domenica, Aprile 5

Coronavirus: il ‘fallimento strategico’ della sglobalizzazione Come risponderà l’Italia all’appello OMS di globalizzazione del problema e solidarietà? E i sovranisti? Siamo o no pronti allearci con il resto dell’Europa in primis e poi con tutti i Paesi che vorranno, e, uniti, dichiarare guerra al SARS-CoV-2?

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Un virus «può avere sul piano politico, economico e sociale un impatto più potente di qualsiasi azione terroristica», perché un virus è «più potente di qualsiasi attacco nel creare sconvolgimenti politici, sociali ed economici». Parola del direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante il briefing di martedì.

I dati parlano chiaro.
Secondo il Global Terrorism Data Base, nel 2018 (ultimi dati al momento disponibili), in tutto il mondo, ci sono state 13mila vittime, il 95% in Paesi dove era in atto un conflitto -i conflitti sono considerati il principale motore del terrorismo-, se si considerano solo le vittime dei Paesi non in guerra, le vittime sono state circa 650.
I
morti per Coronavirus, secondo gli ultimi dati, ammontano a circa 1.300, per la gran parte in Cina. I casi accertati di contagiati sarebbero arrivati a circa 60.000, tutti localizzati in Paesi attrezzati, dal punto di vista sanitario, per far fronte all’emergenza.
Se
il virus non viene controllato, potrebbe infettare circa due terzi della popolazione mondiale. Il timore dell’OMS è che il virus raggiunga l’Africa, dove si sostiene esistano solo due centri organizzati per i test di rilevamento del virus, e dove le strutture sanitarie, e non solo, non sono pronte per affrontare questa epidemia.

Ghebreyesus, ha detto altro: «Il mondo si svegli e consideri questo virus il nemico pubblico numero uno»; il nemico numero uno, con gli investimenti giusti e la mobilitazione collettiva, vi è una «possibilità realistica di fermarlo. E dobbiamo usare l’attuale finestra di opportunità per combatterlo».
Ieri sera, poi, ha rincarato la dose, forse anche rendendosi conto dell’assordante silenzio seguito all’appello di 24 ore prima. Così, alla fine del meeting di due giorni a Ginevra sulla risposta all’epidemia, Ghebreyesus ha detto «è un virus molto grave, il mondo deve svegliarsi e combattere questo nemico comune dell’umanità, e deve farlo unito: è una minaccia per tutti», «E’ tempo di essere uniti e attaccare il virus».
E ancora, nel caso non fosse abbastanza chiaro: «Questa epidemia è un test di solidarietà politica, finanziaria e scientifica. Dobbiamo riunirci per combattere un nemico comune che non rispetta i confini, garantire che abbiamo le risorse necessarie per porre fine a questa epidemia e portare la nostra migliore scienza in primo piano per trovare risposte condivise a problemi condivisi. La ricerca è parte integrante della risposta alle epidemie».

Ora la domanda è: l’Italia come risponde? Certo, qualsiasi risposta dell’Italia deve essere incastonata nel contesto UE, e certamente il primo passo lo dovrà fare la Commissione von der Leyen. Ma sappiamo benissimo che la Commissione ha le mani legate se non sono i singoli Paesi tutti insieme a volere quanto la Commissione può solo proporre. E qui, Ghebreyesus è stato abbastanza chiaro, ci vuole comunanza di sforzo, ci vuole «solidarietà politica, finanziaria e scientifica». Ci vuole la volontà di mettere in campo il Paese nel suo complesso, con le sue dotazioni e le sue intelligenze, e ci vuole che si metta mano al portafogli, anche a costo di sacrificare programmi cari alla maggioranza e a costo di sforare i bilanci (e questa volta stiamo a vedere come potrebbero opporsi i rigoristi del Nord Europa). Sarebbe meglio dircelo chiaro: ci vogliono quattrini, tanti, e capacità da parte di tutte le forze politiche di non guardare i sondaggi. Per dirla in altro modo: ci vorrebbero degli statisti veri.

In attesa che Bruxelles si muova, dunque, che intende fare il Governo italiano?
E l’opposizione come intende comportarsi? I governatori di Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia che avevano scritto una lettera al Ministero della Sanità chiedendo che il periodo di isolamento previsto per chi rientra dalla Cina venisse applicato non solo agli adulti, ma anche ai bambini, come rispondono all’appello dell’OMS? Metteranno in campo la solita ‘sorda’ Europa e diversivi vari, o metteranno in campo, in maniera solidale, tutte le loro potenzialità?

