domenica, Novembre 29

Cosa accadrà ai disabili 'Dopo di Noi'?

0
1 2 3 4


Il 4 febbraio è stato approvato alla Camera dei Deputati il ‘Dopo Di Noi‘, il DDL prevede misure di sostegno ai familiari che provvederanno all’assistenza dei propri congiunti portatori di disabilità grave, dopo la morte dei genitori naturali o qualora questi, anziani, non siano in grado di provvedere al loro futuro, per ragioni di anzianità o di malattia grave.

Questo provvedimento a breve approderà al Senato con voto blindato ed è stato annunciato come il grande passo che segnerà la svolta verso un aiuto alle famiglie in difficoltà. In realtà, pur rappresentando un nuovo tassello verso una sempre maggiore attenzione al tema della disabilità, nella proposta di legge ci sono alcuni limiti. All’interno del testo legislativo, compare più volte una parola chiave ‘deistituzionalizzazione, ma in realtà il testo non interviene in alcun modo per accelerare un processo di conversione degli istituti di ricovero in gruppi-appartamento, residenze per disabili o case famiglia o comunità, che già si sta evolvendo da molti anni.

La legislazione vigente prevede essenzialmente due tipi di approccio. Uno di tipo economico, volto a garantire l’erogazione di prestazioni economiche a favore delle persone cieche, sorde e invalidi civili ed un approccio di tipo assistenziale con cui si prevedono interventi per la realizzazione di comunità-alloggio e centri socio-riabilitativi a favore di persone con handicap. In quest’ultimo senso la legge-quadro sull’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate, cui ha fatto seguito la legge n. 328/2000 per la realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali e Progetti individuali per le persone disabili”, commenta Nadia Delle Side, avvocato civilista esperta in diritto della disabilità. “Da recenti dati Istat è dato ricavare che la spesa per l’assistenza domiciliare alle persone disabili risulta essere inferiore a quella destinata alle strutture residenziali. Tuttavia vi sono modelli di intervento differenti a seconda dell’area geografica di riferimento. Laddove al nord la spesa per la residenzialità risulta più elevata di quella per gli interventi domiciliari, al centro ed al sud si registra un ripartizione opposta a vantaggio della domiciliarità, mentre nelle isole vi è un ricorso ad entrambe le soluzioni. Non mancano interventi, da nord a sud, di vita indipendente, ma essi rappresentano ancora una piccola percentuale“.

Un processo, quello della deistituzionalizzazione che è già iniziato da anni e verso cui l’Italia si è dimostrata negli ultimi anni particolarmente sensibile. Ma davvero quest’ultimo intervento legislativo potrà aiutare l’inserimento sociale di persone con grave disabilità? E qui subentrano i limiti e le carenze. La legge, introdurrà un Fondo per l’Assistenza per i Disabili, da cui potranno attingere coloro che si prenderanno cura della persona bisognosa di particolare assistenza. Ma in realtà si tratterebbe di un piccolo maggiore incentivo che verrà concesso a chi ha già delle agevolazioni fiscali e contributive. In Parlamento, ci sono state alcune forti contestazioni da parte del M5S, sul rafforzamento dell’intervento privato.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore