domenica, Novembre 29

Coronavirus, fra pandemia e nonni webstar. E non è l’elogio alla bestemmia Quando COVID-19 sarà battuto ci troveremo un Paese depauperato del patrimonio forse più prezioso per ricominciare a costruire un futuro: i giacimenti di esperienza. Su YouTube i video virali più esilaranti che vedono i nonni protagonisti

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Si ricorda che la bestemmia è reato, recitavano sottili targhette in alluminio pressofuso con tanto di imperante scritta in rosso a caratteri cubitali apposte sui mezzi pubblici d’un tempo, autobus fumosi o tram sferraglianti poco importa.
Non, dunque, un elogio all’insulto rivolto al divino,
ma quanto piuttosto un tentativo di provare a trovarne, se mai vi fosse, una funzione catartica in questo momento in cui una nuova pandemia sta riservando omnia forse la prova più difficile che l’attuale generazione sia chiamata a vivere.
La blasfemia, infatti, pur sempre offensiva, fuori luogo e squalificante per chi la pratica, come tutte le cose del mondo, in casi estremi, può anche assumere risvolti inediti, e inaspettati: soprattutto di senso, ancorché di significato.
Reinventarsi. Mutare aspetto, proprio come fanno i batteri, Covid-19 incluso: e, così riciclarsi. E farsi pretesto anche per un ricordo variopinto di chi ora non c’è più.

I nonni, al tempo del coronavirus, stanno diventando di fatto, sempre più, merce rara. Quando il dramma sarà ormai un lontano ricordo, resterà un Paese depauperato, al pari della fuga dei cervelli, del patrimonio forse più prezioso per ricominciare a costruire un futuro: i giacimenti di esperienza. Inclusi i saperi dei nostri ‘vecchi’. Dove per ‘esperienza’ s’intende – val la pena inserire, citando Treccani – sì, la «conoscenza della realtà pratica considerata nel suo complesso», «la somma delle cognizioni acquisite con l’osservazione e il contatto diretto della vita nei suoi molteplici aspetti», ma anche tutto il background emotivo e affettivo insieme a rischio estinzione. Insomma, l’amore. Come quello che lega, indissolubilmente, ed è giusto che sia così, nipoti e nonni.

Al punto da prenderli un po’ amorevolmente in giro, questi ultimi, anche appositamente a farne filmati divenuti per lo più naturalmente virali sul web.

Specchio gioioso e rassicurante di un’Italia che ancora sa ridere e prendersi leopardianamente gioco di séin quella preziosa interazione fra nonni e nipotinell’incontro naturale fra generazioni e mondi, stili, linguaggi ed emozioni diverse che l’emergenza sanitaria in corso pare, almeno al momento, aver bruscamente stoppato.
Ecco che allora ‘
YouTube’ si fa per natura il luogo dei sorrisi, logica conseguenza di simpatici dispetti -alcuni, a volte, davvero memorabili- destinati a passare almeno alla Storia 6.0, in quest’epoca così fragilmente virtuale.

Nonni, come il buon veneto Giovanni, che sonnecchiano a fine pasto in vestaglia placidamente sul divano o magari appena svegli, sul cui capo ormai calvo i nipoti scatenano la propria, micidiale attenzione: prima solleticandolo dispettosamente con una piuma d’uccello, e poi centellinando all’improvviso spruzzi d’acqua versati a tradimento sulla testa dell’ignaro con un tappo di plastica a far da misurino fai-da-te. La goccia scaverà pur la pietra, verrebbe quasi da dire.

Ma anche la pazienza -e, soprattutto, il ‘repertorio’- di ottuagenari e dintorni al limite dell’infarto per arrabbiature. E altrettante, affannose corse con i bastoni puntati dietro i ben più agili e divertiti nipoti: che, sbellicandosi, se la godono a crepapelle, insieme al resto dei naviganti. 

