martedì, Agosto 4

Coronavirus nel Regno Unito: immunità di gregge con preordinata selezione demografica Il rapporto riservato del Public Health England e il piano di Johnson di lasciare libero di agire il virus farà strage dei deboli, anziani in primis: lo dicono i numeri e lo ammette il rapporto segreto

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Boris Johnson lo ha detto: «Voglio essere onesto con voi, onesto col popolo britannico: molte famiglie, molte altre famiglie perderanno prematuramente dei loro cari» a causa del coronavirus. Per tanto: ‘Abituatevi’. Nulla sarà fatto per ostacolare il virus, oltre le solite raccomandazioni del caso. Non fosse stato abbastanza chiaro il premier, un suo consigliere scientifico, Patrick Vallance, precisa a ‘Reutersche l’obiettivo è: ‘raggiungere’, dopo che si sarà infettata almeno il 60% della popolazione,l’immunità di gregge.

Dichiarazioni fatte quando molto probabilmente Downing Street aveva già letto e digerito il rapporto del Public Health England (PHE), riservato agli alti funzionari del sistema sanitario nazionale e ai vertici di Governo, pubblicato ieri dal ‘The Guardian’, il quale ha avuto accesso al documento segreto. Infatti, nelle dichiarazioni di Vallance si trovano molte delle affermazioni contenute nel Public Health England.

Cosa dice dunque il report?
La sintesi che ne fa ‘The Guardian’ è che: l’epidemia di coronavirus nel Regno Unito durerà fino alla prossima primavera; «si prevede che l’80% della popolazione sarà infettata da Covid-19 nei prossimi 12 mesi, e fino al 15% potrebbe richiedere il ricovero in ospedale», ovvero7,9 milioni di persone potrebbero dover essere ricoverate in ospedale; se il tasso di mortalità dovesse essere dell’1% ipotesi di lavoro sostenuta da molti esperti-, si avrebbero circa 531.100 decessi, se, come sostengono altri, il tasso si fermasse allo 0,6%, i morti sarebbero all’incirca318.660.
In tutto ciò il sistema sanitario inglese andrebbe in crisi, non è preparato per sostenere una ondata di malati del genere. «Il servizio sanitario non può far fronte al numero di persone con sintomi che devono essere testati perché i laboratori sono sottoposti a forti pressioni della domanda» di test e assistenza. Tanto che «da ora in poi verranno testati solo i malati molto gravi che sono già in ospedale e le persone nelle case di cura e nelle carceri in cui è stato rilevato il coronavirus».

I servizi di test sono sottoposti a tale stress «che anche il personale del Servizio sanitario nazionale non sarà tamponato, nonostante il loro ruolo chiave e il rischio che essi trasmettano il virus ai pazienti».

La fragilità del sistema sanitario denunciata dal report spiega bene perché Vallance a ‘Reuters’ afferma che il Governo vuole «ritardare il picco»per evitare che il Servizio sanitario nazionale venga sopraffatto e spostare il picco nei mesi estivi, quando il servizio sanitario abitualmente è meno gravato.

Per anni il sistema è stato sottofinanziato, sottolineano gli analisti del settore sanitario inglese, ora è a corto di personale e attrezzature, da anni gli ospedali inglesi sono in crisi. Il sistema può mantenersi a galla in situazioni normali, ma la pandemia di coronavirus richiederà molto più denaro, personale e risorse. E posto che il denaro si trovi -c’è la disponibilità di un fondo di riservata di 5 miliardi di sterline (5,6 miliardi di euro)- non sarà facile trovare il personale e le attrezzature mancanti.
Sono stati
promessi dal Governo 5.000 letti di terapia intensiva in più. Gli esperti sottolineano come la cosa non sia credibile. Un letto di terapia intensiva richiede personale altamente qualificato, almeno quattro infermieri, che in questo caso vorrebbe dire 20.000 nuovi infermieri di terapia intensiva altamente qualificati, afferma Nicki Credland, presidente della British Association of Critical Care Nurses (BACCN). Il servizio sanitario nazionale ha in passato assunto dall’estero, in particolare dai Paesi dell’UE. Ma l‘incertezzaderivante dalla Brexit, ha già portato a un esodo di medici, infermieri e assistenti dell’UE, che, insieme alle difficoltà oggettive di richiamare in servizio personale sanitario già in pensione, sta mettendo a dura prova il sistema. Con il post-Brexit sono entrate in scena le nuove regole sull’immigrazione, queste apriranno la porta ai cosiddetti lavoratori scarsamente qualificati, non a quelli qualificati.
Tutto ciò messo insieme porta a temere che il Regno Unito debba affrontare la tempesta perfetta sanitaria.

