mercoledì, Agosto 21

Corea del Nord – Sud: il vertice di domani a Panmunjom «Prepareremo per la discussione la questione delle famiglie separate e dei modi per alleggerire le tensioni militari» ha detto il ministro dell’Unificazione sudcoreano Cho Myoung-gyon

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«Il governo guarda oltre la partecipazione alle Olimpiadi di PyeongChang per considerare come migliorare le relazioni intercoreane e cercare una collaborazione stretta con la Comunità internazionale per tentare di portare alla denuclearizzazione della Corea del Nord» ha dichiarato il ministro degli Esteri della Corea del Sud, Kang Kyung-wha.

L’ esponente del governo sudcoreano non ha dunque nascosto, in occasione dell’ inaugurazione della task force che si occuperà dell’accoglienza dei leader stranieri in visita alle Olimpiadi, la speranza che il disgelo conseguente all’apertura ad una partecipazione di Pyongyang alle Olimpiadi invernali di PyeongChang che avranno luogo tra il 9 e il 25 febbraio, possa fare da apripista ad un dialogo di più ampio respiro con la Corea del Nord. Dialogo da cui far scaturire, magari, una riconciliazione tra le due Coree, ancora in guerra da 65 anni visto che è stato firmato un armistizio, ma mai una pace, e una riduzione se non la completa cessazione dell’ escalation nucleare.

«Se la Corea del Nord si unirà alle Olimpiadi di PyeongChang, rafforzerà il profilo dell’ evento come Olimpiadi di pace» ha aggiunto Kang. Per domani, 9 gennaio, è fissato un incontro, il primo ‘ad alto livello’ da due anni, a Panmunjom, il villaggio della pace lungo la Zona smilitarizzata che divide le due metà della Corea, per discutere il merito della partecipazione nordcoreana alle Olimpiadi. Questo a pochi giorni dall’ annuncio di Capodanno di Kim Jong Un che avrebbe inviato una delegazione al Sud, nella cornice di un progressivo miglioramento delle relazioni, considerando, contestualmente, l’ accettazione da parte di Stati Uniti e Corea del Sud di ritardare le manovre militari annuali congiunte fino a dopo i Giochi. Inoltre, la tensione verso una Corea unita è sempre stata nelle corde della dinastia Kim.

«Le due parti hanno concordato di intensificare gli sforzi diplomatici per rendere la recente apertura alla pace, creata nella Penisola coreana da sviluppi come i colloqui intercoreani di alto livello del 9 gennaio per discutere una possibile partecipazione alle Olimpiadi di PyeongChang, una risoluzione pacifica del problema nucleare» con queste parole il Ministero degli Esteri di Seoul ha spiegato che il suo Paese, dopo aver ricevuto il via libera da Washington, ha ottenuto anche uno spiraglio da parte del Giappone, durante un incontro, secondo l’ agenzia di stampa Yonhap, tra i rappresentanti dei due Paesi, rispettivamente Lee Do-hoon  e Kenji Kanasugi circa il dossier nucleare. E’ pur vero che alcuni componenti del gabinetto giapponese  rimangono sul chi va là: ad esempio il ministro della Difesa, Itsunori Onodera che ha affermato: «La Corea del Nord passa attraverso fasi di apparente dialogo e provocazione, ma in un modo o nell’altro, continua nel suo sviluppo nucleare e missilistico. Non intendiamo abbassare la nostra allerta e la nostra sorveglianza».

Oltre alla partecipazione all’ evento sportivo, secondo quanto sostenuto oggi dal ministro dell’Unificazione Cho Myoung-gyon, la Corea del Sud ha intenzione di mettere sul piatto anche il tema delle famiglie divise dalla guerra del 1950-53. «Prepareremo per la discussione la questione delle famiglie separate e dei modi per alleggerire le tensioni militari» ha dichiarato Cho.

