lunedì, Luglio 13

Coronavirus: il carnevale è finito, e s’ha da finire Conte ha ragione: ora si deve smetterla di scherzare con il pretesto dell’autonomia, è lo Stato che comanda e decide in momenti di crisi

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Eccoli lì. E non dite che non lo avevo previsto. Eccoli lì, puntuali, certi. Ormai sono una sicurezza, una certezza immarcescibile direbbe quel tale, un topos direbbero i raffinati, una prassi maleodorante direi io, una condanna. Scusatemi, lo so che non si dice: uno schifo.
Eccoli lì, dunque, i soliti politicanti allo sbaraglio. C’era stata una parvenza di razionalità, perfino di ragionevolezza, ma … figuriamoci.

Giuseppe Conte, il ‘premier’, ahimè pochette, non c’è nulla da fare, sempre e solo pochette, dopo avere fatto quella dichiarazione ambigua e incomprensibile, secondo cui noi abbiamo più casi perché facciamo più controlli, se ne esce con l’osservazione secondo cui qualche errore è stato fatto a Codogno al prontosoccorso. Nel mio piccolo lo avevo accennato anche io, mi sembrava e mi sembra ovvio.
Anzi, io ne avevo fatto un discorso molto più generale riferendomi alla brutta abitudine della nostra burocrazia di aspettare la circolare anche per fare pipì. Burocrazia non è solo l’amministrazione pubblica, ma in genere tutto ciò che è pubblico, e spesso anche ciò che è privato … pensate ai ‘numeri verdi’ di alcune grandi aziende: è una mentalità, che si associa sempre o quasi all’accidia.

Diciamoci la verità: è esattamente così. Nessuno, meno che mai io, vuole parlare male di persone che fanno un lavoro difficile e impegnativo e di grande responsabilità. L’errore possono farlo tutti. Ma è un fatto che farsi prendere di sorpresa da una cosa del genere, della quale per di più si parla ossessivamente da mesi, è una cosa da evitare. Ma ciò detto, basta: impariamo dall’avvenimento e stabiliamo d’ora in avanti, negli ospedali, cliniche, prontosoccorsi ecc., si adotteranno precauzioni maggiori, anche se inutili e anche senza la circolare del Superiore Ministero.

Ma da ciò a farne una questione di stato, una questione da dichiarazione di guerra, mi sembra non tanto assurdo (lo è fin troppo ovviamente), ma cinicamente propagandistico e stupido, principalmente stupido.
Sorvolo sulle dichiarazioni di un certo Giulio Gallera, mi soffermo solo sulle parole di Attilio Fontana, il capo di Gallera: «Purtroppo abbiamo seguito i protocolli del Governo … Sono stato zitto, non ho fatto polemiche, però se accusano la Lombardia non posso tacere. Avevamo proposto di aumentare i controlli un mese prima che scoppiasse l’epidemia». Eh no, caro governatore (cosa che non esiste, si chiama Presidente, gli piaccia o no!) così proprio non va. ‘Purtroppo’, ma si rende conto? Lei deve seguire le indicazioni del Governo! E poi ‘purtroppo’, perché se eravate più prudenti e all’ospedale mettevano le mascherine e i guanti vi arrestavano? Ma poi i protocolli, al solito: scaricabarile da quattro soldi. Se avevano timori, come ha detto dopo, perché in quel prontosoccorso non usavano maggiori precauzioni? Avevate proposto di aumentare i controlli (e su questo tornerò tra un istante), e perché non le avete aumentate intanto voi le precauzioni? facendo voi la circolare che il Superiore Ministero ancora non aveva fatta?
Non funziona così: nulla impedisce di fare di più di ciò che è prescritto, è fare di meno che non si può, ma dire che se qualcosa non si è fatta è colpa di chi non la ha ordinata, a casa mia si chiama scaricabarile. Sorvolo sugli insulti rivolti a Conte … roba da Salvini, del quale non per caso sono allievi. Caro signor Fontana, che vuole fare ora, la secessione per lesa Lombardità; sia serio e faccia seriamente il suo mestiere … se può.

Tanto più che il problema è anche, anzi, principalmente un altro. Questo, per fortuna, è ancora uno stato unitario e quindi è lo Stato che comanda e decide in momenti di crisi, ed è assolutamente inammissibile che qualche sedicente governatore faccia cose sballate a sua discrezione. E di cose assurde, di decisioni azzardate, di scelte azzardate se ne sono viste e non solo in Regioni del nord.

