giovedì, Dicembre 12

Corea del Nord: la deforestazione preoccupa Kim Jong Un La causa è una crisi economica le cui cause profonde rimangono irrisolte

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Anche l’ambiente preoccupa la Corea del Nord: la deforestazione è un enorme problema in quanto la mancanza di alberi contribuisce alle inondazioni durante la stagione delle piogge annuale. Come spega Benjamin Katzeff Silberstein, la causa è una crisi economica le cui cause profonde rimangono irrisolte: infatti, le persone, in mancanza di cibo, abbattono gli alberi per il combustibile e la legna da ardere e per liberare la terra per l’agricoltura.

Nel 2000, il 57,5 per cento della Corea del Nord era di boschiNel 2012, in soli 12 anni, questa percentuale era scesa al 44,95 per cento.  Il 26 agosto 2015, la televisione nordcoreana mandò in onda il programma intitolato: ‘Facciamo progressi in patriottismo e forza nella battaglia per il ripristino delle foreste’. Durante il programma, sono stati criticati molti Centri di gestione dei boschi per non aver saputo piantare o irrigare in modo appropriato gli alberi e le sementi. Al contrario, i lavoratori avrebbero dovuto «combattere la battaglia per il ritorno alle foreste utilizzando creativamente la loro testa e ottenendo così grandi risultati».

Dato che le montagne sono scarsamente boscose, anche una pioggia leggermente pesante nella stagione delle piogge provoca inondazioni e frane e fiumi che si prosciugano nella stagione secca, il che ostacola notevolmente la conduzione di costruzioni economiche e il miglioramento dello standard di vita delle persone.

A partire dall’era della carestia degli anni ’90, persone in tutto il paese hanno iniziato ad abbattere alberi, sia per il carburante che per l’agricoltura. Questa deforestazione spoglia la terra delle radici degli alberi per assorbire l’acqua piovana in eccesso su questi terreni più alti, che ha portato all’erosione del suolo, alle inondazioni e ai massicci danni materiali durante la stagione annuale dei monsoni del Nord. Ecco perchè il problema della deforestazione e quello dell’economia sono legati.

Ma nonostante tutto i grandi risultati attesi, per il momento non ci sono prove sufficienti per sostenere che il piano di Kim possa essere adeguato. Un piano che, approvato nel 2013, dovrebbe concludersi nel 2042: nei primi dieci anni, l’obiettivo è ripristinare gli ecosistemi boschivi e ridurre la dipendenza complessiva dal legno (presumibilmente per combustibile) del 20 percento e nei successivi 20 anni, il piano mira a diversificare le risorse forestali dell’intero paese. Kim ha stabilito la creazione di circa 400 vivai e stazioni di gestione forestale mentre è stata decisa la pena di morte per punire chi non rispetta le foreste. Ma questo non è bastato ad impedire la distruzione degli alberi, causata dalla grande difficoltà economica, dalla mancanza di cibo e carburante. L’agricoltura rimane per molti nordcoreani l’unico mezzo per sopravvivere. Il governo ha proclamato la sua intenzione di reclamare in tutto il paese appezzamenti di terreno, ma i tentativi di bonifica hanno incontrato la resistenza locale.

La pianificazione centrale ha mostrato i suoi scarsi risultati, ma Kim Jong Un non l’ha dichiarata finita. Ha chiaramente riconosciuto che i problemi economici del paese sono la causa principale degli effetti endemici e disastrosi della deforestazione. L’ambiziosa campagna di rimboschimento del leader nordcoreano è ancora in vigore, ma l’attenzione per la silvicoltura sembra essersi attenuata nell’ultimo anno. Anche se l’implementazione dovesse continuare, il successo sarà sempre limitato fino a quando il fabbisogno di carburante e terreni agricoli non verrà raggiunto con metodi diversi dall’abbattimento degli alberi.

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