venerdì, Ottobre 2

Coronavirus: Conte, decidi di fidarti degli italiani Gli italiani sono diventati un popolo. Si sono formati, induriti, rafforzati in questi due mesi folli; guardano ai Paesi stranieri con rabbia e a fronte alta, si aspetta solo di ‘fargliela vedere’

0

Sulla ‘Zeit’, uno dei principali quotidiani tedeschi, Wolfgang Schäuble, il Presidente del Bundestag, il Parlamento tedesco, dice (in riferimento al coronavirus Covid-19), lo riproduco testualmente per evitare di fornire traduzioni ‘addolcite’, ormai io non mi stupisco di nulla: «Man tastet sich daran. Lieber vorsichtig – denn der Weg zurück würde fürchterlich. Aber wenn ich höre, alles andere habe vor dem Schutz von Leben zurückzutreten, dann muss ich sagen: Das ist in dieser Absolutheit nicht richtig. Grundrechte beschränken sich gegenseitig. Wenn es überhaupt einen absoluten Wert in unserem Grundgesetz gibt, dann ist das die Würde des Menschen. Die ist unantastbar. Aber sie schließt nicht aus, dass wir sterben müssen. Der Staat muss für alle die bestmögliche gesundheitliche Versorgung gewährleisten. Aber Menschen werden weiter auch an Corona sterben», che traduco, un po‘ ‘a senso’: «Bisogna andarci cauti, perché tornare indietro potrebbe essere terribile. Ma quando sento dire che tutto deve passare in seconda linea di fronte alla protezione della vita, allora dico: che questo non è esatto in assoluto. Se c’è un valore assoluto nella nostra Costituzione questo è la dignità dell’uomo, che è intangibile. Ma la dignità non esclude che dobbiamo morire. Lo Stato deve garantire tutte le migliori cure possibili, ma gli uomini possono anche morire di corona»

In altre parole, dice Schäuble (lo ricordate uno dei più duri “lottatori” contro la Grecia e l’Italia per le questioni di bilancio) gli interessi dello Stato vengono prima di quelli dei singoli … purché muoiano dignitosamente!

Detta così, la cosa fa impressione, ma a ben vedere è solo uno dei concetti base dello Stato borghese autoritario: di quello Stato che, al di sopra di tutto, pone laragione di Stato’, che poi è la ragione della classe dominante, ma questo è un altro discorso. Addirittura, però, Schäuble lascia intendere, anzi, dice chiaramente, che la vita non è il diritto fondamentale da garantire in uno Stato, mentre lo è la dignità, interpretata, però, come sopravvivenza dello Stato e dei suoi interessi economici, su quelli dei cittadini, che, certo non si può negare, se hanno fame perdono dignità ( … davvero?). Anche perché, dice Schäuble, non sappiamo nulla sulla infezione, anche gli scienziati non hanno le idee chiare. E infine conclude citando un suo collega in Parlamento, che dice che si deve decidere, anche se tra qualche settimana ci si potrebbe accorgere di avere sbagliato. Anche in USA si fa così: si condanna a morte uno, e poi ci si accorge di avere sbagliato … ebbè, pazienza, tutti possono sbagliare!

La Presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia, strana coincidenza, rilascia a sua volta una intervista in materia, proprio per discutere delle possibili limitazioni alle libertà garantite dalla Costituzione (non, per fortuna, del diritto alla vita!), delle quali si discute in questi giorni, molto rozzamente come il nostro ceto politico sa fare. Si limita in realtà a dire che la limitazione di una libertà costituzionale è lecita in circostanze di emergenza solo per periodi molto ristretti, tenuto conto che la nostra Costituzione non prevede lo stato di emergenza. Non dice quali diritti (o garanzie, no?) sonolimitabili’.

Tenuto conto che la Presidente evidentemente non ritiene che abbiano valore le norme in materia di diritti dell’uomo alle quali accennavo ieri, e che permettono esplicitamente certe misure, a mio modesto parere fa male, malissimo a parlare ora, e non capisco come si possa dire che, visto che lo stato di emergenza non esiste, si possono adottare limitazioni solo eccezionali, anzi, che vannomodulate’.
È vero, non dice nulla di più specifico oltre quello, ma lo fa nei giorni in cui, da un lato viene diffusa l’intervista di Schäuble, dove il diritto ‘limitabile’ è quello alla vita a vantaggio di quello all’impresa e, specialmente, dall’altro i nostri politicanti sbraitano, sbracciandosi al solito in maniera sguaiata, inconcludente e incompetente, sui valori costituzionali. Cosa in sé, magari, non errata o dannosa, ma visto che è politicamente orientata a strizzare l’occhio a questo o a quello, malissimo fa la Presidente a parlare, perché inevitabilmente la sua intervista sarà stiracchiata da una parte e dall’altra, cioè distorta, cioè utilizzata … a fini di parte. E a lei dovrebbe poter competere di decidere su qualche misura, magari fra una settimana.

Ma ci siamo abituati, ormai, se non è il PM di questo o di quello, è il Presidente dell’Anac, o il Presidente della Agenzia delle Entrate, o, appunto, la Presidente della Corte Costituzionale. Però, il messaggio è partito: si possono limitare alcune libertà costituzionali, modulandole. Vedremo.
Ci sarebbe solo da dire che al solito si parla troppo, ma.

Ci sono sempre più interventiautorevoli’, cioè riferibili a potentati vari, che insistono su un punto che, guarda caso, è quello toccato in Germania: tanto morire si deve e quindi avanti con l’interesse dello Stato.