Ciò detto, mi costa dirlo lo sapete, Conte ha ragione: ora si deve smetterla di scherzare. Il Governo è il Governo d’Italia. I governatori si adeguino, e si adeguino i sindaci, i Prefetti, ecc. Ha ragione da vendere, infatti, il Capo della Protezione civile, quando osserva che lo stato delle cose è tale per cui le Regioni hanno autonomia, e quindi non tutte hanno seguito le procedure giuste, per di più, lo ha ribadito la mattina del 25 Febbraio, il primo malatolombardoha diffuso l’infezione in ospedale. È un fatto, che sarebbe stato meglio che non accadesse, in nome delle ‘precauzione universale’ quella di stare attenti -che fa ora sig. Fontana, sfida a duello il dr. Borrelli, dietro il Duomo alla happy hour? Ma ora, in una situazione di crisi, è il Governo che decide e fa bene Conte a dirlo in maniera decisa, sempre che sia capace di fare ciò che dice. E sarà bene, a coronavirus tranquillizzato, intervenire su quelle leggi che permettono certeuscite di testa’, certe singolarità, certe bizzarrie, certe eccentricità.

A tutto ciò si aggiunge, come dicevo, la perplessità che suscita la dichiarazione di Conte circa il motivo dei molti casi in Italia. Non tanto per il fatto in sé, che può apparire una affermazione ingenua, ma per le implicazioni. Che sono significative, dato che (e cito una osservazione di Enrico Mentana alle 18 circa del 24 Febbraio in TV) il dubbio legittimo è che altrove si stia nascondendo la cosa, come, pare, si fece per Chernobyl.
Se ciò fosse, la cosa sarebbe gravissima e dovrebbe essere affrontata a muso ancor più duro con i nostri amici di oltr’Alpe. Pare, anzi, è certo, che in altri Paesi, dove si fanno meno controlli o non si fanno affatto, gli italiani oggi siano discriminati. Lo abbiamo visto con l’isterico blocco del treno al Brennero o con le parole della salviniana Le Pen o col maltrattamento dei nostri concittadini alle Mauritius, da parte anche di altri italiani! Va bene ragazzi, calma e gesso, come si dice, non mancherà occasione per rifarci: anzi, segniamoci in agenda tutti i casi e …

Infine, devo dire con franchezza, che trovo sconcertante e offensiva di ogni regola di responsabilità il bailamme dicommenti autorevoli’, di virologi, infettivologi, supermedici, virologi della domenica, infettivologi ammiccanti, ricercatori e ricercatrici smagate e quant’altro. Anche qui credo che, visto che queste persone di senso di responsabilità ne hanno poco, sia il Ministero della Salute, o l’ordine dei Medici, o comunque uno con responsabilità generali, che dia la voce ufficiale della scienza sul punto. Non, sia chiaro, per limitare la libertà di pensiero, tutt’altro.
Serve una voce centrale e ufficiale
, ma autorevole, poi ognuno è libero di dire quello che crede in coscienza giusto, magari avendo quel tanto di responsabilità in più nel lanciare via social messaggi diversi e contraddittori che confondono l’opinione pubblica, che però siano dichiarati per quello che sono. Si tratta di senso di responsabilità. Gli scienziati, i medici, hanno molti modi per esprimere le proprie idee, sulle riviste scientifiche. Ma nel pieno di una crisi giocare a farsi pubblicità via social (sì, ‘giocare’ perché di questo si tratta!) per sostenere tesi diverse da quelle dell’uno o dell’altro, per farne insomma il solito teatrino, serve solo a creare confusione e malessere nelle persone, è mancanza di senso di responsabilità. Avere anche i virologi di parte, mi sembra un lusso che non ci possiamo permettere.

Mi spiego meglio. Ci sono momenti in cui vi sono valori fondamentali da difendere, che hanno a che fare con la necessità di avere una linea chiara e comune. Negli ambienti scientifici si può dire tutto e subito, ma aspettare che la crisi passi prima di dire sui social che il Governo ha sbagliato; farlo così, ora, nel pieno della crisi, non credo sia prova di senso di responsabilità, quando semplicemente non sia desiderio di protagonismo.
Si può dire tutto, lo ripeto, ma nei modi e nei tempi giusti’. Dovrebbe essere l’autocoscienza dei singoli a suggerirlo e deve esserlo, ma est modus in rebus. Non sono cose definibili con legge, ma con la capacità di guardarsi allo specchio.

E bisogna ben dire del bailamme di commenti incontrollabili e terrificanti di ‘teatranti’ vari, politicanti sfegatati alla Salvini o sfegatati negatori di tutto alla Sgarbi.
Il risultato di tutto questo vociare scomposto è solo quello di creare paura, diffidenza e problemi organizzativi quali quelli che hanno portato allo svuotamento dei supermercati in mezza Italia. Perché si deve ben dire, che anche la paura, in questo Paese e forse non solo, può essere usata a fini politici ed economici: vergogna!
È terribile vedere che neanche in momenti di crisi nazionale certe persone sono capaci di agire con compostezza, responsabilità e competenza, fanno di tutto caciara, utile ai loro interessi e alle loro aspettative insane.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.