domenica, Giugno 7

Coronavirus, Cateno De Luca e la rivolta delle bollette sospese Cristiano Bilucaglia di A.R.T.E., l’Associazione Italiana dei Reseller e Trader di Energia, risponde alle sparate populiste di un Sindaco di Messina sempre più scatenato e ormai fuori controllo

0

Prosegue imperterrita, in Italia, la fuga di cervelli. Ma, a preoccupare maggiormente, sono quelli che scappano via pur restando invece i loro titolari -ahinoi- arroccati con i piedi ben piantati e saldi sul suolo nazionale. O, nel caso di specie, sugli scogli.

Tra questi, un ruolo speciale spetta a Cateno De Luca, il ‘vulcanico’ -data la vicinanza a Etna e Stromboli- Sindaco di Messina.

Una sorta di moderna macchietta alla Don Chisciotte. In prima linea e al limite del delirio di onnipotenza contro tutto e tutti in questi giorni di fuoco, tanto per restare in metafora.

Ma, soprattutto, anche contro il Ministero del Buonsenso: oltre che quello dell’Interno, per cui Madame Lamorgese si è già ampiamente piccata a dovere.

Scagliando generosa i propri strali avvelenati a base di azioni giudiziarie per quello che, il nostro, continua testualmente a chiamare indefesso ‘denunce di lesa maestà’, nonostante abbia fatto sapere di aver spedito al Viminale in questi giorni un bel mazzo di rose ‘riparatorie’: come dire, carota e bastone.

Accanto alle polemiche tra periferie e Stato, se ne associa un’altra, e dai risvolti ben peggiori. Il primo cittadino dell’urbe affacciata sullo Stretto ha aggiunto un’altra puntata in più all’intermittente sequela di comizi pressochè quotidiani in video su Facebook, per lo più privi e destituiti di qualsivoglia, oggettivo fondamento giuridico.

Improvvisato salvatore, oltre che della propria città, anche dell’Italia (ma chi gliel’ha mai chiesto, poi?), qualche giorno fa si è prodotto nell’ennesimo proclama: l’annuncio di una lettera ufficiale al Governo (ammesso e non concesso che l’abbia scritta davvero) per chiedere tout court la sospensione in massa per gli italiani del pagamento di tutte le utenze: gas, luce e acqua.

E così il nostro, dopo aver fatto acqua -questa volta sì, davvero e in tutti i sensi- con lo sbarrare lo sbarco ai traghetti sul ‘proprio’ territorio di confine, ora ci riprova (ringalluzzito poi non si sa bene per qual motivo da chi o da che cosa) con un mare invece ben più ampio e difficile da arginare: quello delle bollette.

E su scala nazionale, pure. Altro che populismo, qui (roba da far persino invidia a Grillo e Di Maio), ma ‘dotta ignoranza’, ricordava in epoche distanti il caro Socrate.

Un colpo di spugna e via: è arrivato il salvatore (mentre, ricordiamo, le fatture dei propri consumi vanno pagate, lo dice la legge). Il ‘messia’ da tutti atteso: soltanto che, seppur in tempo pasquale, l’unico dono che forse potrebbe portare in dote alla nazione è un bel cesto di uova rotte, con tanto di paniere da ripulire. Di certo, non di cioccolata.

Viene spontaneo domandarsi, parafrasando il buon Antonio Lubrano – uno che invece, in fatto di consumatori, consumi e bollette, se ne intende davvero! -, se l’imberbe isolano sia mica in realtà il fratello ignoto di Cetto La Qualunque, padre nobile di tutta l’attuale classe politica italiana.

Già, perché pare che Antonio Albanese, così come pure gli amici albanesi guidati dal Premier Edi Rama (cui va tutto il nostro grazie), siano a ben guardare gli unici che in questo momento stanno realmente facendo del bene al Paese: il primo fa ridere, gli altri si tirano ben su le maniche e nel frattempo inviano preziosi aiuti accompagnati da parole pubbliche belle, gradite e sincere a un popolo fattivamente abbandonato da un’Europa sorda, egoista e incapace. Di cui l’Albania, bontà sua, neanche fa parte (e forse, anche questo, è per loro un bene, dato il periodo).

