lunedì, Aprile 6

Corrida e Víctor Barrio: pro e anti taurini a confronto field_506ffb1d3dbe2

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Il 9 luglio scorso, durante una corrida, il torero spagnolo Víctor Barrio cadeva nella sabbia dell’arena di Teruel (Aragona), dopo aver ricevuto una cornata dal toro. Nonostante la rapidità dei soccorsi, i medici non hanno potuto fare altro che constatare la morte del ‘matador’ a causa della ferita riportata nella parte destra del torace. Il toro denominato Lorenzo, di 529 chili di peso, ha ucciso un torero, avvenimento che non accadeva dal 1985. Questo tragico evento ha fatto in modo che si riaprisse ancora una volta la ferita fra chi è a favore delle corride e delle altre feste taurine e chi è contro questo genere di spettacoli.

 

I commenti su Twitter

A peggiorare ulteriormente questo tragico avvenimento sono stati i tanti commenti sul social network Twitter che si rallegravano della morte del torero. La Policía Nacional ha deciso di aprire un’indagine su questi commenti diffusi sui social network per comprendere se queste esternazioni possano costituire un reato. Miguel Cid, presidente dell’Asociación Taurina Parlamentaria, ha commentato così i tweet in questione: “A me sembrano totalmente inappropriati. C’è una grande differenza fra essere anti-taurino e rallegrarsi della morte di un essere umano. Si tratta di uomo che mette in gioco la sua vita in maniera nobile e pulita. Credo che questi commenti dimostrino una totale mancanza di cultura, di sensibilità e di educazione”.

Dalla parte degli anti-taurini, invece, ci risponde la presidente dell’associazione La tortura no es cultura, Marta Esteban: “Chi ha celebrato la morte del torero non può essere un anti-taurino. Gli anti-taurini sono tutte quelle persone a favore della proibizione della tauromachia. Questi tweet ottengono esattamente il contrario. Dando questa immagine dell’anti-taurino ciò che accade è che tutti i mezzi di comunicazione ci criticano e che i taurini lo utilizzano contro di noi. Per me, un anti-taurino non può essere qualcuno che possa danneggiare la nostra stessa causa”.

Di pari passo alle indagini della polizia, i famigliari del torero e alcune associazioni analizzano la possibilità di intraprendere azioni legali contro gli autori di questi commenti. La Fundación Toro de Lidia, infatti, ha deciso di denunciare alcuni degli autori dei tweet per proteggere e difendere la dignità non solo di Víctor Barrio ma anche l’onore di tutto il collettivo taurino. Cid sembra scettico sul buon esito di queste azioni legali: “Ci sono una serie di problemi legali. Innanzitutto, questo genere di insulti possono essere denunciati solo dall’offeso o dai suoi famigliari, secondo la legge spagnola. Quello che sta facendo la Fundación Toro de Lidia mi sembra positivo ma giuridicamente non so se sarà possibile”.

Esteban, invece, interpreta in maniera differente le eventuali azioni legali nei confronti dei tweet incriminati: “Stanno utilizzando la morte del torero per difendere i propri affari. Noi come anti-taurini riceviamo minacce di morte attraverso internet tutti i giorni e non abbiamo mai visto nessuno difenderci, nemmeno il Governo che non si è mai messo in contatto con gli USA per capire chi c’è dietro questi tweet. Sinceramente credo ci sia molto opportunismo. Noi pensiamo che la morte del torero sia una ragione in più per terminare con la tauromachia. Non siamo noi i responsabili né le persone che scrivono tweet spregevoli. I colpevoli sono quelli che sostengono un’attività che esige sempre più rischi ai toreri e che ricerca tori sempre più bravos”.

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