venerdì, Novembre 15

Corsica, Francia, UE: peculiarità di un autonomismo Alla vigilia delle elezioni, il Professor Carlo Pala analizza l'autonomismo corso

0
1 2


Domenica 3 dicembre si terrà il primo turno delle elezioni amministrative in Corsica (il secondo turno si avrà il 10 dicembre). Si tratta di un voto che riveste una certa importanza poiché, dopo il grande successo ottenuto dall’alleanza dei due principali gruppi autonomisti (Femu a Corsica e Corsica Libera) alle ultime elezioni legislative, la nuova tornata elettorale potrà segnare la definitiva affermazione della nuova strategia del nazionalismo corso. L’alleanza, chiamata Pé a Corsica, è rappresentata all’Assemblea Nazionale con tre Deputati sui quattro che spettano alla Regione, ha il controllo dell’amministrazione locale dell’isola e punta, in caso di un nuovo successo, a contrattare con il Governo di Parigi una maggiore autonomia.

In un momento in cui, in tutta l’Unione Europea, spirano venti di separatismo (si veda il caso della Catalogna), c’è chi teme che un’eventuale (e a quanto pare probabile) vittoria dei nazionalisti corsi possa accelerare un preoccupante fenomeno di disgregazione. Inoltre, ci sono aspetti problematici per quanto riguarda i movimenti autonomisti dell’isola, il primo dei quali è il rapporto con il Fronte di Liberazione Naziunale Corsu (FLNC), la sigla che, a partire dagli anni ’70, ha adottato la lotta armata come mezzo per raggiungere l’indipendenza. Infine, la nuova amministrazione dovrà tenere presente il fenomeno, tipicamente corso, del clanismu: una sorta di organizzazione per Clan, appunto, che è fondamentale nell’ambito della società corsa.

Per tentare di chiarire i contorni della situazione, abbiamo intervista il Professor Carlo Pala, del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Sassari, esperto di movimenti indipendentisti.

 

Alla vigilia delle elezioni di domenica, quale è la situazione in Corsica?

Per le elezioni si presenteranno nove Candidati Presidente, ognuno dei quali ha dei legami con quelli che sono i gruppi consiliari della Collettività Territoriale di Corsica; gli unici che ne sono esclusi sono quelli che, due anni fa, data ultima di queste votazioni che potremmo definire ‘regionali’, o non esistevano, come En Marche! (il movimento del Presidente Emmanuel Macron), o non sono riusciti ad essere eletti, come è il caso del Front National che non ha avuto abbastanza voti per avere rappresentanti eletti al Consiglio di Ajaccio. Gli altri Candidati sono tutti, più o meno, legati al Consiglio di Ajaccio; alcuni sono legati ai partiti che governano l’isola in questo momento.

L’attenzione è puntata soprattutto sulla classe politica uscente, figlia delle elezioni di due anni fa che, per la prima volta, hanno visto gli autonomisti nazionalisti e indipendentisti, unendosi, riuscissero a governare da soli la collettività. Anche se in Corsica non si può mai dire e gli equilibri possono cambiare repentinamente a causa di fattori che hanno ben poco a che vedere con la politica, i sondaggi parrebbero riconfermare alla guida dell’isola il Candidato di Pé a Corsica (l’alleanza stabilita due anni fa), Gilles Simeoni. Dal punto di vista elettorale, quindi, la novità importante è che Gilles Simeoni, esponente storico dell’alleanza Femu a Corsica, e Jean-Guy Talamoni, esponente più importante degli indipendentisti di Corsica Libera, hanno dichiarato a fine settembre che, si sarebbero presentati uniti in un’unica lista: è un elemento molto importante, rispetto a quanto succede generalmente nel mondo autonomista e indipendentista corso, perché si era e si è abituati ad andare in ordine sparso; ogni piccolo troncone di ogni piccolo partito riusciva a fare una lista a sé. Per la prima volta, quindi, abbiamo una situazione politicamente interessante da osservare: il fatto che i cittadini corsi avessero adottato questo nuovo modello, nella guida della collettività, lo si è potuto vedere proprio in occasione delle elezioni legislative perché, su quattro Deputati che la Corsica doveva eleggere per l’Assemblée Nationale di Parigi, solo uno appartiene ad un partito centrale (Les Républicains), mentre gli altri tre, per la prima volta, sono tutti autonomisti e indipendentisti. Esponenti che non appartenessero ai partiti centrali non erano mai stati eletti prima d’ora: quest’anno, per la prima volta, non uno, ma tre Deputati sono stati eletti tra le file indipendentiste per Palais Bourbon.