Forse, anche in qualcuno certamente con le migliori intenzioni, ma l’idea che si sta facendo strada (e, sarà un caso, ma pare che la bandiera sia stata impugnata dai neo-agnellini) con una frase che mi lascia interdetto è: «qui si continua a pensare che il flagello economico farà più male di quello sanitario». Una frase, secca, violenta per la forma innanzitutto ( ), col titolo ‘non andrà tutto bene’: una minaccia, un portare seccia? E poi, che vuol dire “qui”, qui dove, qui chi, a che piano?
Ma, non voglio sfuggirgli, il tema è questo.

Il tema è chiaro e semplice nella sua rozza linearità. Continuare così, con tutto chiuso o quasi, l’economia andrà allo sfascio, e, visto come fanno i tedeschi e altri, si rischia di portare lo sfascio all’estremo, perché non saremo in grado di competere e di rifornire la Germania, che apre.
Allargare le maglie può voler dire una ripresa dell’infezione, anzi, lo vorrà dire quasi certamente.

E allora? La soluzione Schäuble? Tanto morire prima o poi si deve, e cosa conta mai qualche centinaio di morti in più (magari anziani … anche Schäuble lo dice, per mostrarsi eroico!) di fronte ad una ripresa di attività delle fabbriche, dei centri commerciali di nuovo aperti, ecc.? direte voi, però anche operai al lavoro e quindi salari pagati, vero.

È incredibile, me ne scuso con i miei Lettori e con il direttore, me ne scuso anche con me stesso … torno ora dal bagno dove mio sono guardato allo specchio per vedere chi c’era lì, insomma devo dirlo: vuoi vedere che ha ragione Giuseppe Conte – pochette?

Piano, piano, adesso non esageriamo, seguitemi un altro po’. Che gran parte delle urla che si sentono siano dirette contro Conte – pochette è evidente: è diventato inviso aipoteri forti’ perché pretende di decidere, debolmente, ma decidere, e poi vuole che le banche prestino i soldi … roba da matti. Per di più sta sempre in TV, perfino Mentana non ce lo vuole più, e si fa grande pubblicità. Infine, quanto a provvedimenti seri lascia molto a desiderare, ma certo se gli va in porto qualche operazione europea (per dannosa che sia, come ho spiegato, ma sempre ‘vendibile’ come un grande successo) schiodarlo da lì non sarà facile. E quindi va buttato fuori ora o mai più.
D’altra parte, lui, pochette, fa il buon papà, prega le banche di dare soldi per amore, e protegge le persone dal virus tenendole chiuse in casa, al punto che perfino la Presidente della Corte Costituzionale accetta di farsi intervistare sul punto, come se fosse una qualunque Renzi. Ma dal punto di vista mediatico, ha ragione lui: la gente ha paura.
Ma è proprio questo ciò che pochette non ha capito (non può) questo e il fatto che, udite udite, gli italiani (o almeno una gran parte di essi, ma stavolta proprio grande) sono diventati un popolo. Si sono formati, induriti, rafforzati in questi due mesi folli; guardano (guardiamo, se mi permettete) ai Paesi stranieri con rabbia e a fronte alta, si aspetta solo difargliela vedere’. La paura c’è, resta, è forte, ma è razionalizzata … certo, i cretini ci sono sempre, mica sono espatriati.

E allora, Conte – pochette, ascoltami, lascia perdere tutti i tuoiconsiglioriinteressati o tremebondi, e decidi. Cosa? di fidarti degli italiani. Di dire a tutti, chiaro, a reti unificate, ma in tre minuti e con la regia di quelli che curano le parole di Mattarella, non Casalino per carità quello ti sta portando al macero, dire a tutti “Cari italiani, io mi fido di voi perché non siete matti; mettete le mascherine anche quando andate a letto, da soli beninteso; evitate di ammassarvi per salire sull’autobus o entrare in un negozio come fanno da sempre, a prescindere dal virus, all’estero; lavatevi le mani fino a spellarle e in continuazione; andate al bar il meno possibile e con cautela e lo stesso al ristorante, ma andateci, mica ci sono gli untori; fidatevi di voi, di voi stessi, siate cauti e se qualcosa non va avvertite immediatamente, protestate, urlate … anche sui posti di lavoro! Siate combattenti”. Ma aggiungerei, caro pochette: “io vi garantisco che sarò occhiuto come non mai e al minimo accenno di ritorno di infezione agirò che manco Superman; vi garantisco che curerò personalmente io di persona, che gli ospedali funzionino come si deve, anche in Lombardia, e che le case di riposo siano di riposo non di morte; sosterrò la scuola perché non si limiti ad aprire le aule ma insegni davvero e sempre; magari cercherò anche qualche ministro meno deprimente”.

L’unica via di uscita, cari pochette, Cardinali e Vescovi vari, Agnelloni e Agnellini, politicanti da strapazzo, approfittatori vari, l’unica via di uscita è parlare al popolo e fidarsi del popolo, ma dire tutto, ma proprio tutto, e bene al popolo. Togliete di mezzo la cretinata di Immuni, soldi buttati, ma dite i nomi e gli indirizzi di chi si ammala, per potersi regolare: volete difendere la privacy, rendendo tutto pubblico e noto … ma solo a voi? Non lo capite che la gente lo ha capito?

Certo, all’inizio non si fideranno molto di voi, ma voi insistete, mandando a casa i vari guitti e sciamannati troppo guitti e sciamannati per essere accettabili, insistete e se sarete onesti e sinceri, credibili, vedrete che alla fine la gente comincerà, anzi, continuerà, a fare la cosa giusta, perché già lo fa, solo voi non lo vedete! Certo poi ci sono gli imbecilli, e quelli vanno stangati, ma davvero! Se no, non vi restano che Schäuble e Elkann: loro sopravvivranno certamente.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.