venerdì, Novembre 27

Coronavirus: siamo con le spalle al muro, ma non senza risorse Questa dovrebbe essere l’occasione per rilanciare partendo dal basso l’economia. È indispensabile che l’Italia mostri di sapere e di volere fare di più che spendere a debito

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Dopo l’ennesima stucchevole conferenza stampa di Giuseppe Conte, sabato, in rituale ritardo al tavolone di vetro (ma quanto è brutto!), con Roberto Gualtieri, sul coronavirus-COVID-19, durante la quale in pratica, oltre all’assurdo della mancia-merenda su cui più avanti, non ha detto nulla, salvo strepitare con la signora Urusla von der Leyen, i temi fondamentali, a mio parere, sono due: quello economico, e quello sanitario.

Su quest’ultimo, peraltro c’è solo da aspettare e stringere i denti. Sopportando, ad avere sufficiente pazienza, le solite esternazioni dell’ennesimo virologo esule (tal Buccio, ne ‘esce’ uno al giorno, anche due talvolta) che sentenzia che non è necessario fare statistiche e va abolita la conferenza stampa delle 18 perché inutile, visto che i dati non corrispondono alla realtà e, per di più sono ansiogeni, come sentenzia la signora Lilli Gruber, annuente la signora Marianna Aprile, anche perché non sono forniti da una donna. Capite, se ti dicono che ci sono cento morti e te lo dice Angelo Borrelli tu vai in ansia, se te lo dice la signora Tal dei Tali, tu sei contento. Mah! Anzi, non lo diciamo più, così lasciamo spazio alle ‘voci … Ma si possono dire certe cose? Anche il super esperto Massimo Galli, ha risposto sul TG3 alla giornalista Flavia Paone (tra l’altro una delle più brave in assoluto) con tono infastidito, come dire sempre le stesse cose … . Di nuovo mah!

Aggiungo solo. Uno: posto che ci sono molti infetti ‘sommersi’, visto che sono sommersi, che fa Borrelli mette numeri a caso o non li dà più? Bell’idea della democrazia e del rispetto della gente. Quanto al fatto che se li dice una femmina qualcosa cambia, aspetto delucidazioni. Quanto alle logorroiche conferenze di Giulio Gallera e Attilio Fontana seduti a tavolini da bar, invece, un po’ di pudico silenzio da parte loro non guasterebbe, non diversamente da quello di altri tipo Zaia, Toti, De Luca, Emiliano, Musumeci, ecc. Due: a cose finite, ma molto seriamente si dovrà fare una analisi seria e approfondita del perché l’epidemia è esplosa così gravemente e perché proprio in Lombardia e, spero, qualche Magistrato, disinfettato, vorrà occuparsene.

Ma il tema dell’economia è quello decisivo.
A parte il fatto che, una volta di più, è dovuto intervenire papà Mattarella (con quell’umanissimo inaspettato ‘fuori onda’) a dare una sterzata di logica tecnica, economica e umana, allo stupore del duo pochette-Gualtieri (mi sorprende Gualtieri, lo consideravo una persona serissima, peccato) per il voltafaccia della signora von der Leyen, che o è frutto di assoluto distacco dalla realtà o è un tentativo, l’ennesimo, di coprire la figuraccia. La signora von der Leyen è la Merkel, della quale era nientedimeno che Ministro della Fifesa. La Merkel ha problemi seri in Germania col suo partito sempre più a destra e con il suo Parlamento sempre più sovranista, specie a partire dalla folle sentenza Lissabon del 2009 -non c’è spazio per parlarne, ma è la sentenza che chiude alla UE e rispetto alla quale nessuno ha fatto nulla in Italia o altrove, anzi, in qualche modo qualche reazione è stata proprio della Merkel, specie col trattato franco-tedesco, ma quando era molto più forte ed escludendo deliberatamente l’Italia.
La signora Christine Lagarde è francese, ma legatissima alla Bundesbank tedesca, è sempre stata una ‘contabile’ al Fondo monetario, era una ottima nuotatrice artistica però.
Che l’Italia abbia un debito pubblico mostruoso è ben noto; che in Italia vi sia una evasione fiscale annuale di 150 miliardi circa è ben noto; che in Italia il lavoro nero la faccia da padrone è ben noto; che l’amministrazione pubblica italiana sia pessima, inefficiente, accidiosa e scaricabarile, è ben noto; che la Magistratura sia di una lentezza esasperante, non solo per sua colpa magari, ma è ben noto; che il ‘personale politico’ italiano sia roba da ridere, anche in senso tecnico, è ben noto. Tutto ciò è noto a tutti, da moltissimo tempo.
Che poi questo governo e il suo predecessore pensino di avere fatto un atto di grande abilità nel nominare Paolo Gentiloni alla Commissione ‘sotto’ Valdis Dombrovskis, per carità liberissimi di crederlo: noi vediamo lo stato dell’arte.

Ora, viste le condizioni di cui sopra, posto che una risposta ragionevole alla situazione non sia solo ‘andate a cagare’, ma nemmeno l’aiuto a fare la spesa (una cosa aberrante, vergognosa, offensiva e dannosa, come mostro più avanti!), mi pare di avere visto che una persona autorevole come Mario Draghi, abbia posto in poche righe il problema nella sua realtà: investire tutto il possibile e l’impossibile subito, ripeto subito, ribadisco, subito per i lavoratori prima e più che per le imprese, e rovesciare la politica europea.
Investire, investire signori, non fare elemosine o prebende, Capisco bene che a uno come Giggino certe cose non siano perspicue, e preso che si sia in debita considerazione, e accantonato, il ponderato e ponderoso giudizio di Spadafora «Questa Ue somiglia a un sogno fallito. Il governissimo è un bluff» (sic!), ora si deve agire, profittando dell’unica cosa che intanto abbiamo ottenuto: sforare il bilancio.

Ma lo si deve fare intanto non illudendosi che si possa immaginare un asse (proposto da Fitoussi, francese, se non sbaglio!) Italia-Francia. Sbaglierò, ma a me pare ridicolo. La Francia è il nostro principale avversario in Libia e altrove, siamo concorrenti violentissimi in determinati settori commerciali come i ‘generi di lusso’, i formaggi, i vini e … i cantieri navali e le ‘cose spaziali’. Cioè, sorrisi, amicizia, evviva Carlà, ma ‘con giudizio’.

Leggo dell’ultima invenzione degli eredi degli stellini: un rafforzamento del reddito di cittadinanza, con una cosa curiosa il ‘reddito di emergenza’ o addirittura il ‘buono spesa’. Mah, visto il fallimento del primo, non vedo a cosa serva il secondo, sul terzo … ma si rendono conto che è insultante? Ma, specialmente, distribuire denaro a pioggia, vuol dire spendere senza alcun costrutto economico, salvo, al massimo sostenere minimamente i supermercati e poco più.
Attenti: la paura si trasforma facilmente in odio indistinto, che qualcuno più bravo di Casalino saprebbe (o sa?) bene come e contro chi indirizzare. O, si trasforma, o meglio si realizza, in criminalità specialmente organizzata, come si è sentito a Palermo, dove l’assalto ai supermercati, pur giustificato dalla fame, se pure con qualche esagerazione, viene immediatamente sfruttato dalla mafia e simili.

Questa, invece, dovrebbe essere l’occasione per rilanciare partendo dal basso l’economia. Forse non ho capito nulla, ma io leggo così l’intervento di Draghi. Voglio dire, ad esempio, tenere conto del fatto che sono da noi moltissimi i lavoratori stagionali, in nero e parzialmente in nero. Poi ci sono quelli che sono stati licenziati o lo saranno o che sono messi in cassa integrazione.