Quali sono , se ci sono, le analogie e quali le differenze con il caso catalano?

Non ci sono analogie. L’unica analogia che si può trovare sta nel fatto che i partiti catalani che vogliono l’indipendenza fanno parte della stessa famiglia partitica dei partiti corsi che vogliono una più forte autonomia o addirittura la piena indipendenza per l’isola. Per il resto si tratta di contesti completamente differenti, innanzi tutto per quanto riguarda le regioni in sé: la dimensione geografica e demografica delle regioni in questione è enorme. Poi ci sono differenze che riguardano le sigle politiche e delle strategie che queste sigle politiche costruiscono, da una parte e dall’altra. In fine, ci sono delle differenze importantissime rispetto al sistema istituzionale presente in Corsica e Catalogna: la Catalogna è una Comunità Autonoma con poteri molto forti (anche se adesso sono stati di molto ridotti), mentre in Corsica abbiamo una Comunità Territoriale, come viene definita, con poteri leggermente superiori rispetto alle altre Regioni della France Métropolitaine; in pratica, una Regione con Statuto Ordinario italiana ha più poteri della Corsica, attualmente. La Corsica ha anche molti meno poteri dei Dipartimenti d’Oltremare dove, addirittura, in Nuova Caledonia si dovrà tenere un referendum su queste tematiche.

Stiamo parlando, quindi, di contesti molto diversi dove le uniche analogie sono legate al fatto che, naturalmente, i corsi sostengono la causa catalana e viceversa.

Allo stato attuale, quindi, non esiste l’ipotesi di un futuro referendum per l’indipendenza corsa, come accaduto in Catalogna?

No, è assolutamente fuori discussione. Gilles Simeoni ha chiesto e, a quanto pare, quasi ottenuto dal Governo francese un accordo per avere un maggiore potere. Se gli autonomisti dovessero vincere le prossime elezioni, chiederanno un nuovo Statuto che preveda una serie di poteri in più per l’amministrazione della Corsica: quelli più importanti sono di carattere economico-fiscale e di programmazione. Oggi le Regioni, in Francia, hanno pochissima possibilità di programmare: quello che chiedono i corsi è simile al modello che c’è in Sardegna, ovvero la possibilità che la collettività possa programmare e prendere ad Ajaccio scelte che riguardino tutta la Corsica, dal punto di vista economico, sociale, culturale e così via.

A quanto si dice, l’accordo che Simeoni ha preso con il Governo di Parigi dovrebbe essere questo: al termine di un periodo di valutazione della durata di dieci anni di questo Statuto di Autonomia, i cittadini corsi, con un referendum, si dovrebbero esprimere per decidere se mantenere quella soluzione o chiedere ancora maggiore autonomia. A quel punto si potrebbe anche pensare di arrivare all’indipendenza anche se, ovviamente, lo Stato francese (come lo Stato spagnolo) non concederà mai un referendum per l’indipendenza nella Francia Metropolitana, differentemente da quanto sta facendo in Nuova Caledonia.

Per quanto riguarda lo status attuale del fenomeno indipendentista e nazionalista corso, l’accordo per l’autonomia sarebbe un passo in avanti straordinario perché vorrebbe dire che, per la prima volta, il Governo centrale francese ha posto la sua attenzione su un impegno di carattere istituzionale: significherebbe che da una piccola isola di circa 320.000 abitanti, è arrivata a Parigi un’istanza che potrebbe comportare un cambio completo rispetto all’organizzazione dello Stato centrale.

Quale è il rapporto degli indipendentisti corsi con l’Unione Europea?

Prima dello scoppio della crisi economica e finanziaria del 2008, tra le famiglie partitiche esistenti in Europa, quella più euro-entusiasta era proprio quella dei partiti autonomisti ed indipendentisti, che oggi siedono nell’Alleanza Libera Europea (ALE) ai Parlamenti di Strasburgo e di Bruxelles. Il loro progetto era quello di superare il concetto di Stato-Nazione e di creare un’Europa dei Popoli e delle Nazioni.

Dalla crisi economica del 2008, che ha portato un rafforzamento incredibile degli Stati-Nazione, questi partiti hanno cambiato completamente prospettiva e anche i partiti più di sinistra tra gli indipendentisti, sono oggi tra i più critici rispetto, non tanto all’idea di Unione Europea, ma all’attuale modello di Governo UE. I partiti corsi non sfuggono a questa collocazione e valutano negativamente la situazione europea attuale. Il distacco, rispetto al modo di governare l’Unione Europea, si è accresciuto ulteriormente dopo la questione catalana.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore