lunedì, Maggio 20

Corea del Nord: nuovo lancio, potrebbe essere il primo ICBM

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I tecnici e I militari nordcoreani non potevano scegliere un giorno migliore per il lancio di quello che potrebbe essere il loro primo missile intercontinentale. Il 4 luglio è l’Independence Day, il Giorno dell’Indipendenza, la festa nazionale degli Stati Uniti d’America. Il messaggio è chiaro: a qualsiasi azione di Washington, ora, possono seguire ripercussioni sullo stesso territorio degli Stati Uniti.

Il missile lanciato da una base a nord di Pyongyang ha volato per una quarantina di minuti e, come sempre più spesso accade, è finito poi nelle acque del Mar del Giappone, a 933 km dal sito del lancio. Secondo gli esperti militari americani, se lanciato ad una traiettoria normale, il missile avrebbe avuto una gittata tra i 3.000 e i 5.500 chilometri. Non si è fatta attendere la reazione di Tokio: «Il lancio di oggi mostra chiaramente come la minaccia di Pyongyang diventi sempre più pericolosa». Moon Jae-In, Presidente sudcoreano, ha protestato chiedendo alle Nazioni Unite di intervenire contro il bellicoso vicino settentrionale, sempre più vicino a «sorpassare il punto di non ritorno».

Nonostante l’entusiasmo del Paese comunista, gli esperti si dicono scettici: la tecnologia di Pyongyang, a dispetto degli annunci del regime, sarebbe ancora troppo obsoleta per costituire una minaccia al continente americano. Ridurre le dimensioni di una testata nucleare per renderla trasportabile da un missile intercontinentale sarebbe probabilmente ancora al di fuori delle possibilità dei nordcoreani. Secondo David Wright, fisico della Union of Concerned Scientist, il missile «può raggiungere una portata massima di circa 6.700 km», che gli permetterebbe di raggiungere l’Alaska, ma non il resto del territorio americano. Inoltre, afferma Wright, citato dalla ‘BBC’, «per colpire un bersaglio non serve solo la portata, ma anche la capacità di proteggere la testata del missile dall’intenso calore e le vibrazioni al momento del rientro nell’atmosfera. E al momento non è chiaro se Pyongyang abbia questa capacità».

Donald Trump si è pronunciato su Twitter: «I nordcoreani hanno appena lanciato un nuovo missile. Questo tizio non ha di meglio da fare con la sua vita?». Il Presidente ha poi invitato la Cina a fare di più per convincere il vicino nordcoreano a invertire la rotta per la militarizzazione del Paese. In tutta risposta, come al solito, Pechino ha invitato alla calma, invocando la via del «dialogo pacifico»: «La Cina ha compiuto e continuerà a compiere sforzi per risolvere questa questione», così si è espresso Geng Shuang, Ministro degli Esteri di Pechino. Mantiene il sangue freddo anche Vladimir Putin. La minaccia nordcoreana, tutt’altro che globale, sembra – dal punto di vista di Mosca – sostanzialmente indirizzata verso gli Stati Uniti. Per la Russia le caratteristiche del missile sembravano quelle «di un missile balistico a medio raggio». Nemmeno i continui test di Pyongyang fanno cambiare idea ai russi, che restano molto più sospettosi delle azioni degli Americani e della NATO nella regione.

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