domenica, Giugno 7

Coronavirus: più che il bazooka, ci serve agire e ci servono politici competenti Il caos sterminato determinato dalle gelosie e dai tentativi di prevalere nella gestione della crisi del virus, con la gran parte del ‘ceto dirigente’ che punta solo a distribuire soldi a palate agli ‘industriali’, e intanto ... l’Europa sta abbandonando l’Italia

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Coronavirus Covid-19, il bazooka di Giuseppe Conte, l’Europa: mi tocca tornarci.
Mi limito a riportare titoli di giornali, i soliti, tristissimi di sempre, e li riporto senza commenti particolari: ‘Tensione sui soldi alle imprese. Braccio di ferro Gualtieri-5S su CDP, si cerca ancora un compromesso’. Nei sottotitoli si spiega che gli stellini difendono il ‘fortino’ CdP, cioè Cassa Depositi e Prestiti, un patrimonio degli italiani, preda recente degli stellini nell’ultima spartizione. ‘Preda’? sì, perché in Italia la politica si fa così: questo a me e questo a te, ai grillini CDP e INPS (di cui abbiamo visto ieri le meraviglie), agli altri il resto, per cui si profilano compromessi ‘soft’, in cui si dice e non si dice: ma gli stellini vogliono controllare loro, invece del Ministero dell’Economia … Che vergogna, che schifo, diciamolo, no? Altro sottotitolo: i renziani premono per garanzie a 100% alle imprese. E altrove, il Ministro della Pubblica Istruzione che parla di esami di maturità burletta e il titolo, puntualmente è: «Approvato decreto scuola. Un piano A e un piano B, data spartiacque il 18 maggio», tutti promossi, evviva, ma previa una ‘seria’ valutazione … perché normalmente non è seria
E potrei continuare magari elencando le varie facezie messe in campo dai vari Borghi, Salvini, Meloni, ecc, ma lo stomaco non me lo consente.

Osservo con orrore che oggi Roberto Gualtieri e pochette-Giuseppe Conte dovrebbero parlare in video con gli altri partner europei, per chiedere gli eurobond. Con quale faccia lo faranno? Certo, ‘hanno fatto molto’, ma scusate, siamo seri: hanno fatto cosa? Hanno detto che l’Italia si indebita per una ancora ancora maggiore enorme cifra e che quindi noi dovremo ripagare quel debito. Ma questo il Governo non lo dice, lo tace, lo nasconde, è così di fatto.

Lo stesso giorno, ieri, appare un articolo, lungo, ben scritto, informato di Miles Johnson, Sam Fleming e Guy Chazan sul ‘Financial Times’, intitolato significativamente ‘Coronavirus: is Europe losing Italy?’, dove senza mezze misure, e sia pure facendo riferimento principalmente a Carlo Calenda (oddio, magari si poteva trovare di meglio?), si elencano le non poche e estreme brutture (proprio così, a mio parere, ‘brutture’) di vari governanti europei, a cominciare proprio dalla signora Ursula von der Leyen di cui si ricorda: « … the European Commission president and a former German defence minister, appeared to use dismissive language in an interview, describing coronabonds as a slogan and appearing to express sympathy with Germany’s concerns about the idea», mentre si riporta il giudizio altrettanto sprezzante di Ekhardt Rehberg, molto ‘vicino’ alla cancelliera Angela Merkel: «Every country should ask itself whether it bears some responsibility for the situation it is in. Look at Italy’s health system. You cannot blame all your difficulties on Europe and Germany. As a German politician, I find that unfair» e sorvolo sui giudizi allusivi sprezzanti di Klaus Regling, che dirige il MES.

Mi fermo qui.
Ma, guardiamoci in faccia, una volta tanto in maniera decisa. Citando di nuovo un titolo ‘Questa crisi chiuderà l’era dell’incompetenza?’, appunto.

È sotto gli occhi di tutti. Il caos sterminato determinato dalle gelosie e dai tentativi di prevalere nella gestione della crisi del virus, di cui ha parlato, appunto, il sig. Rehberg.
Ogni sera alle 17.30 assistiamo alla sterminata e stralunataconferenza stampa a più vocidi Giulio Gallera e Attilio Fontana, da cui non manca mai, dico mai, la dichiarazione che hanno chiestoxe lo Stato non glielo ha dato, hanno fattoye lo Stato dice di no, ma non ci spiegano mai come mai in Lombardia è successo quello che è successo e altrove no. E poi, naturalmente, i virologi lombardi, il sistema sanitario lombardo, gli ospedali lombardi, perfino le cure lombarde (penso a Galli, dispiace dirlo ma è così) per non parlare dei dubbi di Matteo Salvini sui ‘pochi’ morti in Campania! Non si preoccupa, il grande politico, dei troppi morti in Lombardia e dei morti nelle case di riposo (eterno) per gli anziani, ma si arrabbia per i pochi in Campania.
Delle ‘soluzioni’ in orbita ho già parlato. Siamo alle trattative, ai distinguo, ai colpi bassi, alle frasi ambigue definite ‘soft’, ai vertici infiniti e ripetuti, alle intemperanze di Teresa Bellanova, alle interviste di Maria Elena Boschi e del suo capo, eccetera, eccetera, eccetera, senza fine, sempre uguali a sé stessi.