E, ancora e soprattutto: cosa suscita loro nel cervello e nella coscienza (coscienza, in senso laico) quanto sta accadendo? Non viene loro in mente che forse sì, la politica delprima noi, solo noi -insieme alle ‘sparate’ quotidiane di questi ultimi anni, e mesi in particolare- è stata quello che Zingaretti chiamerebbe ‘fallimento strategico? Frontiere chiuse, porti chiusi, e via delirando … peccato solo che il virus non rispetta le frontiere.

Posto che la globalizzazione non abbiamo saputo correttamente gestirla, non sarà che la sglobalizzazioneè l’errore che colma il precedente?

Poi, certo, ci si potrebbe chiedere: ma perché tutto sto gran parlare del coronavirus quando solo in solo in Italia, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, ogni anno muoiono 8.000 persone dibanaleinfluenza? E centinaia di migliaia ne muoiono, ogni anno, in tutto il mondo.
E qui le responsabilità di molti dei ‘predicatori sulla tastiera’ non è che siano leggere. Ci ricordiamo o no tutta la caciara che certi politicanti (non politici, proprio solo politicanti, ovvero ciarlatani) hanno condotto contro i vaccini? I no-vax che popolano i social hanno di certo responsabilità, ma i politicanti da strapazzo sono i veri responsabili.
Ecco, anche di questo bisognerebbe tener conto.

Pechino, comprensibilmente ma a torto, pare sia risentita con l’Italia per le strette misure adottate dal Governo a titolo preventivo. Epperò …. Senza rischiare di essere tacciati di complottismo, non ci sarebbe da chiedersi quanto questa campagna, che dall’informativo si sta trasformando in allarmismo provocato dall’indigestione da eccesso di news, sia utile per mettere in difficoltà la Cina? E’ lecito o no chiedersi ‘se’ e ‘a chi’ conviene?

Perchè una campagna così poderosa, parlo dell’Italia, non è mai stata condotta contro labanaleinfluenza invernale? Se solo il 10% di articoli, conferenze stampa, punti giornalieri ‘da’ e ‘di’ Palazzo Chigi, Commissari Straordinari, ecc…. fossero impegnati contro l’influenza, qualche bel po’ di morti ce li risparmieremmo. Perchè non viene fatto? Ora, per favore, non parliamo di poteri forti e sciocchezze di questo genere, chiediamoci invece quale, in tutto ciò, sia il ruolo dell’ignoranza di chi è chiamato amministrare il Paese, quale il ruolo e il peso della propaganda, quale il bisogno di distogliere l’attenzione da altri problemi che non si sa o non si vuole affrontare, e altre grane interne alle diverse forze politiche.
Come faceva giustamente notare un nostro attento opinionista, Michele Marsiglia, il coronavirus per settimane ha ‘coperto’ tutto, dalla Libia alla crisi economica, perfino Salvini, che ha dovuto sgomitare e inventarsele tutte per avere un minimo di spazio -ieri e oggi escluso, ovviamente.

Torniamo a bomba: cosa farà l’Italia, ovvero il Governo nazionale, e come si posizioneranno le forze di opposizione?
Siamo o no pronti allearci con il resto dell’Europa in primis e poi con tutti i Paesi che vorranno, buttare soldi sul tavolo, mettere a disposizione i nostri mezzi tecnici (al posto delle Motovedette alla Libia),  i nostri ottimi cervelli’ malpagati, questa volta strapagandoli (si, strapagandoli perché le grandi competenze costano e meritano di essere pagate), e dichiarare guerra al SARS-CoV-2?  E poi, magari, a tutte le malattie che sono curabili e invece non sono curate per ignoranza? Mi rendo conto che è più facile fare la guerra a poveri cristi affamati che si mettono in mare rischiando la vita pur di scappare dal loro infermo. Ma questo sì che sarebbe un ottimo esempio di realpolitik, questa sarebbe l’occasione giusta per toccare con mano che la globalizzazione se gestita bene è davverouna gran figata’ -giusto per rubare le parole a Bebe Vio.

Perderemo anche questa occasione che il fato ci ha servito su di un piatto di una lega indicibile? Se così fosse ci meriteremmo di crepare annegando in un bicchiere d’acqua.

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