mercoledì, Novembre 25

Coronavirus all’italiana: i medici interrogano il Governo, che non risponde Codiv-19 ‘gestito da incapaci strapagati’, se il Governo “non risponde manderemo tutto alla Procura della Repubblica”, “sono stati dati del tutto falsi”. Intervista con Pasquale Mario Bacco

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Di mano in mano che la pandemia allenta la presa gli interrogativi sulla sua gestione crescono. Interrogativi che potrebbero essere utili per la gestione del coronavirus Covid-19 là dove ancora il virus colpisce e colpisce pesantemente, America Latina in testa. E utili perché dall’esperienza di questi mesi si ricavino informazioni utili per poter affrontare meglio l’eventuale seconda ondata di Covid-19, piuttosto che la prossima pandemia, che non sappiamo quando arriverà, ma che l’Organizzazione Mondiale della Sanità, così come altri punti di osservazione scientifici autorevoli, ci hanno messo in guardia dicendoci che certamente arriverà (lo avevano fatto, per altro, negli anni scorsi, svariate fonti, tutte rimaste inascoltate da tutti).
Oltre alla Magistratura, chiamata indagare in diverse situazioni e per diversi tipi di ipotesi di reato, gli interrogativi stanno avanzando anche da un fronte di operatori sanitari rimasti ai margini nel corso di questi mesi, malgrado operativi, silenziosi alcuni, silenziati altri dalla cappa del mainstream del coronavirus Covid-19 italiano che per mesi a coperto tutto quel che non fosse in linea con quanto sostenuto dagli ‘esperti’, definiti tali dal Governo piuttosto che ‘certificati’ dai media principali. Qualsiasi dubbio o ipotesi di lavoro alternativa alla linea ufficiale per tutti questi mesi è stata impronunciabile e inpronunciata, scartata a priori, se non bollata come ‘fake’.

Lo scorso 28 maggio, un gruppo di medici, per nulla conosciuti, di quelli non consultati dalle televisioni e dai giornali, ha inviato un comunicato stampa nel quale si annuncia di aver inviato una istanza in autotutela al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute, al Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e, in conoscenza, ai Governatori delle Regioni. Lettera nella quale «sono evidenziati aspetti problematici nella gestione dell’emergenza Covid-19, in particolare sotto il profilo medico-scientifico ed epidemiologico».

I medici in questione sono Pasquale Mario Bacco, Antonietta Gatti, Mariano Amici, Carmela Rescigno, Fabio Milani, Maria Grazia Dondini.

Il documento è decisamente pesante, molti i punti evidenziati, e molte le questioni poste sul tappeto, oltre a considerazioni quali «dilettantismo», atti del Governo «illegittimi per abuso ed eccesso di potere, violazione di legge, violazione dei principi di adeguatezza e proporzionalità, irragionevolezza e sviamento», conducendo «una politica del terrore ed una grave mistificazione della realtà», senza risparmiare i «cosìdetti esperti». Il tono, poi, è perentorio, esigente di spiegazioni e di azioni.

Alcune delle questioni medico-scientifiche poste ci sono parse meritevoli di essere approfondite meglio. Lo abbiamo fatto con Pasquale Mario Bacco, il quale ci dice subito che ad oggi nessuna risposta è arrivata, solo la Valle d’Aosta si è fatta viva, altri soggetti hanno incaricato i loro uffici di avviare le procedure del caso, “dal Governo, invece, nessuna risposta ad ora”.
Governo che è il primo soggetto chiamato a rispondere. Infatti nell’istanza si precisa che si attendono «trenta dalla ricezione della presente richiesta», «in difetto sarà presentato esposto alla competente autorità giudiziaria». Ad oggi, silenzio da Roma, “se non risponde manderemo tutto alla Procura della Repubblica”. Precisando, il dottor Bacco, “siamo cittadini italiani, oltre che medici, abbiamo diritto ad una risposta”, e da uomo spiccio aggiunge “fosse pure un vaffa…”.

A muoversi, invece, ci dice Bacco, sono i colleghi medici “che ci stanno interpellando per avere informazioni, sapere come comportarsi. Ci hanno chiamati giornalisti dalla Russia, per esempio”. E ovviamente non mancano gli attacchi: “Riceviamo attacchi gratuiti, per non dire di denunce, sono perfino stato accusato di fare autopsie in garage”. Il mainstream ha evidentemente lasciato sul terreno non poche scorie di rifiuto ad avanzare dubbi, domande. La campagna mediatica di questi mesi ha funzionato molto bene. Il restante della gestione è quanto mettono in dubbio gruppi di medici come quello guidato da Bacco che non si arrendono e i dubbi li esternano.