A dire il vero, anche la stirpe al gran completo dei De Luca (poi ci stupiamo se ancora oggi, al nord, quelli come loro li chiamano ‘Terùn’) sta regalando all’Italia piéces social e televisive degne delle teche dell’Istituto Luce: dalla Campania alla Sicilia, in tv e sui social sembrano entrambi rievocare con cadenza quasi giornaliera i tempi di Totò e Macario. Con la sola differenza del colore al posto del bianco e nero, e di YouTube al posto del caro, vecchio, ingombrante tubo catodico propriamente detto.

Ma la tragedia è che, mentre i primi scherzavano, questi, invece, fanno sul serio. Mala tempora currunt. «Cateno De Luca chiede su Facebook bollette sospese per tutti? Basta con le fake news, altrimenti si rischia paralisi del settore».

E’ questa, invece, la dichiarazione di battaglia argomentata e tonante di una persona di buon senso rilasciata in queste ore ad ‘Ansa’ e ‘Adnkronos’: Cristiano Bilucaglia, imprenditore piemontese membro di A.R.T.E. (Associazione Reseller e Trader dell’Energia) con 92 iscritti per oltre 1,5 miliardi di euro di fatturato aggregato, 3000 posti di lavoro in Italia e più di un milione di clienti nel mercato libero dell’energia.

L’ente ha inviato a Mef, Mise e ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) due documenti, poiché «la nostra categoria non è contemplata nel decreto Cura-Italia».

Complice anche «a distorsione mediatica di politica e stampa, che alcun riscontro trova nelle normative vigenti, sul possibile stop al pagamento delle utenze per tutto il Paese, per cui moltissimi italiani hanno accantonato le fatture”, prosegue l’esperto, “cagionata anche dalla pericolosa aggravante degli avvisi fuorvianti affissi un po’ a macchia d’olio in tutta Italia all’esterno degli Uffici Postali, in cui si invitano le cittadinanze a restare a casa, convinti e certi che le bollette in questo momento non si paghino».

Donna Prassede, manzoniana icona del gentil sesso di buone intenzioni ma altrettanto, fallimentari azioni, al tempo de ‘I Promessi Sposi’ avrebbe di certo fatto meglio. Almeno in questo caso.

Ma c’è di più: «Sospendere Iva e accise solo per aziende con fatturati sino a 2 milioni di euro penalizza le nostre attività: che, incassando per conto di terzi, superano di molto tale soglia», spiega il presidente di ‘uBroker SRL’, storicamente prima start-up italiana pubblicamente stimata dalla principali associazioni consumeristiche italiane ad aver azzerato oltre 10mila bollette di luce e gas, oltre 75 milioni di euro di fatturato aggregato, più di 40 dipendenti fissi e circa un migliaio di collaboratori sparsi in tutta Italia fra consulenti, professionisti e rete commerciale.

«Stupisce altresì oltremodo il video con cui il Sindaco di Messina, voglia chiedere anche per iscritto e ufficialmente al Governo di imporre ai gestori di utilities lo stop ai pagamenti delle bollette. Sarà forse ancora mica rimasto fermo all’epoca del monopolio? Se ciò accadesse, si tratterebbe del più illiberale dei provvedimenti in uno Stato democratico», aggiunge l’imprenditore.

Chiediamo, conclude Bilucaglia, «un intervento dell’Autorità per estendere la sospensione dei tributi agli operatori del mondo dell’energia senza distinzioni, evitando maggiori ricadute economiche: e, soprattutto, occupazionali».

«Alea iacta est», risuonò forte nell’aria e tutt’intorno al tempo dei Romani quando per la prima volta nella storia varcarono il Rubicone. Peccato (o per fortuna) che, però, Cateno De Luca non sia Giulio Cesare.

Si salvi chi può. Soprattutto a Messina.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore