martedì, Ottobre 27

Corea del Nord, tra esercitazioni e possibili ‘disobbedienze’ negli Usa L'amministrazione Trump intaqnto sta allargando la sua strategia per fermare i missili di Pyongyang

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Tre portaerei Usa a propulsione nucleare e relativi gruppi d’attacco, 11 cacciatorpediniere con tecnologie antimissile Aegis, 7 unità navali sudcoreane, incluse due con standard Aegis, hanno compiuto la settimana scorsa esercitazioni nel mar del Giappone, a due passi dalla Corea del Nord.

La prova di forza contro la Corea del Nord è arrivata durante la visita del presidente Donald Trump in Asia. Le simulazioni di guerra sono state aspramente criticate dal governo di Pyongyang, che ha deciso di proseguire il programma di test nucleari. Secondo il ‘New York Times‘, l’amministrazione Trump sta allargando la sua strategia per fermare i missili della Corea del Nord prima che escano dal proprio territorio. Le nuove misure, suggerite in una richiesta urgente al Congresso per un costo di 4 miliardi di dollari, prevedono il rafforzamento delle cyber armi per interferire con il sistema di controllo prima del lancio dei missili, oltre a droni e jet per abbatterli poco dopo il loro decollo.

Ma c’è chi negli Usa è pronto a dire no alle volontà di Trump. Il generale dell’aviazione John Hyten, capo del comando strategico Usa (Stratcom), ha affermato infatti che si opporrebbe al presidente se ordinasse un attacco nucleare «illegale». «Come capo dello Stratcom, io consiglio il presidente. Lui mi dirà cosa fare», ha spiegato in un forum sulla sicurezza a Nova Scotia, Canada. «E se è illegale, indovinate cosa accadrà? Dirò, ‘signor presidente, questo è illegale’. E poi? Lui dirà ‘cosa sarebbe legale?’. E troveremo delle opzioni, con un mix di capacità di risposta a qualsiasi situazione. Questo è il modo in cui funzionano le cose. Non è complicato».

Ecco il reportage della ‘BBC‘ dalle zone di esercitazione vicino alla Corea del Nord.

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