E quindi ripeto, da non tecnico sia chiaro, quanto ho già proposto. Premiare con l’equivalente dello stipendio, da girare ai dipendenti, quegli imprenditori, compresi specialmente albergatori, bar, ecc., che non licenziano o nonnon assumono’ o non hanno ‘aperto’, purché si impegnino a riprendere appieno la propria attività appena possibile. Considerata la grande quantità di lavoro nero, permettere, con contributi al minimo, a chi lavori in nero come secondo lavoro o essendo pensionato, di farlo alla luce del sole senza gravare troppo sulle spalle di chi li assume, né sulle loro. Agire, invece, duramente contro il lavoro nero, perfino garantendo un premio a chi denunci chi lo assuma in nero, ma evitando l’assurdità del reddito di cittadinanza o di emergenza che sia, che brucia denaro e, non eliminando il nero, addirittura lo giustifica. Ha voglia Leoluca Orlando di sgolarsi che ‘ci sono sacche di violenza pronte a esplodere’!

Dal lato delle entrate, dato che i costi previsti sono enormi, anche perché vi sono tutti i costi di investimenti ecc., altro che annullare le tasse o altro, il contrario: rilanciare una lotta durissima all’evasione fiscale, sia impedendo la circolazione del contante, sia riprendendo l’idea del payback con IVA differenziata (facendosi una ragione delle opposizioni di renziani e salviniani) e infine trovando un modo per realizzare la detraibilità di tutte le spese, dal caffè alla casa, ovviamente nelle ragionevoli e progressive proporzioni, che farebbe emergere mari di reddito.

È indispensabile che l’Italia mostri di sapere e di volere fare di più che spendere a debito, come propongono molti politicanti nostrani da Salvini-Meloni a Renzi e, a quanto pare, a taluni nel Governo. Ciò servirebbe, sia ad avere liquidità, sia a rassicurare i mercati circa la solvibilità del Paese. Così si potrebbe anche fare ciò che pochette/Conte dice senza sapere bene cosa dice: andiamo avanti comunque anche da soli. Perché questa proposizione è ellittica, ne manca una parte, che è: ‘con quali soldi?’. Perché se, come è inevitabile (specie per l’ostilità ormai dichiarata di Germania e altri, che per addolcire la pillola si prendono qualche paziente) lo spread sale, potrebbe davvero non restare altra alternativa che il consolidamento del debito, come alluso da tutti (e sono molti e trasversali) quelli che ‘ricordano’ il forte risparmio privato italiano e anche la nottata di Amato.
Poi, infine, se la Germania con le elezioni cambiasse atteggiamenti, si potrà parlare di eurobond (e non coronabond) di uso senza condizioni del MES, ecc.

Lo ripeto: siamo con le spalle al muro, ma non senza risorse. Il nostro Paese ha energie e capacità immense, se ben gestite e amministrate da persone serie e competenti e non dai soliti sfruttatori, magari oggi ‘generosi’ con qualche ospedale. Ma siccome siamo con le spalle al muro, occorre dimostrare che sappiamo e vogliamo agire, e agire come si deve.

E, parliamoci chiaro, la prima e la seconda cosa che guardano di noi è l’evasione fiscale mostruosa e la burocrazia demenziale. I provvedimenti di cui si parla in questi giorni, temo, sono esattamente tesi ad aumentare l’evasione e a moltiplicare la burocrazia.
Non credo che siano molti nel Governo ad avere coscienza di ciò; forse qualcuno al Quirinale; certo molti in Europa e ci stanno guardando, qualcuno anche leccandosi le labbra, altri (forse meglio, altro) dando consigli seri, ponderati, difficili.

Ma forse non solo nel Governo, se è vero come è vero, che la dr.ssa Annunziata non trova di meglio, in apertura della sua trasmissione, che, invece di congratularsi per il nostro raggiungimento della maggiore età, lamentare una possibile assenza al nostro fianco degli USA, e intervista d’urgenza l’ambasciatore USA («Trump e Conte hanno una relazione stretta», voleva dire Giuseppi) che ci rassicura dicendo … non scherzo, ma non scherzava nemmeno lui: che ad Aviano c’è l’Esercito americano pronto ad aiutarci non diversamente dalla Coca Cola: ve lo ricordate ‘Topolino topolin …’ (‘Full Metal jacket’)?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.