinese Meridionale continua a preoccupare gran parte delle nazioni del sud-est asiatico, molte delle quali amiche di Washington.

Sono queste le aree che, per i cinesi, rischiano di compromettere i rapporti tra le due nazioni, e che dovrebbero essere più attentamente discusse tra i due apparati diplomatici e militari per evitare equivoci o, ancor peggio, scontri.

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