 

Dottor Bacco, nell’istanza del 28 maggio sostenete che «il Covid-19 ha dimostrato di essere una forma influenzale non più grave degli altri Coronavirus stagionali». Sulla base di quali elementi scientifici sostenete questo?

Noi il virus lo osserviamo in laboratorio da mesi; lo conosciamo benissimo. In laboratorio, attraverso delle prove anche molto comuni, si determina immediatamente quanto può essere aggressivo un virus. La mortalità e la letalità di questo virus sono bassissime. Il Sars-Cov2 non uccide nessuno, se non ci sono condizioni contingenti, quali età avanzata o patologie gravi concomitanti, insomma in quelle condizioni in cui si ha un abbassamento delle difese immunitarie.

Affermate «che il totale dei deceduti per qualsiasi patologia o per morte naturale, quotidianamente annunciato nei ‘bollettini di guerra’ diffusi dai media, non deve essere inteso come unicamente riferito al Covid-19 o a patologie concomitanti». Dunque state dicendo che gli ospedali hanno fornito dati non reali? Perchè? Come sarebbe accaduto? E quali dovrebbero essere le cifre reali secondo voi?

Questa emergenza è stata gestita malissimo nell’ambito della comunicazione, dove sono stati dati del tutto falsi, sopratutto per quel che riguarda i decessi, creando un clima di terrore assolutamente ingiustificato. Se l’emergenza sanitaria fosse stata gestita dalle giuste competenze e non da ‘nominati’ della politica e delle lobby, avremmo avuto meno morti e uno shock psicologico, sociale ed economico nettamente inferiore.

L’elemento più grave è aver dato voce solo ad una parte della scienza e sopratutto aver impedito la realizzazione delle autopsie, che avrebbero evitato tutti quegli errori terapeutici iniziali.

Le autopsie hanno svelato almeno due elementi costanti: lesioni importanti dei tessuti, per processi infiammatori non omogenei; e la formazione di trombi, più o meno evidenti e gravi, ostruenti i vasi sanguigni. Ed è quest’ultimo fenomeno che, molto spesso, determina la morte. Chiariamo: non sono lesioni causate direttamente dal virus, ma reazioni immunitarie sproporzionate dell’organismo di fronte al virus. Noi invece curavamo i pazienti senza sapere questo. Ad esempio, inizialmente si valutavano dannosi gli antinfiammatori, che poi invece si sono rivelati fondamentali. L’eparina è stata usata pochissimo. Oggi non useremmo in maniera indiscriminata la ventilazione profonda che si è rivelata eccessiva e dannosa. Soprattutto, sappiamo che bisogna ospedalizzare prima che si verifichi la fame d’aria. La mortalità è del massimo 2%.

Una delle affermazioni che ci sembrano moltointeressante è che chiedete ragione di: «quali siano i reali motivi per cui in alcune zone del Nord Italia si è registrata una diffusione tanto abnorme ed una letalità tanto più alta rispetto ad altre zone del paese, persino limitrofe». Ecco, voi che siete «quotidianamente a contatto con la realtà sanitaria e che hanno quindi conoscenza diretta dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo», come affermate nel vostro documento, quale spiegazione o spiegazioni vi siete dati? se non altro ipotesi di studio.

Tutta la ‘famiglia’ dei coronavirus è molto influenzata dal clima e dall’umidità. Noi, in laboratorio, alzando di soli due gradi la temperatura della coltura abbiamo verificando la morte del 52% dei ceppi e la loro conseguente minore ‘mobilità’. Il Sars-coV2 che si è espresso nel Nord Italia è completamente diverso dalla ‘forma’ che ha agito nel Sud Italia. La sua patogenicità crolla rispetto alle temperature invece ad esso ideali. Inoltre, questo virus ha dimostrato sbalorditive capacità di farsi ‘trasportare’, anche per parecchi centimetri dalle polveri sottili ed affini, aumentando di conseguenza la sua capacità e velocità infettante.

Se il caldo è deleterio per il virus, come vi spiegate i contagi altissimi in zone calde come l’America Latina?

Qui entrano in scena le condizioni contingenti che ho detto prima, quali età avanzata o patologie gravi concomitanti, piuttosto che malnutrizione o denutrizione, abuso di droghe, malattie quali cancro e altre anche meno gravi.

In Lombardia nello specifico cosa pensate sia accaduto? Quali possono essere le cause di così tanti infetti e tanti morti?

il Sars-cov2 non è mortale da solo in soggetti in buona salute, ma lo diventa quando abbiamo patologie concomitanti o quando c’è una risposta immunitaria meno efficace, come capita nei soggetti anziani. In pratica nelle RSA, gli anziani è come se fossero stati condannati a morte. Anche perchè in questo caso certamente un ruolo importante lo ha avuto anche la carica virale, che essendo al chiuso si è autopotenziata.