Sorvolo sul fatto che il ‘Financial Time’ sembra non avere minimamente capito che in Italia il principale avversario della UE non è Salvini, ma Di Maio (direte, ma come, uno così che conta? Eh conta, ha i voti!) perché lui siede nel Governo e l’altro no.

E, appunto, la competenza, che non è solo tecnica, anche se poi viene sistematicamente negata per interessi politici, ma è anche politica. Questo Governo appare sempre di più un Governo di incompetenti, guidati da un incompetente, politici non tecnici. Lo si vede da come agisce, dalla sua incapacità di prevenire le cose, di preparare strategie, di averle, di pensare di doverle avere.

Ma questo è il Governo che abbiamo e dobbiamo fare di necessità virtù. È evidente come il sole che la gran parte delceto dirigente’ di questo Paese, cioè gli industriali più o meno grandi e buona parte dei politicanti italiani, Matteo Renzi in testa, punta ormai ad una sola cosa: distribuire soldi a palate agliindustriali’, svendere le loro imprese e le loro tecnologie e ridurre l’Italia ad un ectoplasma, o fallire, dato che nonriusciràa restituire, per cui lo Stato che garantisce ci rimette e l’impresa fallisce lo stesso e se la comprano altrove. Certi come sono che, tra gli italiani sedotti dalle chiacchiere salviniane e dalle fantasie nazional-ridicole della Meloni, per non parlare delle assurdità grilline, alla fine non ci si saprà opporre a questo disegno, pur di sopravvivere con una pagnotta mezzo sbocconcellata, tipo la carità dei 600 euro buttati al popolo, uno sconto sulle tasse, un mini condono edilizio, mentre ‘la ciccia’ va ai soliti. A me fa impressione pensare che lo slogan (per carità, forse giustissimo) del Governo durante l’epidemia è ‘state a casa’: e chi la casa non ce l’ha? chi vive in setto in 50 metri quadri? e che fa in casa? guarda la TV, visto che i negozi sono chiusi, incluse le librerie? Ma un minimo di sensibilità logica uno ha il diritto di attenderselo.

E allora si comprende il titolo delFinancial Times’. , l’Europa sta abbandonando l’Italia, non ‘perdendo’ come apparentemente dice il titolo.

L’ho scritto qui molte volte, non rivendico il copyright ma sarei tentato: il pericolo vero per questo Paese, non è che noi si esca dall’Europa e dall’euro, ma che sia l’Europa a cacciarci o a … ‘perderciper la strada, un po’ alla volta, perchè anche in Europa sanno fare le cose ‘soft’.

Ma quindi dobbiamo guardarci davvero in faccia e dirci chiaramente: siamo davvero certi che l’UE sia un danno o un fatto negativo per l’Italia (come da qualche sondaggio emergerebbe, non a caso riportato dal ‘Financial Times’) e che ci convenga uscirne? Chi abbia il coraggio di dirlo e di farlo, ora lo faccia. Finiremo a gambe all’aria, ma almeno sapremo chi lo ha voluto. Ma, o giù la maschera o rimbocchiamoci le maniche.
Non è più tempo di mezze misure. E non è più tempo di solidarietà: noi non vogliamo solidarietà, non ci serve la carità, né di Merkel, né di Mark Rutte, né, udite udite, di Emmanuel Macron (il nostro principale nemico), ci serve agire.

Ci serve di sapere bene che l’industria tedesca in gran parte dipende dalla tecnologia italiana e dalla manifattura italiana, che dunque va difesa a tutti i costi da persone competenti. Ci serve di sapere che il patrimonio di competenze, inventiva, fantasia di cui disponiamo, per avere ancora fortunatamente una scuola e una Università che formano (cito la frase, non ricordo l’autore e mi scuso con lui) persone che ‘sanno il perché e non che cosa’ (cioè hanno cultura), e quindi dobbiamo rafforzarlo quel patrimonio, con persone competenti e quindi non con ‘tutti promossi’ e assumiamo 50.000 professori, alé! Ci serve di sapere che, all’occasione, le nostre banche sono in grado di fare vedere i sorci verdi alle altre (lo ricordate Profumo?) che le nostre assicurazioni hanno tradizioni fantastiche, ma tutto ciò va usato e coordinato per renderlo produttivo, non per prestare denaro a qualche faccendiere, e quindi ci servono anche qui competenti. Ci servono competenti politici.
Ma ci serve anche di sapere che nulla si ottiene per nulla, e che della solidarietà ci facciamo un baffo, e quindi che dobbiamo e siamo disposti a fare sacrifici seri -a cominciare dal pagare le tasse-, per gestire e realizzare i quali ci servono persone competenti.

Ci serve, infine, di sapere che soltanto se l’Europa diventerà una vera federazione, che cancelli progressivamente gli egoismi nazionali e nazionalistici se quindi non sarà solo la vacca da mungere dai Paesi dell’est europeo, ma anche da noi nei progetti di alcuni dei nostri politicanti, ci sarà la possibilità per tutti di diventare un soggetto politico ed economico in grado di competere sul piano globale, e per farlo abbiamo bisogno di persone competenti.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.