Il rapporto si sofferma su come il COVID-19 potrebbe colpire il personale strategico, ovvero personale della sanità e degli altri servizi essenziali: «circa 500.000 dei 5 milioni di persone ritenute vitali perché lavoranoin servizi essenziali e infrastrutture critiche si ammaleranno durante un picco dell’epidemia di un mese. I 5 milioni comprendono 1 milione di dipendenti del sistema sanitario e 1,5 milioni dell’assistenza sociale».

I numeri, si sostiene nel rapporto, si prevede saliranno rapidamente nelle prossime 10-14 settimane. Ciò significherà un picco tra la fine di maggio e la metà di giugno. A seguire, si prevede che il numero dei casi e dei decessi diminuiranno per 10 settimane o più, fino a raggiungere un livello abbastanza basso, che potrebbe non essere zero. Soprattutto nei mesi estivi il numero dei casi dovrebbe ridursi, perché le persone trascorrerannopiù tempo all’aperto e molto meno in spazi ristretti che favoriscono l’infezione.

E’ possibile che poi il virus possa ripresentarsi nei mesi autunnali e invernali. Previsione sostenuta dalle dichiarazioni di Vallance,«Riteniamo che questo virus possa ritornare di anno in anno e diventi come un virus stagionale», l’immunità di gregge comporterà l’immunità per l’intera comunità.

Secondo il Ministero della Salute, al 13 marzo, erano state testate 32.771 persone nel Paese, e i dati ufficiali parlavano di 1.391 malati accertati di COVID-19. Secondo fonti di ‘Reuters’, sempre il 13 marzo, gli scienziati sostenevano che tra le 5.000 e le 10.000 persone fossero infette nel Regno Unito, tra asintomatici e malati non tamponati.

Posto che molti scienziati mettono in dubbio l’automatismo tra il 60% di infetti e lo scattare dell’immunità di gregge, alcuni dati sembrano essere stati sottovalutati dal rapporto.

Il tasso di mortalità da COVID-19 è del 3,4%,secondo quanto dichiarato dall’OMS, tra gli over 80 si aggirerebbe tra il 10% e il 14%, percentuali che variano innanzitutto in base al tasso di anziani che popolano un determinato Paese, oltre a intrecci di altra cause contingenti (numero di contagi contemporanei, disponibilità di attrezzature sanitarie ecc…). Dati, per altro, che al momento non sono definitivi, tanto è vero che si parla di ‘letalità apparente’.
Il rapporto reso noto dal ‘
The Guardian’ ipotizza invece una mortalità massima dell’1%. Se i dati OMS sino ad ora ritenuti di riferimento fossero validi, i morti non sarebbero il mezzo milione stimato dal Public Health England, si arriverebbe invece alla mostruosa cifra di oltre un milione e mezzo di persone. E la strage si avrebbe soprattutto, come fino ad ora rilevato in Cina così come in Italia, soprattutto tra gli anziani.

Il Regno Unito, come molta parte dell’Europa, ha una grossa fetta di popolazione anziana, secondo i dati dell’Eurobarometro aggiornati al 2015, il 4,8% della popolazione aveva oltre 80 anni. Secondo i dati Age UK 2019, quasi 12 milioni (11.989.322) hanno età pari o superiore a 65 anni, 5,4 milionidi persone hanno più di 75 anni, e 1,6 milioni hanno più di 85 anni.

La spesa pubblica per l’assistenza sanitaria e l’assistenza sociale degli anziani, un labrinto di fondi nazionali e fondi locali, assorbe circa la metà del totale erogato ai vari livelli.

Forse, e non è detto, il Regno Unito otterrà l’immunità di gregge, ma certamente si sarà alleggerito della popolazione più debole, ovvero gli anziani. Selezione naturale, il principio Charles Darwin (che non era forse britannico?!), ma anche economia darwiniana, in questo caso però non sarebbero i mercati che agiscano come meccanismi di selezione, bensì un governo che lascia agire un virus. Nè mancherà chi ragionerà su di una variante di malthusianesimo e i giuristi che non c’è da escludere ipotizzeranno una nuova silente forma di genocidio.

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