giovedì, Ottobre 1

Corea, Usa installano lo scudo missilistico Thaad e irritano la Cina

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La decisione era stata ormai presa e Donald Trump non ha fatto un passo indietro: i militari americani hanno avviato in piena notte l’installazione del sistema antimissile Thaad a Seongju, nonostante le proteste dei residenti. L’avvio delle operazioni è arrivato a sorpresa dopo appena sei giorni dal via libera della Us Forces Korea (USFK) alla messa in sicurezza del sito ottenuto dal governo di Seul e destinato a ospitare questo ‘scudo’, il cui scopo è quello di deterrenza verso le intemperanze della Corea del Nord. In realtà manca ancora il rapporto di impatto ambientale, richiesto dall’accordo bilaterale Status of Forces Agreement (SOFA), che regola la presenza delle forze armate Usa in Corea del Sud. «La Cina chiede con forza a Usa e Corea del Sud di fermare le azioni che peggiorino le tensioni regionali e danneggino interessi della sua sicurezza strategica, di cancellare il dispiegamento dei sistemi antimissile Thaad e di rimuovere gli equipaggiamenti», ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang, che ha annunciato come Pechino «prenderà tutti i passi necessari per difendere i suoi interessi».

Ma le manovre nell’area non finiscono qui: la portaerei americana Uss Carl Vinson e il suo gruppo d’attacco sono impegnati in manovre congiunte con gli aerei dell’Aeronautica del Giappone, nelle acque a sud del Giappone. Le manovre, fanno sapere dagli Usa, sono la «dimostrazione dell’abilità di Usa e Giappone di lavorare insieme in mare e di rispondere velocemente alle minacce della regione». L’arrivo della Vinson è imminente in Corea del Sud e anche qui andranno in scena a breve manovre congiunte con le forze armate sudcoreane. E come se non bastasse anche la notizia dell’arrivo a Busan di un sottomarino statunitense a reazione nucleare ha destato polemiche, soprattutto da parte di Pyongyang.

A mostrare i muscoli intanto c’è anche la Cina, che ha varato questa mattina la sua seconda portaerei, la prima ‘made in China’ e costruita nei cantieri di Dalian.

Intanto Donald Trump continua le sue manovre interne. E il segretario al Tesoro americano, Steve Mnuchin, dice la sua sul piano fiscale del presidente: «Il più grande taglio delle tasse e la più ampia riforma fiscale della storia degli Stati Uniti». Mentre continua il braccio di ferro fra gli organi di giustizia e Trump.  Nuovo ricorso contro la decisione di un giudice federale di San Francisco di sospendere temporaneamente la direttiva della Casa Bianca che blocca i finanziamenti federali alle città che proteggono i clandestini. Trump in particolare ha minacciato di togliere fondi se non collaborano con le autorità federali circa la stretta sull’immigrazione illegale. Duro il commento del chief of staff della Casa Bianca, Rience Priebus, che ha detto che i giudici stanno ‘dando i numeri’.

Passiamo alla Turchia, dove dopo i ricorsi respinti dalla Commissione elettorale suprema e dal Consiglio di stato, il principale partito di opposizione Chp ha annunciato un ricorso alla Corte europea dei diritti umani per chiedere l’annullamento del referendum sul presidenzialismo. Secondo il governo di Ankara però l’unica istituzione con l’autorità per decidere sulla validità del voto è la Commissione elettorale.

Intanto continuano le maxi-retate legate al fallito golpe. Oggi ben 3.224 i mandati di cattura emessi nell’ambito della maxi-operazione in corso contro la presunta rete di Fethullah Gulen.

Ma il governo turco si muove su più fronti e in particolare guarda a Est, dove continuano i raid contro sospette postazioni curde nel nord-est dell’Iraq e nella parte nordorientale della Siria. Il tutto al fine di impedire ai militanti di contrabbandare combattenti e armi in Turchia.

Mentre si indaga sull’esplosione avvenuta su un minibus che trasportava alcuni studenti dell’università Okan nel quartiere di Pendik, sulla sponda asiatica di Istanbul. Ferite almeno 7 persone. La polizia turca non esclude alcuna pista, compresa quella di un attentato.

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