E poi nonni toscani, registrati a loro insaputa mentre guidano dai discoli di turno furtivamente accovacciati sul sedile posteriore dell’auto, durante esilaranti litigate in dialetto con la consorte di una vita, sospesi fra odio e amore come può apparire naturale, dopo una vita insieme, anche alla più longeva delle coppie innamorate e perfette.
C’è chi, invece fa di meglio e di più, nascondendo persino una minuscola videocamera sul vetro anteriore della macchina a documentare così il ‘poetico’ viaggio dell’anziano furente imbottigliato nel traffico tipico delle ore di punta, mentre ‘prega’ convinto a modo suo.

E che dire, invece, dei nonni alle prese con attrezzi difettosi e compiti altresì gravosi? Dalle frittate impossibili destinate al pavimento più che al piatto, con la padella ormai vuota utile soltanto più a raccogliere una pioggia immane di imprecazioni pronte all’uso, alla motosega o al motorino in garage che non si accende, con epiloghi linguistici facilmente immaginabili tanto da far invidia anche allo stranoto Nonno Fiorucci.

Celebri i suoi ‘monologhi religiosi’ dopo l’ennesimo pestone dei nipoti alla dolorante unghia incarnita, è a buon diritto dai più ritenuto una sorta ‘bibbia’, o meglio, un ‘padre nobile’ assoluto e invitto dei moccoli sul web, al pari di un’altra, inimitabile macchietta: il buon Germano Mosconi, altra celebrità ai tempi del web, purtroppo scomparso anch’esso come il primo.

C’è anche chi addirittura s’ingegna a dettare al proprio ‘vecchio’, alle prese con un preistorico telefonino a tastiera stretto fra le nocche stanche, numeri di telefono impossibili, cambiandogli di continuo e in tempo reale le cifre da digitare senza che questo riesca mai, di fatto, a telefonare: ma, a recitare orazioni ‘sacre’, quello sì, altroché! Eccome. 

Per non dimenticare, invece, scherzi al limite dell’ingegneria edile tout court: come quello che vede un astuto nipote convincere il nonno a seguirlo nel bagno di casa per farsi aiutare in un presunto lavoretto domestico: il ragazzo prende una ciotola d’acqua, sale su una scala, la colloca sul soffitto, consegna all’uomo una scopa e lo abbandona lì a sostenere immobile e inerme la bacinella vacillante (e pronta all’inevitabile ‘splash’!) in quell’improbabile posizione per buoni cinque minuti.
Salvo poi risbucare dal nulla con tanto di tablet in mano a documentare l’incredibile, comica scena, con tanto di primi piani dell’anziano furibondo, intento più a prodursi in un nugolo di improperi pungenti come frecce aguzze, da far invidia persino a San Sebastiano (che in materia è un luminare): e far rabbrividire anche gli stessi inferi, anziché chiamarsi fuori da quella inusuale, originale, divertente (almeno per chi guarda) prova di pazienza olimpionica e casalingo equilibrismo.

E, in tutto questo, anche le nonne non sono da meno: come ad esempio Luigina, romana tracagnotta e vicina alla settantina, diventata a suo malgrado e insaputa una star della rete per le sue indimenticabili partite a carte col marito, briscola o scopa per lo più, tutte frequentemente intervallate da un proprio, personale e ricorrente modo di mettersi in contatto con l’Altissimo e le Sue sfere celesti. Ognuno, in fondo, alza gli occhi (e non solo) al Cielo come può.

Spaccati di quotidianità al tempo di Internet, che per lo più si consumano a ritmo frequente da sempre nelle case degli italiani, anche a riflettori spenti. E forse, d’ora in poi, decisamente di meno, per colpa del coronavirus.

Perché nonno e nipote, in verità, sono un po’ come il gatto e la volpe, al di là dei linguaggi. Compresi quelli del web: arzilli, pimpanti e originali oltremodo. Che certamente il Signore, nella Sua infinita intelligenza e misericordia, avrà già anche ampiamente perdonato.

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