domenica, Giugno 7

Coronavirus e Ebola non fermano la guerra contro i terroristi FDLR In un quadro di guerra non dichiarata tra Congo e Rwanda da una parte e le FDLR e il Burundi dall’altra, martedì, nella battaglia di Tongo uccisi 100 terroristi per demolire i piani di invasione del Rwanda

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«Le Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda (FDLR) condannano le incursioni delle Forze Ruandesi di Difesa al Nord e Sud Kivu che mettono in grave rischio i rifugiati ruandesi e le popolazioni congolesi di questa regione della RDC (Repubblica Democratica del Congo)», così recita il comunicato del gruppo terroristico ruandese (Forces démocratiques de libération du RwandaFDLR) e n. 003/2000 del 15 aprile a firma del Commissario dell’Informazione e portavoce Cure Ngoma.

A trovarsi in grave rischio non sono stati i rifugiati ruandesi e le popolazioni congolesi delle province Sud Kivu e Nord Kivu, come afferma il comunicato, ma i miliziani del gruppo terroristico. Da due settimane le forze armate del Congo e del Rwanda hanno lanciato una offensiva militare rientrante negli accordi bilaterali di cooperazione militare firmati nel marzo 2019 e nellOperazione Corridoio Est, tesa a ripulire l’est del Congo da 140 gruppi armati, in primis le FDLR.
L’
offensiva al centro del comunicato si è svolta presso i territori del Nord Kivu ed è culminata martedì 14 aprile con la battaglia presso la località Tongo, in cui sono stati uccisi oltre 100 terroristi. Parte dei cadaveri sono stati fotografati come prova visiva dell’efficacia dell’operazione, come dimostra la fotografia ricevuta dalla Redazione.

Reparti di fanteria e unità corazzate ruandesi hanno oltrepassato la frontiera congolese prima di lanciare l’offensiva per rinforzare i reparti dell’Esercito già presenti in Congo. L’offensiva, avviata presso la località Mabega (distretto del Rutshuru), ed estesa fino a Tongo, è stata una manovra necessaria per stravolgere i piani di una invasione del Rwanda ideati dallo Stato Maggiore delle FDLR (attualmente collocato presso un noto resort turistico sul lago Tanganika a Bujumbura), e del regime burundese del CNDD (Conseil national pour la défense de la démocratie-Forces pour la défense de la démocratie), guidato dal ‘Signore della Guerra’ e Presidente illegittimo Pierre Nkurunziza.

L’invasione dovrebbe essere lanciata dal Congo (distretto del Rutshuru) e dal Burundi, partendo dalla montagna di Gahenasazi, vicino alla diga Rwegura collocata nel territorio di Kibira, nord del Burundi. Le postazioni di Tongo (Congo) e Gahenasazi (Burundi) negli ultimi due mesi sono servite anche come campi di raggruppamento e addestramento per nuovi miliziani FDLR, reclutati in entrambi i Paesi. In Congo, vi sono forti sospetti che la società civile di Beni, abbia incoraggiato, se non contribuito, al reclutamento di diverse decine di giovani nei ranghi del gruppo terroristico FDLR.

In un primo momento le FDLR, supportate dalle milizie burundesi Imbonerakure e dai reparti lealisti dell’Esercito burundese, dovevano invadere il Rwanda da Rusumo, una località frontaliera anche con la Tanzania. Nkururunziza ha rifiutato questo piano militare, in quanto per attaccare si sarebbe stati costretti entrare in territorio tanzaniano, con il rischio di reazioni negative da parte del Governo della Tanzania. Pur mantenendo simpatie verso il regime burundese, il Presidente tanzaniano John Magufuli non vuole essere coinvolto in una guerra con il Rwanda, con cui intrattiene ottimi rapporti commerciali.

Sul fronte burundese i preparativi di invasione sono preparati dal generale Ndirakobuca Gervais, alias Ndakugarika, capo della Intelligence (SNR Service National de Renseignement). Le truppe di invasione dal Burundi sono state poste sotto il comando del generale Ndakugarika e del generale di Brigata tutsi Rusaganya, considerato dalla resistenza burundese un traditore della democrazia al servizio del regime HutuPower.

Tre settimane fa reparti del gruppo terroristico FDLR provenienti dal Burundi hanno oltrepassato il confine congolese per posizionarsi nel distretto del Rutshuru, il secondo punto di attacco al Rwanda. Assieme a loro vi erano reparti dell’Esercito regolare burundese e miliziani Imbonerakure. Ad essi si sono aggiunti due gruppi armati ruandesi di minor importanza rispetto alle FDLR, il FDR e il CNRD.

Il Governo di Kigali è venuto a conoscenza dei piani di invasione attraverso fughe di notizie provenienti dall’Esercito e dai servizi segreti burundesi. Grazie a queste informazioni, gli eserciti congolese e ruandesi hanno potuto intercettare e annientare le unità che dal Congo dovevano entrare in Rwanda. A seguito di queste fughe di notizie le unità FDLR e Imbonerakure presenti a Rusumo si sono dovute spostare verso Cibitoke.
La
sconfitta subita a Tongo è di proporzioni tali che difficilmente il piano di invasione potrà continuare.

Il comunicato pubblicato dalle FDLR presenta delle strane similitudini con la campagna di fake news e odio razziale avviata sui social media dalla società civile di Beni e da simpatizzanti HutuPower congolesi. Similitudini che fanno supporre una regia unica. Nel comunicato, come nella campagna sui social media, si raffigura la presenza dei soldati ruandesi in Congo come un avvenimento improvviso: una ‘invasione’. Al contrario sono presenti e attivi dal marzo 2019, collaborando con le forze armate e il Governo congolese. Anche i Caschi Blu della missione di pace ONU, la MONUSCO, sono al corrente e si limitano a monitorare la situazione senza intervenire. Tradotto in linguaggio diplomatico il non intervento della MONUSCO equivale ad un consenso sugli intenti.

FDLR e società civile accusano i soldati ruandesi di atrocità commesse sui civili. Accuse non supportate da prove e non riprese dagli osservatori ONU. A questo si aggiunge l’accusa di diffondere il coronavirus. Una fake news lanciata con vigore dalla società civile di Beni, assieme al rifiuto di riconoscere la ripresa della minaccia di contagio da Ebola registrata dalle autorità sanitarie congolesi e dal OMS proprio a Beni.

La battaglia di Tongo è uno degli atti più cruenti che si inseriscono in un quadro di guerra non dichiarata tra Congo e Rwanda da una parte e le FDLR e il Burundi dall’altra. Una guerra che rischia di incendiare l’intera regione dei Grandi Laghi proprio mentre il Congo ora deve affrontare il difficile compito di contenere due contagi in simultanea: Covid19 e Ebola.
Vari osservatori regionali affermano che la
battaglia di Tongo potrebbe essere il preludio alla resa dei conti con il regime burundese, sottolineando che uno degli obiettivi dell’Operazione Corridoio Est è la liberazione del Burundi. Non si hanno elementi certi per confermare queste ipotesi, ma l’impressione condivisa è che il rischio pandemico non fermerà la guerra e le violenze in atto.

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