Voi nel documento inviato ai vari referenti istituzionali, chiedete di sapere: «quali siano i titoli e quale sia l’autorevolezza e l’esperienza dei membri della Commissione incaricata di proporre misure di contenimento dell’epidemia; quali i criteri di selezione adottati per formare la Commissione e se sussistano dei conflitti di interesse che possano in qualche maniera orientarne le scelte e le decisioni». Cosa c’è che non vi convince nella Commissione? Perchè questa evidentemente è l’impressione che date, ovvero che mettete in dubbio la competenza della Commissione

Io non sono un complottista, penso solo che questa emergenza sia stata gestita da gente assolutamente incapace e strapagata.

Chiedete anche «quale sia il motivo per cui si è deciso di non tenere in considerazione gli studi e i rilievi di medici e specialisti impegnati sul campo, privilegiando l’impostazione opinabile degli ‘esperti’ anche laddove contraddetta da casi documentati ; anche il ricorso all’uso dei ventilatori polmonari pare quantomeno controverso». Di quali altri studi parlate e cosa sostenevano detti studi?

Le parole e gli studi dei medici e degli scienziati veri, i professionisti che hanno dimostrato sul campo le loro qualità e non in televisione o sui media. Il primo nome che bisogna fare è quello del professor Giulio Tarro, uomo e scienziato di grandissimo valore. Se avessimo dato voce a professionisti come lui, avremmo evitato la metà delle problematiche di questa emergenza sanitaria.

Circa i venitilatori polmonari, ci risultano operatori sanitari che sotto voce sostengono che ne è stato fatto, in certe aree e in certi momenti un ‘uso allegro’, tanto ‘allegro’ che si moriva più facilmente. Voi cosa sostenete in merito?

Se per uso allegro si intende un uso senza una base clinica solida, siamo assolutamente concordi. Se avessimo saputo prima dei trombi vasali, i ventilatori quasi non li avremmo usati.

C’è chi, per esempio l’ex Sottosegretario alla Sanità Antonio Guidi, sostiene che negli anni scorsi si è demolito il sistema di prevenzione epidemico all’interno dell’Istituto Superiore di Sanità, e che questo ha implementato la gravità della situazione. Condividete? Che è successo?

E’ successo che la sanità tutta, non solo i servizi epidemiologici, è stata ed è gestita senza nessuna meritocrazia. Cosa questa che sanno tutti. Nel momento in cui sarebbero state necessarie ampie competenze per gestire una situazione più complessa, queste chiaramente non ci sono state.

Voi ritenete infondate le limitazioni imposte in questa fase, siete molto critici sull’uso della mascherina, e chiedete al Governo di ritirare i provvedimenti in vigore. In aggiunta vi addentrati in tecnicismi (richiesta di atti, determine, ecc…) che sembrano voler porre le basi per far lavorare il sistema giudiziario. Ma perchè non avete direttamente agito in Procura?

Perche è corretto tentare di realizzare prima un discorso collaborativo. La buona fede, inizialmente, va riconosciuta a tutti.

Due domande per fare chiarezza. Ci potete dire precisamente, per quanto sinteticamente, chi sono i professionisti che firmano questo documento, quali i loro titoli accademici, quali le loro attività, quali le loro competenze, quale la loro esperienza?

Pasquale Mario Bacco medico ricercatore, Antonietta Gatti medico legale, Mariano Amici medico di territorio e clinico, Carmela Rescigno chirurgo di chirugia generale, Fabio Milani medico di territorio, Maria Grazia Dondini medico di territorio.

Nel comunicato precisate che l’iniziativa «non fa riferimento a non vede coinvolta alcuna organizzazione né associazione». Bene, ma in calce appare un numero di telefono e un indirizzo email di una nota grande azienda, la Meleam S.p.A., altresì noi abbiamo parlato, stiamo parlando con l’AD di questa società. Ci può chiarire? Non c’è anche in questo caso un conflitto di interessi? almeno in molti se lo potrebbero porre il dubbio, di un conflitto di interessi o quanto meno di azioni volte più che altro a ottenere visibilità sfruttando l’occasione, come, per altro, molti virologi e simili hanno fatto in questa occasione

Non siamo un gruppo organizzato, ne esperti di marketing. Dovevamo far base in una struttura che ci desse, gratuitamente, supporto e presentasse organizzazione tale da non sbagliare approccio. Solo questo. Siamo tutti uomini liberi, leali e trasparenti. Giusto per chiarire, ci autofinanziamo tutto.

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