A detta del Ministero per l’unificazione della Corea del Sud, la delegazione inviata dal regime di Pyongyang sara’ formata da cinque membri e il suo presidente sarà Ri Son-gwon, che dirige il Comitato nordcoreano per la Riunificazione pacifica della Corea e risulta essere molto vicino al direttore dell’Intelligence nordcoreana, Kim Yong-chol. «(Il leader Kim) ha sottolineato che il miglioramento delle relazioni intercoreane in risposta agli auspici del popolo dipende esclusivamente da come le autorità delle due Coree gestiranno la questione» avrebbe detto Ri. La delegazione della Corea del Sud, a cui è stata restituita la responsabilità sul fronte del dialogo intercoreano, da cui era stata estromessa dall’ex presidente sudcoreano Park Geun-hye, sarà presieduta dal Ministro dell’unificazione Cho Myoung-gyon, e sarà composta da altre quattro persone, di cui due Vice Ministri dello sport e due Vice Ministri dell’Unificazione. In questa maniera, Moon intende diminuire il coinvolgimento diretto della presidenza nel dossier delle trattative con il Nord, tentando di non rendere ancora più insofferente l’ Amministrazione americana. «Credo sempre nei colloqui» ha affermato Trump ai giornalisti presenti a Camp David, «ma abbiamo una posizione molto risoluta». «Abbiamo avuto una grande discussione due giorni fa, mi ha ringraziato molto e spero che funzioni. Voglio davvero vedere se funziona tra i due Paesi» ha sostenuto il Presidente americano riguardo i colloqui con il Presidente sudcoreano. Del resto lo stesso Pentagono ha tenuto a specificare che la sospensione momentanea delle esercitazioni congiunte con Tokyo e Seoul non ha motivi “politici, ma tecnici”.  Scetticismo ha manifestato anche il Consigliere per la Sicurezza Nazionale, H.R. McMaster.

Secondo Baik Tae-hyun, portavoce del ministero dell’Unificazione sudcoreano, il «negoziato preparatorio tecnico» di ieri avrebbe stabilito che l’incontro di Panmunjom dovrebbe iniziare domani alle 10:00 di Seul, (02:00 ora italiana).

Rimane tuttavia alta la guardia da parte di Seoul che il 21 dicembre scorso, le autorità della sudcoreane hanno messo a segno un altro sequestro di navi cargo ritenute veicolo di contrabbando di petrolio verso la Corea del Nord. Questa volta, ad essere sospettata di non rispettare le sanzioni internazionali volute dal Consiglio di Sicurezza ONU, la “Koti”, un’ imbarcazione battente bandiera panamense in grado di trasportare 5.100 tonnellate di petrolio, con un equipaggio formato per lo più da cittadini cinesi e del Myanmar, bloccata, in corrispondenza della costa occidentale della Corea del Sud. nel porto di Pyeongtaek-Dangjin dove, secondo VesselFinder ltd, una società di servizi di tracciamento, era giunta il 19 dicembre.

Il 29 dicembre, Seoul ha affermato di aver appena dato inizio ad un’ inchiesta incentrata sul sequestro della Ligthouse Winmore di Hong Kong, occorso il 24 novembre. La petroliera in questione avrebbe trasportato più di 600 tonnellate di greggio raffinato fino alla alla nave nordcoreana “Sam Jong 2”.

Ma è proprio la Cina che a ricoprire un ruolo chiave. Da sempre fautrice della linea della ‘doppia sospensione’, che da una parte chiede l’ interruzione dei test missilistici a Pyongyang, ma dall’ altra chiede la fine delle esercitazioni militari congiunte tra Corea del Sud, Giappone e Stati Uniti, Pechino si è detto concorde con Moon riguardo le direttrici fondamentali dei colloqui, messi in chiaro dal Segretario per la stampa del presidente sud-coreano, Yoon Young-chan: “non permettere mai una guerra nella penisola coreana; mantenere intatto l’impegno per la denuclearizzazione; risolvere pacificamente tutte le dispute e, appunto, migliorare i rapporti inter-coreani per risolvere le tensioni tra i due Paesi divisi dal trentottesimo parallelo”. Entusiasta anche il nuovo inviato cinese per la questione nord-coreana, Kong Xuanyou, che ha incontrato il suo omologo sud-coreano, Lee Do-hoon e che evidenziato come «le relazioni tra Cina e Corea del Sud sono piu’ importanti che mai in questo momento».

Alla vigilia di tale importante vertice,  Kim Jong-un, di cui non si conosce l’ età esatta,  festeggia il compleanno, anche se in maniera più discreta rispetto alle cerimonie in onore degli anniversari della la nascita del padre e del nonno. Solo nel 2004 invitò a Pyongyang un gruppo di giocatori di basket americani, tra cui la star, Dennis Rodman che intonò un «Happy Birthday» per il giovane amico.

Forse proprio con l’ intenzione di festeggiare il dittatore, appassionato di sci, è stato inaugurato un altro resort sciistico, dopo quello di Masikryong Ski Resort risalente al 2014, in un’ area di 50.000 metri quadrati,  a Kanggye, nella provincia di Jagang, vicino al confine con la Cina, dotato di piste da slittino, sci alpino, oltre che un ampio centro medico, adatto ai clienti di tutte le età, soprattutto quelli più giovani.

Se Russia e Cina non si sono mai detti d’ accordo con gli USA riguardo la strategia nei confronti del regime  di Kim, questo potrebbe essere il migliore tentativo per riportare a toni più calmi la contesa.

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