venerdì, Luglio 10

Coronavirus: smarrimento governativo e presa in giro in Spagna Diario catalano del coronavirus. Il Governo spagnolo rettifica molto perché molto ha sbagliato. La causa di così tanti errori è la ferrea volontà di gestire centralmente la crisi sanitaria in un Paese in cui la Sanità è decentralizzata

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Nonostante la gravità della situazione in Spagna (oltre 25.000 morti e oltre 200.000 infetti, secondo i dati disponibili il 2 maggio) e le cupe previsioni sull’impatto economico della pandemia da coronavirus Covid-19, i cittadini, in particolare i catalani, non smettono di fare battute sulla mancanza di controllo del Governo spagnolo.

Il Governo catalano ha avanzato proposte su come gestire la crisi: sul confinamento totale, sull’acquisto di attrezzature mediche, su come contare le vittime, in relazione al programma di confinamento, su come organizzarlo in base alle fasce orarie per evitare la folla, e come programmarlo in base alla situazione sanitaria nelle diverse regioni (e non secondo una divisione provinciale insignificante).
Ognuna di queste proposte è stata completamente respinta dal Governo spagnolo.

Solo quando anche le altre comunità autonome si sono unite ai suggerimenti sensibili del Governo catalano, il Presidente spagnolo e il suo Consiglio dei Ministri hanno accettato di rettificare: era evidente che non esistevano alternative migliori. In ritardo e con inesattezze, tutte le rettifiche alla fine sono arrivate.

Con così tanti ordini e contro-ordini, è impossibile per i cittadini sapere quali sono lecondizioni per l’uscita gli adolescenti per più di un chilometro da casa, per tre o cinque ore, nella terza fase, nei comuni con più di cinquemila abitanti, sono gli stessi di quelli degli atleti che si allenano dalle otto alle dieci del mattino, nella seconda fase (perché la fase 1 era la fase preparatoria), e lamancanza di fiducia nelle città. Ma le battute sulla confusione della popolazione non tolgono nulla alla gravità delle conseguenze del pasticcio.

È saggio rettificare’, dice il detto. Vero. Il Governo spagnolo rettifica molto perché molto ha sbagliato. La causa di così tanti errori è la ferrea volontà di gestire centralmente la crisi sanitaria in un Paese in cui la Sanità è stata decentralizzata.
Ma l
a rettifica più importante, quella che avrebbe impedito questo grande pasticcio, non arriva: il Governo non dialoga con le regioni, non ascolta il consiglio degli scienziati e vuole imporre la sua visione giacobina dello Stato, anchemanu militari.

L’autoritarismo statale è il grande errore, ma questo sembra impossibile da modificare. La concezione unitaria della Spagna è di norma nei governi di Madrid, e i catalani ne hanno sofferto a lungo. Almeno, per quattro secoli – dal tempo del conte Duque de Olivares. E questo non è uno scherzo.

Post scriptum
Il 3 maggio, lo scrittore spagnolo
Javier Cercas ha dichiarato, in un’intervista, che è stato ferito più dal tentativo di referendum di autodeterminazione della Catalogna del 2017 che dalla pandemia di coronavirus. I leader del partito socialista condividono questa affermazione sulla rete dei social. Puro nazionalismo spagnolo, così simile al nazionalismo serbo di Milosevic. La vita della gente è insignificante per la Patria. Chi può essere sorpreso dal fatto che i catalani vogliano sbarazzarsi di un simile Paese?

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Sull'autore

Docente della Universitat de Vic, Departament d'Economia i Empresa